XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 3567




        Onorevoli Colleghi! - La comunicazione partecipata rappresenta la nuova frontiera per una compiuta libertà di informazione. Una comunicazione che parte dal basso e che ha nelle "televisioni di strada" uno strumento innovativo e imprescindibile per la microinformazione nel nostro Paese. Queste strutture svolgono un servizio per piccole comunità, quartieri, collettività peculiari (una fra tutte è Telefabbrica, emittente di informazione degli operai della FIAT di Termini Imerese chiusa d'autorità dopo alcuni giorni di programmazione). Tecnologicamente alla portata di tutti, le "televisioni di strada" sono la risposta ad un sistema sempre più dominato dai grandi gruppi e sempre più lontano da quelle che sono le esigenze dei singoli e delle piccole realtà. Un megafono per chi ha poca voce e pochi mezzi: le "street tv" stanno diventando i palcoscenici naturali dove affrontare le problematiche spicciole, le lotte, i grandi e piccoli temi della quotidianità. Privarsene sarebbe un peccato mortale.
        La presente proposta di legge nasce per salvaguardare la libertà di opinione e di comunicazione. Il disegno di legge presentato dal Ministro delle comunicazioni Gasparri sul futuro assetto radiotelevisivo vuole mettere la parola "fine" a questo nuovo modo di fare informazione. Il Governo contesta alle "street tv" la mancanza delle concessioni a trasmettere. La posizione dell'esecutivo non trova, però, alcuna ragione tecnica: le "street tv" sfruttano i coni d'ombra delle frequenze e quindi non creano alcun disturbo alla corretta ricezione dei canali "tradizionali".
        La proposta di legge vuole difendere le quindici realtà già esistenti sul territorio italiano e vuole garantire alle altre cinquantuno che stanno per nascere la massima libertà di espressione e il pieno riconoscimento della loro legittimità.




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