XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 3360
Onorevoli Colleghi! - La rete museale che con la
presente proposta di legge si propone di istituire in alcune
regioni italiane, con sedi coordinate, concorrerebbe ad
accrescere gli strumenti di conoscenza delle presenze italiane
nel mondo e ad arricchire le vie economiche, turistiche e
culturali, attraverso cui si svolge il "pendolarismo" di
milioni di italiani emigrati o dei loro discendenti fra i
Paesi di residenza e il Paese d'origine.
Lontana da ogni finalità celebrativa, retorica o
folkloristica, la rete museale dell'emigrazione rientra
nell'obiettivo di valorizzare la cultura e la storia del
nostro Paese. E' perciò struttura di documentazione, di
elaborazione di studi e di ricerche, di promozione di incontri
internazionali in Italia e all'estero, di interscambio
culturale fra la comunità italiana in Italia e le comunità
italiane all'estero, sia ai fini del reciproco interesse
culturale ed economico, sia ai fini di una migliore conoscenza
dell'Italia da parte degli stessi italiani nel mondo. Al
centro del tema dell'emigrazione italiana all'estero c'è oggi
la questione di una "nuova soggettività sociale, economica e
politica" dei nostri emigranti, abbiano essi conservato o meno
la cittadinanza italiana. La rete museale dell'emigrazione può
essere uno strumento utile per rafforzare il legame fra gli
emigrati e l'Italia e fra l'Italia e i suoi emigranti, un
contenuto di conoscenze e quindi di cultura e di conseguente
capacità di integrazione. Nella fenomenologia dei movimenti
migratori mondiali, la creazione in Italia di una rete museale
dell'emigrazione coinciderebbe con una fase in cui, pressoché
ferme da noi le migrazioni interne dal sud al nord, il nostro
Paese è soprattutto coinvolto nelle immigrazioni di altri
popoli. L'immigrato viene spesso guardato con diffidenza,
vediamo nascere prime conflittualità religiose e possibili
conflitti etnici, l'asilo politico troppo spesso viene confuso
con l'immigrazione clandestina. Queste minacce mettono a
rischio l'integrazione, che è o dovrebbe essere la conclusione
naturale di ogni movimento migratorio.
Queste difficoltà, che oggi viviamo come Paese
d'immigrazione, i nostri emigranti le hanno vissute, a loro
volta, nei Paesi in cui trovarono accoglienza. Sicché lo
studio della loro integrazione, in quei nuovi mondi, ci
aiuterebbe a meglio affrontare i problemi delle immigrazioni
di altre razze e culture nel nostro mondo e a capire le
tendenze di lungo periodo del processo d'integrazione. Questa
osservazione e questo studio dovrebbero essere precipui degli
istituendi musei, tenendo anche conto delle modificazioni
indotte, nei fenomeni migratori, dalla globalizzazione
dell'economia e dell'informazione.
Nell'ambito della quarta sessione della "Conferenza
internazionale sull'emigrazione italiana transoceanica tra
Otto e Novecento e la storia delle comunità derivate",
svoltasi nell'isola di Salina dal 31 agosto al 2 settembre
2002, gli studiosi e i rappresentanti dei musei
dell'emigrazione, istituiti e istituendi, si sono riuniti per
discutere i temi di una proposta di legge sul riconoscimento
delle strutture museali esistenti e la istituzione di nuovi
musei.
Gli studi sul fenomeno migratorio italiano hanno messo in
luce che i caratteri dell'emigrazione italiana sono diversi
tra le diverse regioni del Paese, sia nelle cause che hanno
dato origine all'esodo che nelle vicende che hanno
caratterizzato la storia delle diverse comunità nei Paesi di
destinazione. Posto che l'istituzione di un solo museo
nazionale, pur non escludendolo come elemento centrale di
documentazione e riferimento, difficilmente potrebbe
rappresentare la complessità e la varietà del fenomeno e preso
atto che oggi nel Paese esistono già diverse strutture museali
operanti con finanziamenti pubblici o privati, e che altre
strutture sono in fase di avanzata realizzazione o
progettazione, appare quanto mai opportuno, sia sul piano
scientifico che su quello organizzativo, un raccordo
istituzionale fra tutti i musei, istituiti e istituendi. Tale
raccordo può essere assunto da una commissione scientifica che
proficuamente potrebbe operare sotto l'egida del Ministro per
gli italiani nel mondo.
Appare altresì opportuno che i musei dell'emigrazione
italiana, proprio per l'alto valore culturale e morale delle
iniziative, debbano poter fruire di appositi finanziamenti da
parte dello Stato.