XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 3394
Onorevoli Colleghi! - E' noto che, allorché si renda
necessario acquisire aree o fabbricati per motivi di pubblico
interesse, lo strumento messo a disposizione dal nostro
ordinamento è quello dell'espropriazione. Si tratta di una
procedura lunga e costosa, anche per il notevole grado di
conflittualità che la connota: i soggetti interessati,
infatti, non sono certo contenti di vedersi privati di parte
dei propri beni contro la propria volontà.
Al fine di accelerare tali acquisizioni, anche per rendere
più agevole il compimento di opere pubbliche (si pensi
soltanto alla necessità, sempre più urgente nel nostro Paese,
di realizzare una rete viaria, stradale e ferroviaria,
adeguata alle necessità attuali), già da diverso tempo si è
scelto di percorrere la via delle cessioni volontarie
sostitutive di esproprio. Quale il vantaggio? Che i soggetti
destinatari della procedura, allettati dalla maggiore
indennità che, per legge, possono spuntare nei confronti degli
enti pubblici, acconsentono più di buon grado di privarsi del
bene conteso.
L'ostacolo, se così si può definire, è che a questo punto
lo strumento tecnico per realizzare il trasferimento della
proprietà diventa più costoso, perché invece che un
provvedimento amministrativo è un atto notarile. Quale la
soluzione? Non certo eliminare tale strumento, l'unico in
grado di garantire certezza dei traffici giuridici, bensì, a
monte, rendere l'atto notarile meno oneroso economicamente. Il
meccanismo per ottenere tale risultato può essere solo quello
di diminuire i costi che lo connotano, primi fra tutti quelli
relativi alle imposte e tasse che di necessità si ricollegano
ad esso, il tutto in relazione alla finalità ultima di
pubblica utilità che la presente proposta di legge si propone,
coinvolgendo altresì il notaio - pubblico ufficiale - che in
relazione alla utilità pubblica predetta e nello spirito di
offrire un servizio all'ente pubblico (e quindi alla
collettività), dovrebbe applicare nei casi in questione una
moderazione tariffaria in analogia a quanto già accade in
settori caratterizzati, appunto, da una notevole pubblica
utilità.
Con la presente proposta di legge, pertanto, si propone di
eliminare tutte le imposte e tasse connesse con tali atti
sostitutivi di esproprio e di limitare notevolmente le spese
relative. Si propone altresì di fare chiarezza nell'ambito
della pletora di normative in tema di cessioni a favore di
enti pubblici territoriali.
Per tutti questi motivi, si intende introdurre una
normativa diretta a far sì che gli atti di trasferimento della
proprietà delle aree e dei fabbricati o loro porzioni e gli
atti di costituzione di diritti reali limitati sui medesimi
beni a favore di enti pubblici territoriali siano registrati
in esenzione di imposta, siano esenti da tutte le imposte
ipotecarie, catastali e di bollo e siano esclusi dal campo di
applicazione dell'IVA.
La registrazione in esenzione di imposta e di esclusione
dell'IVA verrà applicata anche agli atti di trasferimento
della proprietà di aree o fabbricati o loro porzioni e agli
atti di costituzione di diritti reali limitati sui medesimi
beni a favore di enti pubblici territoriali, qualora posti in
essere senza corrispettivo in denaro. E' altresì previsto che
gli onorari notarili delle cessioni sostitutive di esproprio
di pubblica utilità siano ridotti ad un quarto.
Inoltre, l'Agenzia del territorio e gli uffici del
registro delle imprese consentiranno ai notai, che debbano
stipulare i predetti atti sostitutivi di esproprio, di
effettuare le ispezioni ipotecarie, catastali e camerali senza
corrispondere le tasse di cui alla tabella allegata al decreto
legislativo 31 ottobre 1990, n. 347, in materia di imposte
ipotecarie e catastali, e comunque senza dover corrispondere
ai predetti uffici alcuna somma. La predetta esenzione sarà
garantita anche in caso di collegamento telematico. Nel caso
di ispezioni presso i locali uffici dell'Agenzia del
territorio e delle camere di commercio, il notaio interessato
presenterà una propria dichiarazione che attesti il
collegamento con una procedura espropriativa; per la
differente ipotesi di ispezioni in via telematica, la
realizzazione delle finalità di cui alla presente proposta di
legge è assicurata da un apposito regolamento, da emanare
sentito il Consiglio nazionale del notariato.