XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 3759
Onorevoli Colleghi! - La ristrutturazione, il recupero
e la sicurezza statica del patrimonio edilizio rappresentano
un obiettivo fondamentale, che merita di essere perseguito e
promosso dallo Stato con una politica mirata e incisiva, da
cui possono derivare effetti positivi in più direzioni.
Nel preoccupante e generale rallentamento della crescita
della economia italiana, si registra una stagnazione negativa
nel settore, sicuramente nevralgico, dell'edilizia e delle
costruzioni; un settore che ha rilevantissimi e benefici
riflessi su tanti altri comparti del mondo della produzione e
delle attività economiche e, naturalmente, sull'incremento dei
livelli occupazionali.
E proprio questa consapevolezza ha condotto il legislatore
negli anni scorsi a prevedere misure di agevolazione e di
incentivazione fiscale delle ristrutturazioni edilizie.
In particolare, con la legge 27 dicembre 1997, n. 449
(articolo 1, comma 1), è stata introdotta una agevolazione ai
fini della imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF):
specificamente la possibilità di detrarre dall'imposta lorda e
fino alla concorrenza del suo ammontare, una quota - e sino ad
un importo massimo di 150 milioni di lire - delle spese
sostenute per la realizzazione degli interventi edilizi, di
cui alle lettere a), b), c) e d) del primo comma
dell'articolo 31 della legge 5 agosto 1978, n. 457
(precisamente, interventi di manutenzione ordinaria, di
manutenzione straordinaria, di restauro e risanamento
conservativo, di ristrutturazione edilizia), sulle parti
comuni di edificio residenziale di cui all'articolo 1117,
numero 1), del codice civile, e, cioè, il suolo su cui sorge
l'edificio, le fondazioni, i muri maestri, i tetti e i
lastrici solari, le scale, i portoni di ingresso, i vestiboli,
i cortili, i portici, gli anditi e, in genere, tutte le parti
dell'edificio necessarie all'uso comune; nonché per la
realizzazione degli interventi di cui alle lettere b), c)
e d) del primo comma del citato articolo 31 della
legge n. 457 del 1978, effettuati sulle singole unità
immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale,
anche rurali e sulle loro pertinenze.
Si tratta di una tipologia di interventi sulle singole
unità immobiliari residenziali di ogni categoria catastale,
anche rurali, particolarmente estesa e significativa che
ricomprende anche le spese di progettazione e per prestazioni
professionali connesse all'esecuzione delle opere edilizie,
gli interventi relativi alla costruzione di autorimesse o di
posti auto pertinenziali, alla eliminazione delle barriere
architettoniche, alla cablatura degli edifici, al contenimento
dell'inquinamento acustico, al conseguimento di risparmi
energetici con particolare riguardo all'installazione di
impianti basati sull'impiego delle fonti rinnovabili di
energia, all'adozione di misure antisismiche con particolare
riguardo all'esecuzione di opere per la messa in sicurezza
statica, specialmente sulle parti strutturali degli edifici,
alla mitigazione del rischio idrogeologico nelle aree
classificate a pericolosità ed a rischio da medio a molto
elevato nei piani di assetto idrogeologico delle autorità di
bacino.
Questa detrazione è stata fissata inizialmente per gli
anni 1998 e 1999 nella misura del 41 per cento; in seguito,
per gli anni 2000 e 2001, è stata ridotta al 36 per cento
(articolo 6, comma 15, della legge 23 dicembre 1999, n. 488,
e articolo 2, comma 2, della legge 23 dicembre 2000, n. 388,
che hanno apportato successive modifiche al citato articolo 1
della legge n. 449 del 1997).
Inoltre, con l'articolo 7 della legge 23 dicembre 1999, n.
488, il legislatore ha previsto la riduzione al 10 per cento
dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) per gli interventi di
recupero del patrimonio edilizio indicati dall'articolo 31,
primo comma, lettere a), b), c) e d), della legge
5 agosto 1978, n. 457, e realizzati su fabbricati a prevalente
destinazione abitativa privata.
Con la legge finanziaria per l'anno 2002, legge 28
dicembre 2001, n. 448, all'articolo 9, si è, poi, riconfermata
la quota di detrazione del 36 per cento (comma 1) e, altresì,
si è stabilito (comma 2) di estendere il beneficio fiscale
anche agli interventi di restauro e risanamento conservativo e
di ristrutturazione edilizia (di cui all'articolo 31, primo
comma, lettere c) e d), della legge 5 agosto 1978,
n. 457), riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di
costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative
edilizie.
Nella legge finanziaria per l'anno 2003, legge 27 dicembre
2002, n. 289, all'articolo 2, comma 5, la detrazione fiscale
del 36 per cento per gli interventi di recupero del patrimonio
edilizio, ivi compresi gli interventi di bonifica
dall'amianto, è stata prorogata soltanto fino al 30 settembre
2003 , per di più per un ammontare complessivo più ridotto,
non superiore a 48.000 euro (circa 93 milioni di vecchie lire,
rispetto al precedente tetto massimo di 150 milioni di lire);
è stata ancora riconfermata la riduzione per l'IVA fino al 30
settembre 2003; è stato, poi, eliminato il beneficio fiscale
per gli interventi su interi fabbricati da parte di imprese o
di cooperative edilizie.
L'esperienza maturata in questi anni, a decorrere dal
1998, ha dimostrato la grande utilità di queste agevolazioni
fiscali nel settore dell'edilizia e delle costruzioni.
Invero il beneficio ai fini dell'IRPEF per i cittadini che
eseguono opere di ristrutturazione, complessivamente intesa,
della propria abitazione ha prodotto un triplice ordine di
ricadute positive.
In primo luogo ha arrecato un forte contributo alla
riqualificazione, alla modernizzazione e al consolidamento del
nostro patrimonio edilizio, che in tante realtà del Paese
versa in condizioni di innegabile e, sovente, pericoloso
degrado e, comunque, di cura scarsa e inadeguata.
In secondo luogo ha impresso una importante spinta al
rilancio e alla ripresa del mercato dell'edilizia, con
importanti vantaggi per tanti altri settori produttivi
collegati e con l'incremento dei livelli occupazionali.
Infine ha favorito l'emersione di una quota non
trascurabile dell'economia sommersa o irregolare legata al
comparto edilizio.
Va, poi, sottolineato che queste agevolazioni, solo alla
luce di una lettura superficiale e affrettata, hanno
determinato una riduzione delle entrate fiscale.
E infatti si tratta di un provvedimento che, considerato
nella globalità dei suoi effetti, si è rivelato
sostanzialmente a costo zero per le casse dell'erario, al
contrario di quanto continua a sostenere il Governo.
Esso, alla luce anche dello studio accurato e approfondito
compiuto dall'Associazione nazionale costruttori edili, si
regge fiscalmente da solo: il minor gettito, legato alle
detrazioni ai fini dell'IRPEF, è stato compensato dalle
maggiori entrate per l'IVA, derivanti dall'incremento
dell'imponibile dichiarato con un apprezzabile recupero di
aree di evasione e di elusione fiscale nel settore; dal
maggiore introito per il sistema previdenziale connesso al
recupero dell'evasione contributiva; dal maggiore gettito di
imposte e di oneri sociali collegati all'incremento di
manutenzioni; dall'aumento di fatturato nel settore delle
costruzioni e nei settori collegati.
Si può, quindi, stimare che la utilizzazione delle
detrazioni ai fini dell'IRPEF è stata interamente "finanziata"
dal maggior gettito complessivo di imposta e di contributi
previdenziali, derivante sia dal maggiore numero di
ristrutturazioni edilizie eseguite, sia dalla emersione di
fette consistenti di economia sommersa e di evasione
fiscale.
Secondo i dati dell'Agenzia delle entrate, dal 1998 e fino
al 2002, risultano ben 1.447.007 i contribuenti che si sono
avvalsi di tali agevolazioni, con un trend di crescita
annuale forte e costante, come dimostrato dal seguente
prospetto:
ANNO NUMERO RICHIESTE
1998 240.413
1999 254.989
2000 273.909
2001 319.249
2002 358.647
In generale, dal 1998 al 2002, l'incremento è stato pari a
circa il 49 per cento.
Nel 2002, vi è stato un ulteriore, significativo
incremento del 12,3 per cento rispetto al 2001 e con tassi di
crescita generalizzati in quasi tutte le regioni italiane.
In particolare si è registrata una forte crescita nelle
regioni meridionali (+33,2 per cento): così ad esempio in
Campania +55,3 per cento; in Puglia +28,9 per cento; in
Calabria +45,6 per cento; in Basilicata +23 per cento; in
Sicilia +34,5 per cento.
Questo dato dimostra che anche in realtà complesse, come
quelle meridionali, i benefìci fiscali sono stati in grado di
sostenere lo sviluppo delle attività edilizie e di far
emergere una quota importante di irregolarità fiscale e
previdenziale e di economia sommersa.
Pertanto sarebbe davvero singolare e dannoso per l'intera
economia nazionale interrompere le agevolazioni quando esse
cominciano a incidere in modo estremamente positivo anche nel
mercato meridionale delle costruzioni.
Ciononostante, con la citata legge finanziaria per l'anno
2003, la detrazione fiscale è stata prevista soltanto per le
spese sostenute fino al 30 settembre 2003.
Con la presente proposta di legge si intende, invece,
prevedere per un congruo periodo l'operatività delle
agevolazioni fiscali in discorso per gli interventi di
manutenzione ordinaria e straordinaria, di recupero e di
ristrutturazione di cui all'articolo 31, primo comma, lettere
a), b), c) e d), della legge 5 agosto 1978, n.
457: in tal senso sarebbe assai utile rendere certa almeno
fino al 2006 questa detrazione, riportandola alla misura
originaria del 41 per cento, evitando, così, il "calvario"
delle ultime leggi finanziarie, con tutta la perniciosa
situazione di incertezza che ne è inevitabilmente derivata. Si
ritiene necessario ristabilire in 78.000 euro l'ammontare
complessivo delle spese detraibili, da ripartire di nuovo in
cinque quote annuali di pari importo. Va al riguardo ricordato
che il Governo Berlusconi, con la legge finanziaria per il
2003, ha fissato un tetto massimo di spese detraibili in
48.000 euro, da ripartire in dieci quote annuali di pari
importo.
Parimenti andrebbe ripristinata la estensione delle
predette agevolazioni agli interventi di restauro e
risanamento conservativo e di ristrutturazione di interi
fabbricati da parte di imprese e di cooperative edilizie.
Sarebbe questo un importante passo in avanti nella politica di
incentivazione degli investimenti nel campo delle
ristrutturazioni edilizie, consentendo interventi strutturali
sugli immobili, legati soprattutto alla sicurezza statica. Un
arco temporale di almeno tre anni consentirebbe una adeguata
pianificazione di tali interventi. Del resto è stato
ipotizzato, sulla base dei dati dell'Istituto nazionale di
statistica relativi alle richieste di concessioni edilizie
presentate in Italia ogni anno, che tale estensione avrebbe
effetti positivi anche sul gettito fiscale e parafiscale, con
un saldo positivo fra costi e benefìci.
Inoltre una oculata politica dello Stato nel campo
energetico, ambientale, della sicurezza del patrimonio
immobiliare, nonché della promozione di finalità di
solidarietà sociale, consiglia di stabilizzare
nell'ordinamento giuridico, senza limitazioni temporali e,
quindi, senza il limite ultimo del 2006, le altre agevolazioni
indicate dall'articolo 1, comma 1, terzo periodo, della legge
27 dicembre 1997, n. 449: gli interventi relativi alla
realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali; alla
eliminazione delle barriere architettoniche e alla
realizzazione di ogni strumento idoneo a favorire la mobilità
interna ed esterna all'abitazione per le persone portatrici di
handicap; al contenimento dell'inquinamento acustico; al
conseguimento di risparmi energetici con particolare riguardo
all'installazione di impianti basati sull'impiego delle fonti
rinnovabili di energia; all'adozione di misure antisismiche
anche per l'edilizia scolastica privata, con particolare
riguardo all'esecuzione di opere per la messa in sicurezza
statica, in particolare sulle parti strutturali; nonché agli
interventi di bonifica dall'amianto.
Così lo Stato esprimerebbe con chiarezza la volontà di
incentivare la diffusione delle fonti energetiche rinnovabili
e pulite, in linea con gli obiettivi di fondo del Protocollo
di Kyoto, reso esecutivo dalla legge 1^ giugno 2002, n. 120, e
di favorire concretamente la riduzione delle diverse forme di
inquinamento.
Inoltre si potrebbe impostare una azione efficace per
promuovere su larga scala l'adeguamento del nostro patrimonio
immobiliare, in termini di sicurezza statica e di verifiche
sismiche: è questa una scelta fondamentale che va perseguita
con decisione e incisività, in considerazione del carattere
vetusto e degli inadeguati standard di cura, di
adeguamento e di manutenzione di tanti immobili nel nostro
Paese.
Infine si propone di prorogare a tutto il 2006
l'agevolazione IVA sui materiali edilizi, con la riduzione
dell'imposta al 10 per cento: una misura particolarmente utile
per i piccoli e medi imprenditori, operanti nel settore
edilizio.