XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 3472




        Onorevoli Colleghi! - La recente approvazione della legge riguardante la regolarizzazione degli immigrati extracomunitari (legge n. 189 del 2002) è il segnale evidente di un passaggio epocale del nostro Paese, passato in pochi anni da una situazione in cui l'emigrazione era diventata una delle caratteristiche salienti della nostra storia recente, a meta preferita dei nuovi flussi migratori provenienti da Paesi in gran parte collocati sulla cintura mediterranea e dell'Europa orientale. Oggi l'Italia ha cambiato radicalmente ruolo nella rete internazionale dei flussi migratori, ma dobbiamo sottolineare l'importanza che tale fenomeno ha avuto nello svolgersi della storia italiana del secolo scorso. Sorge, infatti, spontanea la domanda su come si sarebbe evoluta l'economia del nostro Paese senza l'apporto, per esempio, delle rimesse degli emigranti, senza quella accumulazione di risorse che hanno costituito, se non la base, l'indispensabile complemento allo sviluppo della nostra economia. Spesso il fenomeno migratorio ha determinato una crescita culturale, oltre che economica, nelle aree di partenza, ma, accanto a questi aspetti positivi, dobbiamo considerare quanto dolore, sofferenza, privazioni abbia comportato tale fenomeno, sia per chi partiva, sia per chi restava, spesso dovendosi sobbarcare oneri e compiti di chi era partito cercando fortuna. Oggi tutto questo ci appare molto lontano anche se stiamo assistendo ad un nuovo fenomeno molto importante dei flussi migratori e cioè, quello dell'emigrazione di ritorno. Il ritorno, cioè, delle terze o quarte generazioni di coloro che partirono sui bastimenti carichi di speranza. Tali considerazioni sono alla base della presente proposta di legge che si prefigge di istituire una rete nazionale dei musei dell'emigrazione. Una iniziativa che, come ha detto giustamente il Ministro per gli italiani nel mondo, onorevole Mirko Tremaglia, costituisce un tributo giusto e doveroso "per quanti, con indicibili sacrifici hanno contribuito a diffondere tradizioni, arte, cultura, lavoro nel mondo contribuendo all'espansione del nostro essere orgogliosamente italiani". Una rete, intesa come pluralità di sedi museali in ogni regione, o, comunque, in quelle a più forte vocazione migratoria che diventano non solo luoghi della memoria, ma anche centri di studi e di ricerca partendo dall'esperienza di sedi storiche come il museo di Ellis Island di New York. Attualmente, le sedi museali operanti in Italia sono quattro e si trovano nelle regioni con le maggiori esperienze migratorie: Salina (Sicilia), Cavasso Nuovo (Friuli), Francavilla Angitola (Calabria) e Gualdo Tadino (Umbria). A queste si aggiungeranno presto quelle di Napoli e di Genova, mentre sono già allo studio altre sedi regionali. Gli studi, i materiali e le testimonianze raccolti negli anni ci forniscono l'occasione per capire la complessità del fenomeno migratorio e sono occasione per rafforzare i legami con i nostri compatrioti, molti dei quali hanno mantenuto la cittadinanza e hanno voluto fermamente trasmetterla ai loro discendenti. I musei esistenti, ma anche gli altri che potranno sorgere, svolgono un ruolo importantissimo per la raccolta dei materiali storici che andrebbero sicuramente dispersi da qui a qualche anno. Tutelare tutto questo patrimonio raccolto negli anni, spesso per la volontà di singoli cittadini, è un nostro dovere oltre che una opportunità per il nostro arricchimento culturale e scientifico.




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