XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 3638
Onorevoli Colleghi! - Il settore delle imprese
navalmeccaniche e dell'industria marittima nazionale nel suo
complesso attraversa una fase di delicata transazione dovuta a
cause sia di ordine interno che internazionale.
Non vi è dubbio infatti che l'attuale congiuntura
economica sfavorevole, nazionale ed europea, legata a un
andamento macroeconomico europeo e mondiale negativo dopo
l'attentato occorso l'11 settembre 2001, ha determinato un
peggioramento della situazione economica per le imprese
armatoriali e per le società di navigazione in Italia. Il peso
fiscale per il settore, tra l'altro, continua a incidere in
misura eccessiva, con la conseguenza che si corre il rischio
di una fuga in massa delle nostre imprese dal registro
nazionale, per iscriversi in più convenienti registri di altri
Paesi, che godono di un sistema fiscale e contributivo più
favorevole.
La presente proposta di legge, pertanto, intende
rilanciare il settore dell'industria navalmeccanica attraverso
un piano di incentivazione comprendente misure contributive
per l'ammodernamento, la ristrutturazione e il rilancio dei
cantieri, allo scopo di rendere più competitivo a livello
europeo tutto il comparto navalmeccanico italiano.
All'articolo 1 è previsto un contributo statale non
superiore al 30 per cento, per le spese effettuate per
accrescere la produttività dei cantieri, nonché
l'ammodernamento o la ristrutturazione delle strutture navali
o piani di investimento.
Gli articoli 2 e 3 recano le norme volte a dettare i tempi
per la presentazione delle domande, e l'esame da parte di un
apposito comitato tecnico che valuterà i progetti di
investimento.
L'articolo 4 stabilisce che la commissione di valutazione
(istituita ai sensi dell'articolo 15 del regolamento di cui al
decreto del Ministro della marina mercantile n. 373 del 1990)
determina sul piano finanziario se sussistono i requisiti
necessari per l'approvazione dei piani presentati.
Infine, l'articolo 5 stabilisce la copertura finanziaria
della legge, in 26 milioni di euro, a carico dello stato di
previsione del Ministero dell'economia e delle finanze,
parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.