XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 3283
Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge
intende inserire nell'articolo 49 del decreto legislativo n.
507 del 1993 la possibilità per le amministrazioni comunali di
esentare dal pagamento della tassa per l'occupazione di spazi
ed aree pubbliche (TOSAP) le occupazioni temporanee effettuate
per manifestazioni politiche, sindacali, culturali,
turistiche, sportive, religiose, assistenziali, ecologiste e
promozionali del tempo libero. In una parola, per quelle
attività che ordinariamente vengono svolte da quel complesso
di associazioni ed enti che svolgono attività senza fine di
lucro.
Il volontariato, così come l'impegno politico o sindacale,
rappresenta certamente una delle risorse più importanti della
nostra società, che il legislatore ha il dovere di promuovere
e incoraggiare, ciò che si sforza di fare in diverse forme.
La collaborazione tra pubblica amministrazione e
volontariato consente di affrontare con efficacia
problematiche sociali che per loro natura le istituzioni
pubbliche riescono a seguire solo con difficoltà.
Le attività del volontariato spaziano, com'è ben noto,
dalle problematiche educative dei giovani, all'assistenza ai
più deboli (sia sotto il profilo fisico che sociale), al
recupero dei tossicodipendenti, ai servizi di pronto soccorso,
alla tutela ed alla promozione del patrimonio archeologico e
paesaggistico, al recupero delle tradizioni culturali,
musicali, linguistiche e gastronomiche delle comunità locali,
alla promozione dello sport.
L'attività politica e sindacale permette ad ampi strati
della popolazione di occuparsi direttamente della gestione
della cosa pubblica e dei problemi del lavoro e dei
pensionati, in una dinamica che incide positivamente nel
funzionamento dei diversi livelli istituzionali e nei rapporti
tra questi e le comunità amministrate. Esse trovano nella
piazza, nella "agorà" greca il loro primo germe, e nella
gente che si confronta nella "agorà" affonda le sue radici il
confronto democratico, da cui scaturiscono una maggiore
attenzione ai problemi politici locali e nazionali, nonché la
consapevolezza di far parte di una collettività più vasta.
Queste forme associative hanno un effetto doppiamente
positivo: per un versante arricchiscono coloro che vi operano,
per l'altro è la società ad avvantaggiarsi del loro
insostituibile contributo.
Spesso esse hanno necessità di svolgere le loro attività
nelle strade o nelle piazze, allestendo piccoli stand o
tavolini per far conoscere la loro attività, raccogliere
adesioni o effettuare sottoscrizioni.
Orbene, in base alla normativa richiamata essi sono tenuti
al pagamento della relativa tassa comunale: in concreto, a
fronte di un notevole contributo che il volontariato offre
alla società, la pubblica amministrazione non solo offre
limitate risorse di sostegno ma opera un prelievo fiscale nei
suoi confronti quando questo svolge determinati tipi di
attività "sul campo".
Sebbene si tratti in genere di somme del tutto irrilevanti
per i bilanci pubblici, esse incidono sulle magre finanze
dell'associazionismo e costringono ad un appesantimento
burocratico di cui non si intravede la necessità.
L'articolo 49 del decreto legislativo n. 507 del 1993
prevede i casi di esenzione dal pagamento della tassa. Tra
queste non sono indicate le attività di volontariato.
Molte amministrazioni comunali, nell'emanare i regolamenti
della TOSAP, con la consapevolezza dell'alto valore civico del
volontariato, si pongono il problema di istituire delle
esenzioni a loro favore, ma la lettera della norma sembra
escludere la legittimità di tale scelta.
E' quindi importante che il legislatore nazionale si
pronunci in modo chiaro offrendo alle amministrazioni locali
la possibilità di esentare dal pagamento di questo balzello le
attività promozionali svolte da associazioni ed enti senza
fine di lucro.