XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 3399
Onorevoli Colleghi! - La popolazione carceraria vive in
un contesto di costante emergenza. Troppo spesso il
sovraffollamento degli istituti di pena e l'inadeguatezza
delle strutture ledono la dignità non solo di quanti sono
chiamati a scontare una pena reclusiva, ma anche di coloro che
in carcere lavorano ed operano, così come sono causa di
disagio per le famiglie coinvolte. La dignità della persona,
anche della persona che ha commesso un reato, va sempre
salvaguardata; sarebbe grave se il carcere fosse considerato
una parte a sè stante dello Stato e se i cittadini che lo
popolano, a diverso titolo, non dovessero godere dei medesimi
diritti riconosciuti ad ogni uomo dal dettato
costituzionale.
Proprio l'articolo 27 della Costituzione sancisce che: "le
pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso
di umanità e devono tendere alla rieducazione del
condannato".
Risulta quindi evidente che le condizioni in cui il
cittadino è chiamato a scontare una pena detentiva non possono
in alcun caso ledere la dignità della persona e devono
comunque avere come fine ultimo il reinserimento nella società
al termine della condanna.
Il sovraffollamento carcerario costringe alla coabitazione
forzata in spazi inadatti un numero di detenuti eccessivo,
rendendo la convivenza più difficile ed enfatizzando gli
aspetti deteriori della pena.
L'altissimo richiamo ad un tangibile "segno di clemenza"
da parte del Santo Padre, in occasione della visita del 14
novembre scorso al Parlamento italiano, ha certamente scosso
le coscienze dell'Assemblea ed ha fornito ulteriori
motivazioni per il ricorso ad un provvedimento legislativo
straordinario.
Non sfugge che agli aspetti pragmaticamente utili
dell'atto di indulto corrisponda senz'altro la condivisione di
molte tra le motivazioni di coloro che si professano contrari
a provvedimenti di clemenza assunti con eccessiva magnanimità
e costanza temporale.
Tuttavia l'eccezionalità della situazione delle carceri
giustifica un provvedimento che va considerato nella sua
emergenza contingente.
La presente proposta di legge prevede in ogni caso la
revoca immediata dell'indulto in caso di recidiva, in modo
tale da costituire un deterrente finalizzato al recupero dei
condannati e nel contempo ad evitare nuovi sconfinamenti
nell'illegalità.
Per il quorum previsto per iniziative legislative di
clemenza sono, alla data di deposito della presente proposta
di legge in discussione in Parlamento progetti di legge
costituzionale volti a ridurre la rilevanza della maggioranza
necessaria, ma in questa sede interessa il fine più che le
modalità attuative del mezzo.