XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 3303




        Onorevoli Colleghi! - In una trasmissione televisiva in onda il sabato sera su RAI uno, il cantante e conduttore del programma Gianni Morandi, in mutande, provocatoriamente, ha svelato che il re è "nudo". Per una frazione di aumento degli "indici di ascolto" dei programmi radiotelevisivi tutto è consentito: rifiutare la cultura, alterare l'informazione, sollecitare fino al parossismo ogni desiderio di felicità, di bellezza, di armonia, quasi che il mondo si riduca tutto alla finzione manichea degli idoli falsi e mendaci della idiozia e della stupidità e delle forme attraenti e dei seni ostentati di "veline" e di ballerine.
        Lungi da ogni giudizio, perché anche l'etica ha necessità di essere laica e attraversata dal dubbio della ragione, è certo che la rilevazione degli "indici di ascolto e di diffusione" delle trasmissioni radiotelevisive è oggi l'attività fondamentale, pregiudiziale alla formazione dei palinsesti delle radio e delle televisioni, pubbliche e commerciali.
        L'indice di ascolto - liberamente formato o artificialmente costruito - condiziona le risorse finanziarie pubblicitarie di ogni rete radiotelevisiva. Le risorse finanziarie determinano - unitamente alla valenza "politica" - la nascita e la morte di ogni programma, ne condizionano il successo o il crollo, il potenziamento e la durata nel tempo o la sua prematura scomparsa.
        Esso influenza dunque l'arte, la cultura e l'informazione.
        Nel nostro Paese l'attività di rilevazione degli indici di ascolto è esercitata, in regime pressoché di monopolio, da una società i cui interessi sono strettamente intrecciati con il mercato pubblicitario e con la stessa posizione dell'unico gruppo dominante il sistema della televisione commerciale e ora, per l'immedesimazione di potere mediatico e di potere politico, anche delle televisioni pubbliche, in condizioni di completa oscurità.
        La previsione di cui all'articolo 1, comma 6, lettera b), numero 11), della legge 31 luglio 1997, n. 249, recante "Istituzione dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo", che affida alla Commissione per i servizi e i prodotti, organo della medesima Autorità, la vigilanza "sulla correttezza delle indagini sugli indici di ascolto e di diffusione dei diversi mezzi di comunicazione rilevati da altri soggetti" è rimasta sostanzialmente lettera morta. E comunque non è stata in grado di realizzare correttezza, trasparenza e pluralismo in questa delicata attività così esaustivamente influente sulla programmazione radiotelevisiva.
        E' necessario dunque modificare radicalmente la disciplina del sistema delle rilevazioni, affidando prioritariamente e direttamente alla Autorità indipendente per le garanzie nelle comunicazioni "l'effettuazione" delle rilevazioni degli indici di ascolto e di diffusione delle trasmissioni radiotelevisive.
        Solo l'Autorità, infatti, spezzati gli intrecci perversi di interesse fra mercato pubblicitario, potere mediatico e potere politico, potrà assicurare monitoraggi e metodologie di rilevazione non manipolate, in grado anche di considerare il pluralismo delle idee, delle aspirazioni, dei desideri e delle aspettative del popolo italiano.
        In tale senso dispone la proposta di legge che si presenta.




Frontespizio Testo articoli