XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 3477
Onorevoli Colleghi! - Con i decreti legislativi n. 196
del 1995 e n. 198 del 1995 sono state modificate le carriere
rispettivamente dei sottufficiali delle Forze armate e
dell'Arma dei carabinieri.
Con l'applicazione delle norme transitorie di tali
provvedimenti, però, si è creata una sostanziale disparità di
trattamento tra appartenenti alle Forze armate ed ai
sottufficiali dei carabinieri; difatti sono state concesse
promozioni al secondo grado superiore solo per il personale
dell'Arma dei carabinieri mentre per quello delle Forze armate
si è provveduto a reinquadrare lo stesso solo al grado
immediatamente superiore. Tale disparità di trattamento è
risultata giustificata dal fatto che, promuovendo tutti i
sottufficiali delle Forze armate nei ruoli dei marescialli, si
sarebbe svuotato il ruolo dei sergenti, che nell'Arma dei
carabinieri è stato ripianato promuovendo il personale del
ruolo degli appuntati. Con il decreto legislativo n. 82 del
2001 si è tentato di restituire ai sottufficiali delle Forze
armate ciò di cui erano stati privati nel 1995, equiparandoli
ai colleghi dell'Arma dei carabinieri. Allo scopo di evitare
sconvolgimenti nelle gerarchie, veniva però stabilito di
concedere, non la promozione a suo tempo negata, ma solo un
beneficio economico pari alla differenza tra il grado
rivestito e quello che il personale avrebbe dovuto
rivestire.
Tale beneficio, avente carattere di provvisorietà, è stato
concesso solo con riferimento al grado rivestito nell'anno
precedente; in tal modo già con le promozioni maturate negli
ultimi mesi dell'anno 2002 si verificheranno delle disparità
di trattamento economico tra appartenenti allo stesso grado.
Ci saranno, ad esempio, marescialli capi con anzianità di
grado maturata nell'anno 2000 che per otto anni, fino alla
successiva promozione, percepiranno il trattamento economico
del grado superiore e marescialli capi, con anzianità di grado
maturata nel 2001, che non percepiranno tale beneficio pur
svolgendo la medesima funzione e rivestendo lo stesso grado.
Inoltre, con il decreto legislativo n. 198 del 1995 e con il
provvedimento di riordino del Corpo della guardia di finanza,
il personale inquadrato nei vecchi ruoli dei carabinieri e del
Corpo della guardia di finanza è stato reinquadrato in due
ruoli distinti e separati dovuti anche alle diverse funzioni
attribuite al personale di tali ruoli.
Attualmente la vecchia dizione sottufficiali che, coma è
noto, è stata coniata per individuare quel personale che,
ponendosi a carponi, consentiva agli ufficiali di montare a
cavallo, è riservata ormai esclusivamente al personale delle
Forze armate, continuando ad accomunare gli stessi in un unico
ruolo, ora completamente diverso.
Basti pensare che per accedere al ruolo dei sergenti è
necessario il titolo di studio di scuola media inferiore,
mentre per poter diventare maresciallo delle Forze armate è
necessario conseguire un diploma di laurea!
Giova ricordare che la modifica consistente nella
creazione di due ruoli distinti e separati abolendo la vecchia
dizione di sottufficiali è a costo zero.
Inoltre, attualmente il personale nel ruolo dei
marescialli delle Forze armate è concentrato per circa l'85
per cento nel grado apicale di primo maresciallo ed in quello
immediatamente inferiore di maresciallo capo.
Con il provvedimento in esame si propone di modificare le
carriere dei sottufficiali delle Forze armate concedendo loro
quella equiparazione negata nel 1995 e riconoscendo agli
stessi la grandissima professionalità dimostrata nelle
missioni svolte ovunque nel mondo.
Il provvedimento prevede che il personale che riveste il
grado apicale del ruolo dei marescialli transiti, ad
anzianità, nei ruoli speciali degli ufficiali.
Con tale provvedimento si prevede inoltre di cambiare la
denominazione del grado apicale del ruolo dei marescialli in
luogotenente, abolendo contestualmente la qualifica di
luogotenente, già attribuita a personale rivestente il grado
di primo maresciallo; quest'ultima dizione è particolarmente
invisa al personale, in quanto il prefisso "primo" individua,
tra l'altro, il grado iniziale del ruolo dei volontari in
servizio permanente.