XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 3754




        Onorevoli Colleghi! - Nonostante la mancanza di rilevazioni ufficiali e di dati completi, si calcola che in Europa, ed in Italia, il numero di donne che si sottopongono ad un intervento di plastica mammaria mediante protesi sia in costante aumento. Le protesi mammarie possono essere impiegate sia nella chirurgia plastica, per le conseguenze di patologie tumorali, che in quella estetica, e vengono inserite nel corso di un intervento chirurgico. Esistono diversi tipi di protesi mammarie che si differenziano in base al materiale di riempimento: gel di silicone, soluzione salina, idrogel o olio di semi di soia. Diverse sono anche le caratteristiche di tali protesi, quali la consistenza, la "sensazione" data, la durata presunta e la migrazione molecolare.
        Le protesi mammarie sono disciplinate dalla normativa europea attraverso la direttiva 93/42/CEE sui dispositivi medici, modificata dalle direttive 98/79/CE e 2000/70/CE. In essa si stabiliscono i requisiti essenziali, in termini di qualità e di sicurezza, che dispositivi medici quali le protesi mammarie devono soddisfare per garantire un elevato livello di tutela della salute. I requisiti essenziali sono supportati da norme armonizzate che fissano le varie possibilità esistenti, dal punto di vista tecnico, per l'adeguamento a tali requisiti.
        La normativa comunitaria stabilisce, inoltre, degli obblighi in materia di etichettatura e di informativa per il paziente e per il medico al cui adempimento è tenuto il fabbricante.
        Va tuttavia rilevato che le protesizzazioni, al pari di qualsiasi altro intervento chirurgico, possono causare degli effetti collaterali. E' possibile, infatti, che le pazienti reagiscano in modo molto diversificato agli interventi o alle protesi stesse. Per questo motivo le donne che intendono sottoporsi ad interventi di protesi mammaria dovrebbero essere consapevoli del fatto che queste hanno, ad esempio, una durata variabile ma che dovranno comunque essere sostituite, e dovrebbero essere adeguatamente informate sui rischi connessi, al fine di permettere loro una valutazione adeguata prima di sottoporsi ad un intervento.
        A tale fine l'Unione europea ha invitato gli Stati membri ad adottare dei provvedimenti finalizzati all'attivazione, a livello nazionale, di un sistema di informazione della paziente che intenda sottoporsi ad un intervento di questo tipo.
        La procedura di consultazione potrebbe prevedere un periodo di "riflessione" che si concluda con l'espressione del consenso scritto della paziente, nonché la raccomandazione di una età minima per sottoporsi a simili interventi.
        Gli Stati membri, nel quadro di una politica di informazione alle donne interessate ad un intervento di mastoplastica mediante protesi, dovranno garantire la pubblicità delle caratteristiche delle protesi in modo che le pazienti possano formarsi un convincimento obiettivo, anche attraverso la consultazione del medico curante. I tempi appaiono maturi perché il nostro Paese istituisca, con il dovuto rispetto per la riservatezza e per la tutela della privacy, un Registro nazionale degli impianti protesici mammari, al fine di permettere la tollerabilità delle protesi mammarie e costituire le basi per una ricerca a lungo termine in questo campo. Le informazioni di cui dovrebbero poter disporre le pazienti che desiderino sottoporsi a simili interventi dovrebbero includere: informazioni sulle protesi, informazione sull'intervento, potenziali effetti, controindicazioni, monitoraggio successivo all'intervento, informazioni generali.
        Al momento della presentazione di questa proposta di legge solo sette Stati europei (Belgio, Francia, Germania, Danimarca, Olanda, Spagna e Gran Bretagna) hanno risposto alla relazione della Commissione europea sulle misure nazionali adottate dagli Stati membri in merito alle protesi mammarie. La presente proposta di legge intende prevedere questo adeguamento nel nostro Paese, attraverso l'istituzione di un Registro nazionale degli impianti protesici mammari presso il Ministero della salute, la cui attività sia coordinata a livello regionale attraverso la creazione di registri regionali. L'istituzione e la tenuta dei registri è essenzialmente finalizzata alla raccolta ed ai controlli sui dati, in primo luogo per consentire un adeguato livello di informazione di cui possa entrare in possesso un'eventuale paziente, nonché a fini di studio e di ricerca sulle protesi stesse e sugli effetti che ne derivano.




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