XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 3592
Onorevoli Colleghi! - La volontà largamente dichiarata
e confermata, almeno sul piano retorico, di voler trasformare
lo Stato italiano in uno Stato con connotazioni fortemente
"federaliste" o almeno di introdurre in esso forti elementi di
tale natura, insieme al caos terminologico e concettuale
relativo a termini e concetti quale "forma di Stato", "forma
di Governo", "federalismo", "devolution", insieme alla
deprecabile mancanza di reale confronto tra maggioranza e
opposizione, rischiano di aprire la strada - ed in parte lo
hanno già fatto - a riforme parziali e tra di loro
disomogenee, non rispondenti, come invece dovrebbe essere, ad
un unico unitario criterio informatore.
Per questo motivo alcuni membri del Senato della
Repubblica e alcuni membri della Camera dei deputati hanno
dato incarico al senatore Cossiga, per quanto riguarda il
Senato della Repubblica, e al sottoscritto, per quanto
riguarda la Camera dei deputati, di presentare un progetto di
legge che nella sua radicalità, ma nella sua organica
omogeneità ed autenticità concettuale e semantica, rappresenti
come un metro al quale ispirarsi, anche solo per adattare, al
"ribasso", le eventuali riforme istituzionali di carattere
cosiddetto federale.
La proposta di legge costituzionale che si presenta non fa
altro che riprodurre in formule normative, aventi quei
caratteri d'astrattezza e di generalità che sono propri della
tradizione giuridica continentale, il complesso processo
storico e giuridico attraverso il quale le colonie americane,
dopo aver proclamato la propria indipendenza e sovranità, si
unirono negli Stati Uniti d'America, dapprima con un vincolo
puramente confederale e quindi con un vincolo federale,
ancorché questo per prassi e per giurisprudenza della Corte
Suprema si stia sempre più affievolendo in direzione e in
senso centralistico a favore del Governo della
Confederazione.
La proposta di legge costituzionale riproduce nelle stesse
forme l'iter politico e costituzionale attraverso cui
giunsero a costituire Stati federali diversamente denominati i
Cantoni svizzeri, titolari e originari di sovranità, le
province del Nord America britannico, che si unirono con
vincolo federale nel Canada ed infine le colonie originarie
dotate di autogoverno dell'Oceania che si trasformarono quindi
in Stati sovrani quali dominion singolari della colonia
britannica per poi unirsi ai primi del '900 in uno Stato
federale denominato Commonwealt di Australia.
Con questa proposta di legge costituzionale si vuole cioè
dare un contributo concettuale ad un'opera di riforma dello
Stato che peraltro entrambi i presentatori nel Senato della
Repubblica e nella Camera dei deputati, cosi come coloro che
hanno dato loro mandato, ritengono non possa portare ad una
vera e propria trasformazione in un autentico Stato federale
dello Stato italiano, ma ad una organizzazione regionalistica,
anche eventualmente differenziata come in Spagna e nel Regno
Unito.