XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 3396




        Onorevoli Colleghi! - I recenti fenomeni tellurici hanno interessato contemporaneamente e continuano ad interessare varie aree del territorio nazionale a macchia di leopardo. Gli esperti hanno affermato che non esiste interconnessione tra di loro e che, in particolare, non vi era alcun legame tra quanto avvenuto in Molise ed in Sicilia.
        Un altro dato è costituito dal fatto che il terremoto disastroso che ha colpito il Molise, con il crollo dell'edificio scolastico di San Giuliano di Puglia e la tragica morte di 28 alunni e di una insegnante, ha riguardato un comune non assoggettato formalmente alla normativa antisismica. E' ben vero che questo comune era ricompreso tra quelli che una ordinanza di protezione civile del Ministro dell'interno Napolitano considerava ad "elevato rischio sismico", e che per i comuni indicati dalla ordinanza medesima erano previste delle provvidenze per l'adeguamento antisismico delle strutture; tuttavia, quella ordinanza non aveva nei fatti avuto pratica esecuzione, e non staremo certo qui a discutere sulle responsabilità.
        I due dati, messi insieme, conducono a ritenere che tutto il territorio nazionale sia soggetto al rischio sismico, compresa la Sardegna, anche se per quest'ultima regione non va esclusa a priori la possibilità di tenerla fuori dell'obbligo normativo, atteso che storicamente non è apparsa interessata da rilevanti fenomeni tellurici. Non è possibile estrapolare singole sacche da escludere sul solo presupposto che, pur contigue a zone ritenute sismiche per essere state interessate da precedenti terremoti, non hanno tuttavia registrato manifestazioni sismiche.
        E' ragionevole dunque pensare, anche per superare la attuale psicosi collettiva di insicurezza, ad un rimedio semplice quanto efficace: assoggettare le nuove costruzioni su tutto il territorio nazionale alla normativa antisismica. Quanto alle costruzioni esistenti, occorrerà distinguere tra edifici pubblici ed edifici destinati ad uso abitativo e diverso. Per i primi occorrerà una apposita normativa. Per gli edifici destinati ad uso abitativo e diverso, i proprietari potranno procedere ad adeguamento antisismico ed in tal caso potranno beneficiare della disciplina già utilizzata per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio e di restauro, risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia.
        Le misure sopra descritte avrebbero un impatto sociale straordinario sotto il profilo della sicurezza e sotto il profilo dello sviluppo e della occupazione. Da un lato, infatti, i cittadini si sentirebbero più protetti e meno esposti di fronte al crescente fenomeno sismico. Dall'altro lato, si darebbe fiato ad un mercato che langue e che ha assoluto bisogno di essere rivitalizzato. Una doppia tranquillizzante risposta a domande considerate di prioritaria importanza dalla gran parte dei cittadini.




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