XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 3292




        Onorevoli Colleghi! - La Galleria del Costume di Palazzo Pitti - facente parte della soprintendenza speciale per il Polo museale fiorentino - è stata inaugurata in data 8 ottobre 1983, sotto la direzione di Kirsten Aschengreen Piacenti, con sede nella Palazzina della Meridiana di Palazzo Pitti, dopo l'annuncio del Ministro per i beni culturali ed ambientali onorevole Nicola Vernola, in data 5 marzo dello stesso anno, con il contributo del Ministero per i beni culturali ed ambientali - stanziamento di lire 180.000.000 sul capitolo 8005 dell'esercizio finanziario del 1984 (perizia n. 2 del 13 aprile 1984), nonché della regione Toscana per lire 50.000.000 e dell'Associazione Amici della Galleria del Costume di Palazzo Pitti, sotto la presidenza di Raffaello Torricelli, per lire 170.000.000.
        L'ingente patrimonio fino ad oggi acquisito comprende:

            1) la sezione costume e moda (circa 7.000 opere) composta da:

                abiti funebri restaurati di Cosimo I de' Medici, don Garzia ed Eleonora di Toledo;

                abiti e accessori di moda dal XVIII al XX secolo;

                oggetti legati alla cura della persona;

                costumi teatrali (nucleo più importante dalla donazione di Umberto Tirelli);
                figurini e bozzetti per costumi e tessuti (disegni di Thayaht e figurini di Guidi);

                gioielli (nucleo più importante Wiechmann Savioli);

                indumenti di manifattura orientale.

        (L'acquisizione delle opere sopra elencate, ad eccezione degli abiti medicei e di un nucleo proveniente dai depositi dell'ex-monastero della Crocetta attuale Museo archeologico nazionale, è avvenuta grazie ad una donazione da parte di privati e di istituzioni, e - in percentuale minore - mediante acquisto diretto da parte del Ministero per i beni culturali ed ambientali);

            2) le collezioni di manufatti tessili passati per competenza sotto la Direzione della Galleria del Costume:

                frammenti di tessuti antichi (secoli XIV-XIX);

                parati liturgici della Cappella Palatina;

                Fondaco delle stoffe di Palazzo Pitti (tessuti, galloni, passamanerie provenienti dall'arredo delle sale di Palazzo Pitti, siano state queste ultime rimosse o si trovino ancora in loco);

                collezione degli arazzi provenienti dalle soprintendenze fiorentine;

                collezione dei tappeti di Palazzo Pitti.

        L'attività di studio, di restauro e di esposizione si può riassumere in:

            a) otto rotazioni, ovvero cambiamento, a cadenza biennale/triennale, di tutte le opere esposte, seguendo criteri storico-cronologici o a tema, dopo averle sottoposte ad attenta revisione e diagnosi, e, quando lo si sia ritenuto necessario, a delicati interventi di restauro nell'annesso laboratorio;

            b) oltre venti mostre temporanee (durata da due a sei mesi), incentrate su temi specifici inerenti la moda e il costume, alcune delle quali in altre sedi (come residenze storiche del Fondo per l'ambiente italiano) o dedicate a importanti nuclei pervenuti in donazione. Fra queste ultime si citano le esposizioni dedicate alle donazioni di Umberto Tirelli, il guardaroba di Donna Franca Florio, Emilio Pucci, Gianfranco Ferré, Renata Tebaldi, e il salotto alla moda. Tre abiti siciliani del settecento, inoltre, sono stati recentemente acquistati dallo Stato;

            c) ben trentadue pubblicazioni specializzate, edite in occasione degli eventi citati.

        In considerazione del patrimonio e delle attività elencati, si ritiene sia giunto il momento di procedere ad un assetto più adeguato della Galleria stessa in riferimento al ruolo sempre più centrale che è venuta assumendo.
        Tanto più perché in occasione della celebrazione del ventennale della Fondazione del museo (2003) sono previsti i seguenti eventi:

            1) collezione di disegni e bozzetti di Thayaht (acquisizione del Ministero per i beni e le attività culturali);

            2) nona selezione di abiti dal tema: "L'abito e il volto: storie del costume dal XVI al secolo XX" (un percorso cronologico attraverso capi di abbigliamento stilisticamente significativi e legati a personaggi del mondo della storia, della cultura e dello spettacolo);

            3) allestimento della sala medicea (con esposizione stabile degli abiti restaurati di Cosimo I de' Medici, Eleonora di Toledo e don Garzia);

            4) mostra "I restauri più significativi in venti anni di attività";

            5) "La storia del sotto" (esposizione didattica permanente sulla storia e sull'evoluzione delle sottostrutture dell'abito maschile e femminile);

            6) ripresa dell'attività di restauro, che interesserà soprattutto importanti opere recentemente acquisite;
            7) indagine "anagrafica" digitalizzata inerente tutto il patrimonio della Galleria del Costume.

        In considerazione, in fine, della crescente importanza sia culturale che economica della moda italiana e del suo richiamo turistico verso l'estero, si ritiene pertanto opportuno conferire autonomia alla Galleria del Costume di Palazzo Pitti trasformandola in Museo della Moda e del Costume, con sede principale in Firenze.




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