XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 3335
Onorevoli Colleghi! - Il cambiamento
dell'organizzazione sociale conseguente al progresso
tecnologico ed al radicale mutamento degli assetti politici,
economici ed istituzionali internazionali non può non
coinvolgere la totale ridefinizione dei criteri disciplinanti
il rapporto contrattuale di lavoro tra appartenenti alle Forze
dell'ordine e pubblica amministrazione soprattutto per quanto
concerne la progressione di carriera.
Devono prevalere, in tema di gestione delle risorse umane,
criteri organizzativi di efficienza.
Il Parlamento può, a ragion veduta, farsi artefice di un
progetto di legge che ridefinisca in toto i parametri
valutativi connessi alla progressione di carriera per il
personale della Polizia di Stato.
Il criterio della progressione di carriera dalla base,
previsto anche dalla legge di riforma n. 121 del 1981, deve
essere applicato tenendo conto di criteri meritocratici e di
competenza professionale che risultino funzionali
all'efficienza del servizio.
I suddetti criteri devono fare riferimento principalmente
ai titoli culturali, professionali e di merito di servizio.
Negli anni passati, inoltre, alle assistenti del disciolto
Corpo della polizia femminile è stata ricostruita la carriera,
inquadrando queste ultime nel ruolo dei commissari della
Polizia di Stato, ciò nonostante quel personale nella maggior
parte dei casi fosse sprovvisto della prescritta laurea in
giurisprudenza o in scienze politiche, o addirittura fosse
sprovvisto del titolo accademico (articoli 36, primo comma,
punto X, numero 30, della legge 1^ aprile 1981, n. 121, e 52
del decreto del Presidente della Repubblica 24 aprile 1982, n.
336).
Si è operato in quel caso, in conseguenza della riforma
del 1981, un riordino delle carriere che lasciava aperta la
finestra di ingresso al ruolo dei commissari per i dieci anni
successivi al 1982 mediante un concorso interno per titoli e
colloquio.
Inoltre, mediante l'articolo 58 della legge 1^ aprile
1981, n. 121, che prevedeva l'istituzione dell'ormai soppresso
Istituto superiore di polizia, per anni è stato consentito
l'accesso, dall'esterno, tramite concorso per titoli ed esami
vertente su materie attinenti materie scolastiche, a personale
munito di diploma di scuola media secondaria; successivamente
detto personale, già appartenente all'Amministrazione della
Polizia di Stato e dunque remunerato, veniva formato mediante
un corso di formazione di quattro anni, comprendente materie
universitarie, senza però conseguire il titolo accademico,
successivamente ottenibile dagli interessati, mediante
completamento del corso di studi universitario prescelto tra
giurisprudenza e scienze politiche.
Dopo i quattro anni, gli allievi commissari del soppresso
Istituto superiore di polizia, frequentavano un corso di
specializzazione di nove mesi, per poi essere nominati vice
commissari in prova.
Ciò che si propone con il presente progetto di legge è un
riordino delle carriere basato sulla formazione di una classe
dirigente (con esperienza sul campo) attraverso il risparmio
per l'erario di considerevoli quantità di tempo e di denaro
(necessari per espletare i tradizionali concorsi pubblici ed
interni) e gratificando le legittime aspettative di crescita
professionale del personale avente titolo legale.
Ciò naturalmente non escludendo l'accesso pubblico
dall'esterno tramite concorso per titoli ed esami, per una
determinata aliquota dei posti periodicamente vacanti in
organico.
Nella pubblica amministrazione esistono forme di accesso
alle qualifiche superiori come il corso-concorso, mediante il
quale l'operatore, dopo la frequenza con profitto di un corso
di formazione con esami annessi, consegue la qualifica
superiore; naturalmente l'accesso al corso dovrà, nel caso
de quo, essere regolato da una graduatoria a tempo
indeterminato, basata su criteri quali i titoli di studio
(voto di laurea, corsi di specializzazione post laurea o
master, dottorati di ricerca); titoli professionali
(abilitazioni, corsi di formazione e/o specializzazione
professionale, idoneità all'insegnamento, pubblicazioni);
titoli di servizio (qualifiche, corsi di formazione
professionale, rapporti informativi, encomi, lodi, avanzamenti
di qualifica per meriti speciali).
La possibilità di accedere alla graduatoria, la quale sarà
aggiornata ogni anno a cura dell'Amministrazione, sarà
garantita all'interessato avente titolo su istanza, purché lo
stesso abbia maturato una anzianità di servizio di almeno tre
anni.
Presso la regione siciliana, per esempio, i concorsi
pubblici esterni sono effettuati unicamente per titoli
(decreti dell'assessorato degli enti locali del 3 febbraio
1992 e del 19 ottobre 1999 sulla determinazione dei criteri
per la valutazione dei titoli dei pubblici concorsi ai sensi
della legge regionale 30 aprile 1991, n. 12).
La carriera aperta alla base del personale interno
qualificato, come già detto, è in piena sintonia con lo
spirito della legge n. 121 del 1981 e dà la possibilità a
tutti gli appartenenti alla Polizia di Stato di poter dare il
proprio contributo alla crescita dell'Amministrazione nel
ruolo corrispondente al titolo accademico riconosciuto dallo
Stato, titolo ottenuto con sacrifici e dispendio di risorse
fisiche ed economiche, e, poi, massimizzare le risorse umane è
una delle leve fondamentali di efficienza e produttività,
concetti cui per legge la pubblica amministrazione adesso più
che mai deve attenersi.
La valutazione dei titoli accademici e professionali
ingenera altresì un circolo virtuoso di elevazione delle
risorse umane interne ad iniziativa del singolo senza alcun
costo aggiuntivo per l'Amministrazione della Polizia di Stato,
la quale non deve affrontare alcun costo aggiuntivo per
l'inquadramento, la vestizione e la qualificazione
professionale.
Un meccanismo di progressione di carriera di tale guisa dà
la certezza all'operatore di polizia meritevole di accedere al
ruolo superiore in piena trasparenza e democraticità e
soprattutto gli dà la possibilità di mettere a frutto i titoli
legali culturali, professionali e di servizio conseguiti
nell'arco della carriera.
Esiste inoltre da qualche tempo il Comitato dipendenti
laureati della Polizia di Stato (CDLPS) al quale aderiscono
gli interessati all'approvazione del presente progetto di
legge. Il CDLPS pone in essere iniziative volte alla
sensibilizzazione sull'argomento di operatori del diritto,
membri delle istituzioni e dell'opinione pubblica.
Occorre dare delle risposte a chi dopo anni di impegno
nello Stato e per lo Stato, nonché di gravosi sacrifici
economici ed umani ha conseguito il titolo di studio
accademico rilasciato dalle università degli studi della
Repubblica ed ha continuato, a proprie spese, ulteriori
percorsi formativi culturali e professionali.