XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 3702




        Onorevoli Colleghi! - Con la presente proposta di legge si propone di modificare la legge 9 dicembre 1998, n. 431. Punto di partenza della presente iniziativa è la constatazione molto realistica che l'applicazione della legge n. 431 del 1998 non ha determinato una modificazione nelle tendenze generali nel settore abitativo privato, innescate dai patti in deroga. Abbiamo assistito alla continua lievitazione dei canoni privati che hanno raggiunto cifre semplicemente incompatibili con le retribuzioni. Al contempo si è acuita l'emergenza abitativa, in particolare nelle aree metropolitane, che ha una precipitazione sociale negli sfratti, nelle centinaia di migliaia di famiglie che partecipano ai bandi per l'assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica, nelle richieste, ogni anno in aumento, di contributi all'affitto.
        La motivazione della sostanziale inefficacia della legge n. 431 del 1998 è data da un punto nodale, non risolto dalla stessa legge: la presenza di due canali contrattuali, quello del libero mercato e quello della contrattazione collettiva dei canoni. La possibilità di scelta che rimane in capo alla proprietà, su quale tipologia di contratto adottare, l'esiguità del beneficio fiscale a favore della contrattazione collettiva dei canoni, l'assurdità della sussistenza di benefìci fiscali anche per la proprietà che scelga il libero mercato, rendono di fatto residuale il campo dell'applicazione del canale concordato, relegandolo all'area della grande proprietà pubblica e in parte di quella privata.
        A quanto detto si sono accompagnati altri due fattori negativi:

            una gestione della legge n. 431 del 1998 da parte dei Governi che si sono succeduti, assolutamente negativa su due punti chiave: gli sgravi fiscali per gli inquilini, che sono stati riservati (contraddicendo lo spirito e la lettera della legge) solo agli inquilini che conferiscono nel canale concordato (quindi una minima parte degli aventi diritto) e il contributo di sostegno all'affitto che si riduce ulteriormente a causa delle scelte nefaste di tagli operate dalle leggi finanziarie;

            l'intervento della Corte costituzionale che ha cancellato le parti più innovative della legge n. 431 del 1998 tra le quali: l'obbligo di dimostrare la regolarità fiscale come condizione per l'esecuzione dello sfratto e l'intervento sul risarcimento del danno.

        E' quindi, a parere dei proponenti, assolutamente necessario riproporre un intervento legislativo che sciolga i nodi irrisolti della citata legge n. 431 del 1998. La proposta di legge che presentiamo si fonda su tre punti fondamentali:

            a) l'obbligo all'affitto attraverso un uso adeguato della leva fiscale;

            b) l'abolizione del canale della libera contrattazione dei canoni;

            c) il superamento dell'istituto dello sfratto per finita locazione.

        A tali punti si aggiunge un intervento in materia fiscale che garantisce a tutti gli inquilini, a prescindere dal tipo di contratto stipulato, il diritto a godere della detrazione fiscale prevista dalla legge.
        Ricordiamo che tale proposta di legge interessa una platea di alcuni milioni di famiglie, in gran parte composte da soggetti con redditi medio-bassi e che gli affitti hanno un peso rilevante nell'aumento dell'inflazione.




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