XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 3522
Onorevoli Colleghi! - Risale ormai al lontano 30
dicembre 1992 il decreto legislativo n. 541, che recepiva la
direttiva 92/28/CEE del Consiglio, del 31 marzo 1992.
Da allora furono emanate integrazioni ed interpretazioni
che, tra l'altro, mostravano la forse eccessiva genericità del
citato decreto legislativo.
Il pesante cambiamento delle realtà di mercato sia dal
punto di vista dell'offerta, ma soprattutto da quello della
domanda, richiede un adeguamento della normativa nel comune
interesse di tutte le componenti coinvolte.
La redigenda normativa riguardante la istituzione
dell'albo fa anche apparire la necessità di una revisione del
quadro normativo che non si può solo limitare ad un aspetto,
ma che deve riguardare tutta la problematica, pena una
parzializzazione degli interventi.
Basti pensare che se da un lato si sono allargate le
lauree idonee e propedeutiche all'esercizio della professione
di informatore scientifico del farmaco, dall'altro non è più
possibile penalizzare l'informazione al farmacista, quando,
poi, si voglia coinvolgere questa figura nella gestione dei
farmaci generici.
D'altronde non è più possibile, né logico, limitare le
possibilità di aggiornamento della medicina generale, qualora
giustificate, discriminandone finanziariamente la
partecipazione. Il controllo della spesa e dell'etica
sanitaria non può prescindere da un approccio di lavoro di
gruppo, ovvero un intervento legislativo non può e non deve
privilegiare alcune figure piuttosto che altre.
Il citato decreto legislativo n. 541 del 1992, inoltre,
affiancava ad argomenti trattati in modo pericolosamente
generico, altri trattati in modo estremamente e forse
eccessivamente approfondito. Nella presente proposta di legge
si è cercato di ovviare ai due estremi favorendo una facile
applicazione delle norme, ma chiarendo in modo inequivocabile
i princìpi fondamentali che devono guidare un settore ad alto
impatto sociale.
Da non sottovalutare infine il ruolo dell'Italia in queste
tematiche nel contesto europeo. In occasione dell'emanazione
del decreto legislativo n. 541 del 1992 fummo interpreti di
una normativa europea, oggi saremmo forse in grado di essere
noi propositori ed esportatori di un modello "Italia"
recepibile da altri Paesi che, con tempi diversi, si trovano o
si troveranno nella nostra medesima situazione.