XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 3359
Onorevoli Colleghi! - Lo scorso 17 ottobre nel centrale
quartiere del Flaminio, a Roma, si è verificato un grave
incidente che ha visto la morte di un giovane di trentatre
anni che dormiva in macchina. Due giovani rom, alla
guida di due Volkswagen Golf, hanno ingaggiato
un'insensata gara di velocità lungo le strette strade
cittadine e, dopo essersi tamponati, hanno perso il controllo
delle proprie autovetture,una delle quali si è schiantata
contro alcune auto in sosta. I due rom sono fuggiti su
di un'altra auto che li seguiva ed intanto, in una delle auto
in sosta, rimaneva intrappolato tra le lamiere un giovane
aspirante attore che morirà in ospedale.
A Milano, sempre nel mese di ottobre di quest'anno, un
gruppo di giovani organizzava da tempo gare di velocità in
piazza Gramsci, nel centro del paese alla porte di Milano. La
polizia stradale li ha scoperti e multati mentre gareggiavano
davanti ad un pubblico di 30 persone.
A Torino, nel mese di febbraio 2001, i carabinieri
bloccavano undici macchine che partecipavano a gare
clandestine sui viali cittadini dinanzi ad un pubblico di
circa 200 ragazzi. Pochi giorni prima in un incidente erano
morti due giovani e altri due erano rimasti feriti.
Quelli descritti sono soltanto alcuni dei casi più recenti
che riguardano il fenomeno delle gare clandestine effettuate
con veicoli e tali casi impongono di intervenire in maniera
drastica per scoraggiare l'organizzazione e la partecipazione
a simili gare.
L'attuale maggioranza di Governo ha già affrontato tale
tema modificando, con il decreto legislativo 15 gennaio 2002,
n. 9, l'articolo 9 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n.
285, (la modifica entrerà in vigore il 30 giugno 2003) e
prevedendo, in particolare, severe pene sia per chi organizza,
che per chi partecipa alle gare clandestine. Tuttavia, e da
qui la presentazione della seguente proposta di legge,
riteniamo che tali pene vadano ulteriormente inasprite,
prevedendo ad esempio non più la semplice sospensione della
patente, ma la revoca della stessa, affinché le medesime pene
possano costituire un valido deterrente e salvaguardare, in
tale modo, la sicurezza deicittadini.