XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 3423
Onorevoli Colleghi! - Prima di entrare nel merito della
presente proposta di legge sembrano opportune alcune premesse.
Quella dei domain name costituisce una tematica alquanto
recente, che quindi pone una serie di problemi di tipo nuovo.
Sembra inevitabile che alcuni di essi non possano trovare una
immediata soluzione normativa, per esempio quelli riguardanti
i conflitti fra più parti omonime, tutte parimenti legittimate
ed in buona fede, che operano in settori diversi e desiderano
registrare lo stesso nome. Simili problemi sono insoluti anche
in Paesi esteri dove la casistica è molto più vasta che in
Italia.
Con le osservazioni che seguono e con la presente proposta
di legge, si persegue un obiettivo che da un lato è
circoscritto, ma dall'altro sembra realistico: quello cioè di
fornire qualche strumento, semplice ed efficace, contro il
cosiddetto "domain grabbing", cioè l'usurpazione di nomi
che palesemente spettano ad altri.
Un'ulteriore premessa è che occorre distinguere fra l'uso
di un domain name abusivo, e la registrazione del
medesimo. Uso e registrazione danno luogo a problemi giuridici
distinti. Come si vedrà qui di seguito, per quanto attiene
all'uso le norme già esistenti in materia di proprietà
intellettuale risultano sufficienti. Un intervento legislativo
sarebbe invece auspicabile per quanto riguarda la
registrazione.
Si evidenzia inoltre che la proposta, non prevedendo
nessun compito aggiuntivo per l'autorità di registrazione,
risulta applicabile a prescindere da qualsiasi eventuale
riorganizzazione dell'autorità medesima.
La proposta intende regolamentare la registrabilità dei
nomi a dominio "it" che possano presentare problemi di
interfaccia con gli istituti della proprietà industriale e
intellettuale (marchi, nomi di ditta, nomi coperti da
copy-right, altri segni distintivi, eccetera) e in
materia di concorrenza sleale, interfaccia relativamente alla
quale si genera la quasi totalità delle controversie. In
questo modo da un lato si eviterebbe ogni problema di
coordinamento con le normative già esistenti (della quale anzi
si confermerebbe l'applicabilità a questo settore), dall'altro
si eliminerebbe ogni dubbio anche sulla illiceità di una
registrazione abusiva in sé.
Per quanto riguarda la malafede, si tratta tipicamente di
quella registrazione il cui unico obiettivo è quello di trarre
profitto dalla sua vendita o di impedirne l'uso senza farne
alcun uso proprio.
La legge, l'ordine pubblico e il buon costume intervengono
come clausola generale di divieto, alla stessa stregua di
quanto previsto in materia di registrazione e uso dei
marchi.
Poiché il web nasce come fenomeno spontaneo,
delocalizzato e tradizionalmente autoregolato, si ritiene
importante tenere conto nei divieti di quelli risalenti ad
altre disposizioni tradizionalmente applicate derivanti da
fonti eterogenee, quali i regolamenti dell'Internet
Corporation for assigned names and numbers (ICANN), le
disposizioni della Naming e della Registration
authority italiane, norme convenzionali e
consuetudinarie.
Logica conseguenza dell'illiceità della registrazione di
un nome a dominio è l'obbligo di cancellazione o cessione al
titolare. Poiché nei casi di usurpazione, la primaria causa
del danno è proprio la registrazione in sé, che impedisce al
titolare di attivare un sito corrispondente al suo nome e
provoca comunque una serie di inconvenienti, di spese e di
perdite di tempo non documentabili in modo analitico,
l'istituzione di un sistema di risarcimento forfetario appare
la strada più idonea. La forbice entro cui è fissato dalla
proposta il valore della pena pecuniaria da comminare lascia
comunque alla discrezionalità del giudice (o dell'arbitro) la
valutazione dell'incisività della stessa, fatta salva la
documentazione e l'accertamento di danni ulteriori.
Appare opportuno che colui che contesta un nome a dominio
lesivo di un suo diritto possa ottenere in via cautelare non
solo l'inibitoria dell'uso da parte del terzo, ma anche il
trasferimento provvisorio a lui medesimo, subordinatamente
alla prestazione di una cauzione.
Poiché, come detto sopra, la finalità principale della
proposta di legge è la lotta al domain grabbing, appare
opportuna la applicabilità della normativa anche ai nomi a
dominio registrati abusivamente anteriormente all'entrata in
vigore della legge.