XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 3743
Onorevoli Colleghi! - Da oltre dieci anni l'area di
Priolo-Melilli-Augusta-Floridia-Solarino-Siracusa è stata
riconosciuta area ad alto rischio ambientale.
Per la suddetta zona è stato formulato un piano di
risanamento ambientale, approvato dalla regione siciliana nel
1994 e finanziato anche dal Governo con una prima
tranche di cento miliardi di lire, piano che tuttavia
non è mai stato avviato.
Con l'articolo 74 del decreto legislativo 31 marzo 1998,
n. 112, la competenza sulla disciplina delle aree ad elevato
rischio di crisi ambientale è stata trasferita alle regioni.
Il Ministero dell'ambiente ha quindi provveduto al completo
trasferimento delle risorse previste dal piano di risanamento
alla regione siciliana, nel complessivo limite di 100 miliardi
di lire.
A causa del mancato avvio del piano da parte della
regione, con ordinanza del Presidente del Consiglio dei
ministri n. 3072 del 21 luglio 2000 è stato nominato
commissario delegato per l'attuazione degli interventi
previsti dal piano di risanamento dell'area di Priolo il
prefetto della provincia di Siracusa che dispone di risorse su
apposita contabilità speciale di Stato intestata al prefetto
medesimo. Tale ordinanza è stata prorogata fino al 31 dicembre
2004.
Non essendo ancora stato attuato il piano di risanamento
programmato, a causa dell'attività svolta nell'area
industriale di Priolo, l'ambiente continua ad essere inquinato
con grave nocumento per la salute di coloro che vi risiedono e
vi lavorano.
Infatti, nei comuni del triangolo industriale
Priolo-Augusta-Melilli si è registrata un'alta percentuale di
malformazioni congenite e mortalità per tumori, nonché di
patologie legate alla presenza di sostanze inquinanti
nell'atmosfera e nell'acqua dei medesimi comuni. Già negli
anni ottanta fu aperto un processo per inquinamento
atmosferico della zona e fu dimostrato che la mortalità per
cancro nel triangolo industriale era di gran lunga superiore
alla media nazionale e che la percentuale dei nati malformati
in quell'area era di gran lunga superiore alla soglia di
allarme stabilita dall'Organizzazione mondiale della
sanità.
Recentemente si è diffusa la notizia di un disimpegno di
importanti gruppi (ENI e ENICHEM) presenti nella zona
industriale, con conseguente abbandono del settore chimico su
cui si fonda il polo di Priolo e grave ricaduta sui livelli
occupazionali. Tuttavia, piuttosto che rischiare la chiusura
degli impianti e la perdita di migliaia di posti di lavoro, è
preferibile avviare al più presto i necessari interventi di
bonifica e di riconversione degli impianti con nuove
tecnologie compatibili con il rispetto dell'ambiente e la
salute della popolazione.
Il risanamento dell'area di Priolo consentirebbe quindi la
salvaguardia dei livelli occupazionali, la protezione del
territorio e la tutela dell'incolumità di tutti coloro che
risiedono o che lavorano in quell'area.
La riqualificazione del polo chimico è, inoltre, un
fattore importante per il rilancio industriale della provincia
di Siracusa, nonché per lo sviluppo economico dell'intera
regione siciliana.
Al fine di accelerare questi interventi di bonifica e
riconversione industriale, la presente proposta di legge
intende istituire una Commissione parlamentare di inchiesta
sul risanamento della zona industriale di Priolo, con il
compito di acquisire tutti gli elementi conoscitivi relativi
alla condizione dell'area interessata, di accertare
l'adeguatezza e lo stato di attuazione del piano di
risanamento programmato, di verificare i risultati delle
politiche e dei provvedimenti adottati fino alla data di
istituzione della Commissione, di accertare eventuali
inadempienze, abusi, irregolarità, violazioni di legge da
parte di soggetti pubblici e privati interessati al
risanamento, di verificare l'impatto sul territorio
circostante, di analizzare e valutare i rischi a cui è esposta
la popolazione residente, o che esercita la sua attività,
nelle vicinanze della zona industriale, di individuare le
misure atte al miglioramento della qualità ambientale e
territoriale, nonché alla difesa della salute e
dell'incolumità collettiva.
L'articolo 1 della proposta di legge prevede l'istituzione
della Commissione parlamentare di inchiesta e ne specifica i
compiti. L'articolo 2 stabilisce la durata dei lavori della
Commissione, che devono essere conclusi entro sei mesi
dall'insediamento. L'articolo 3 disciplina la composizione
della Commissione e l'articolo 4 i suoi poteri. Con l'articolo
5 sono dettate norme sull'organizzazione interna e sul
funzionamento della Commissione. L'articolo 6 prevede
l'obbligo del rispetto della segretezza che incombe sui
componenti la Commissione, sui funzionari, sul personale
addetto e sui collaboratori, qualora la Commissione deliberi
di riunirsi in seduta segreta o decida di assoggettare i
documenti a vincoli di segretezza. L'articolo 7 stabilisce
l'immediata entrata in vigore della legge.