XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 3478
Onorevoli Colleghi! - L'articolo 32 della Costituzione
italiana tutela la salute come fondamentale diritto
dell'individuo e interesse della collettività. La presente
proposta di legge attiene ai diritti dei cittadini italiani
intolleranti al glutine ed affetti dalla celiachia, malattia
che vorremmo venisse finalmente riconosciuta come sociale al
fine di facilitare l'inserimento di questi cittadini nella
vita di tutti i giorni, migliorandone la relativa qualità. I
celiaci sono costretti ad una alimentazione mista, basata su
alimenti naturali e su elementi dietoterapici da comprare in
farmacia o nei presìdi delle aziende sanitarie locali,
comportando costi a volte proibitivi per le famiglie. Nel 1982
si sancì la gratuità di questi prodotti essenziali per la
dieta priva di glutine ma attualmente la quantità degli stessi
risulta insufficiente per il normale fabbisogno dei soggetti
affetti da celiachia, anche in considerazione del costo
elevato, con ovvi problemi per i cittadini meno abbienti.
Rispondendo ad un atto di sindacato ispettivo, presentato
dal sottoscritto, il Ministro della salute Sirchia si è
dichiarato disponibile a rivedere i parametri che determinano
la concessione gratuita di questi alimenti.
Altro problema di interesse sanitario e sociale è la bassa
percentuale di diagnosi (1/10), indice di una scarsa
sensibilizzazione al problema da parte del medico di base per
cui necessitano interventi di formazione ed aggiornamento
continui sulla celiachia.
Auspichiamo che anche le Aule parlamentari siano
disponibili a recepire la presente proposta di legge, non solo
per garantire al celiaco il riconoscimento della condizione di
malato sociale, ma soprattutto per rivedere complessivamente
la problematica della celiachia, che non riguarda soltanto
l'alimentazione ma anche i riflessi che essa comporta nella
vita di ogni giorno.
Non vi è dubbio che, nel momento in cui con la legge si è
assegnata ad ogni paziente una quota di prodotti dietetici
gluten free, si è cercato di indurre il paziente ad
alimentarsi in un modo naturale, utilizzando soprattutto riso,
patate, mais e legumi che sono gli alimenti che non contengono
glutine. Però, è anche vero che, soprattutto in età
pediatrica, si è indotti a non seguire questo tipo di dieta
che determina, tra l'altro, il rischio di alcune complicanze
fra cui quelle di origine autoimmune come i linfomi o le
patologie tumorali intestinali. Addirittura, nelle donne, che
non sanno di essere affette da celiachia, com'è stato
stabilito scientificamente in un convegno tenuto a Napoli
alcune settimane fa, si può verificare anche un'interruzione
naturale della gravidanza. E' stato, infatti, riscontrato un
nesso causale tra celiachia e aborto spontaneo.
Occorre, pertanto, sancire definitivamente il diritto del
malato celiaco ad avere una dieta senza glutine nella mensa
scolastica, in quella aziendale nonché in ospedale ove sia
ricoverato. Inoltre l'etichetta dei prodotti alimentari deve
indicare con chiarezza la presenza di ingredienti contenenti
glutine.
Nell'elenco degli ingredienti, deve essere ben visibile
l'indicazione "contiene glutine" seguita dall'indicazione del
tipo e della quantità del componente contenente glutine. Sono
tutte problematiche che richiedono subito una risposta.