XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 3713




        Onorevoli Colleghi! - L'applicazione delle tecnologie informatiche e telematiche alle procedure e ai servizi della pubblica amministrazione è da tempo un obiettivo strategico dell'Unione europea e di tutti i suoi Stati membri. Dal Consiglio straordinario di Lisbona fu elaborato il Piano e-Europe, che viene aggiornato costantemente, e che indica a tutti i Paesi dell'Unione i traguardi da realizzare per lo sviluppo della Società della conoscenza.
        L'Italia, in particolare, dove l'apparato dello Stato risente di forti "incrostazioni" burocratiche, può trovare nelle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione non solo il necessario adeguamento strutturale per dare impulso allo sviluppo competitivo del Paese, ma anche uno straordinario veicolo di cambiamento sociale e di democratizzazione.
        Di pari passo con l'entrata in vigore delle leggi sulla trasparenza e la semplificazione (Legge n. 241 del 1990, decreto legislativo n. 29 del 1993, successivamente abrogato e confluito nel decreto legislativo n. 265 del 2001, legge n. 57 del 1997 e legge n. 127 del 1997), negli ultimi anni molte amministrazioni pubbliche, soprattutto a livello regionale e locale, hanno investito nell'implementazione dei propri sistemi di e-Governement per informatizzare procedure e servizi, ottimizzare le risorse e avvicinare gli uffici ai cittadini.
        Importanti risultati sono verificabili grazie al costante monitoraggio delle ricerche Censis-Assinform, secondo le quali le esperienze di governo elettronico sono sempre associate al miglioramento dell'efficienza e dell'efficacia della pubblica amministrazione, e al tempo stesso aprono inedite frontiere di equità sociale consentendo una maggiore diversificazione e personalizzazione dei servizi e dunque più alti livelli di qualità.
        L'accesso alle tecnologie info-telematiche si sta configurando dunque come un nuovo diritto di cittadinanza che non può rimanere precluso ad una parte dei cittadini disabili, a cui più di altri le innovazioni devono guardare perché si compia pienamente il processo di integrazione e di equità sociale.
        Le tecnologie della rete, infatti, consentono di coniugare la trasparenza con il rispetto della privacy, che è particolarmente importante nei confronti di tutte le diversità sociali; inoltre, superando le barriere spazio-temporali, sono in grado di eliminare ostacoli e distanze che risultano per i cittadini diversamente abili ulteriori barriere oltre a quelle architettoniche.
        Dunque occorre guardare a queste nuove tecnologie come ad "azioni positive" per i cittadini diversamente abili: da una parte possono rendere pienamente esigibile il diritto di accesso alla pubblica amministrazione, agli enti di pubblica utilità, all'intero sistema dei servizi al cittadino e alla persona; dall'altra possono facilitare e accelerare il complessivo processo di integrazione sociale, culturale e lavorativa.
        La rete, infatti, è uno strumento di conoscenza, di informazione, di dialogo e scambio interattivo, di lavoro e di fruizione di servizi (prenotazioni, pagamenti on line, e-learning, telelavoro); il rapido sviluppo delle tecnologie consente di immaginare uno scenario in cui anche la tutela della salute e la cura stessa si avvarranno sempre di più del supporto elettronico (e-Health) e perfino la partecipazione democratica e l'esercizio dei diritti politici (e-Democracy).
        L'Unione europea ha promosso il 2003 quale Anno europeo delle persone con disabilità e tutti gli Stati membri hanno previsto molteplici iniziative per evitare che sia un'occasione meramente celebrativa, ma possa davvero realizzare, con progetti e con proposte concreti, i princìpi delle pari opportunità e della non disparità di trattamento.
        Le raccomandazioni del piano di azione "Europa 2002" sono state raccolte dall'iniziativa del World Wide Web Consortium, che ha elaborato le linee guida per l'accessibilità dei contenuti Web (WAI - Web Accessibility Initiative) a favore dei cittadini disabili.
        Con la presente proposta di legge le recepiamo interamente e le armonizziamo con il nostro ordinamento, pur senza addentrarci in una troppo minuziosa prescrizione tecnica dei supporti hardware e software, che dipendono dalle scelte pregresse di ogni amministrazione e dall'esclusiva determinazione delle regioni, e sono soggetti ad una rapida obsolescenza. Viene dedicata una particolare attenzione ai fruitori dei servizi pubblici, ma anche ai lavoratori della pubblica amministrazione, qualora diversamente abili. In assenza di una Authority indipendente (l'Autorità per l'informatica nella pubblica amministrazione è stata soppressa), si prevede la istituzione di un Osservatorio per la verifica e il monitoraggio costante sullo stato di attuazione della legge.
        L'articolo 1 definisce i princìpi della legge; l'articolo 2 disciplina i soggetti erogatori; l'articolo 3 contiene i princìpi per l'eliminazione delle barriere tecnologiche; l'articolo 4 detta linee guida per l'accesso a portali e a pagine web; l'articolo 5 definisce il rapporto fra la rete e gli equivalenti testuali; l'articolo 6 prescrive i supporti digitali multimediali; l'articolo 7 disciplina le banche dati e le procedure di accesso; l'articolo 8 garantisce il sostegno al lavoratore diversamente abile per l'utilizzo delle tecnologie info-telematiche; l'articolo 9 descrive i programmi di formazione e di qualificazione professionali; l'articolo 10 stabilisce sanzioni in caso di mancata osservanza delle disposizioni della legge; l'articolo 11 istituisce l'Osservatorio per l'accesso alle tecnologie info-telematiche da parte dei cittadini diversamente abili; l'articolo 12 provvede alla copertura finanziaria della legge.




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