XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 3278




        Onorevoli Colleghi! - I paesi di Gairo ed Osini, in provincia di Nuoro, attendono da cinquanta anni che lo Stato italiano porti a compimento l'impegno preso in relazione ai tragici eventi alluvionali del 1951. Quell'anno, sull'intera Italia, si abbatterono nubifragi di violenza assolutamente eccezionale arrecando danni ingentissimi ad opere pubbliche e private ed all'intera economia nazionale.
        In particolare, nelle zone del sud il disastro provocò rilevanti danni ai centri abitati, anche a causa del manifestarsi o accentuarsi dei movimenti franosi, i quali determinarono la necessità di provvedere, in alcuni casi, al consolidamento o al trasferimento parziale o totale degli abitati minacciati.
        Il Ministero dei lavori pubblici decretò che, per il sud, i danni accertati a due mesi dalla sciagura ammontavano a 30 miliardi di lire, di cui solo 6 furono destinati alla regione Sardegna.
        Il provvedimento di urgenza per le alluvioni del 1951 autorizzò un primo stanziamento globale di 20 miliardi di lire provocando la reazione indignata delle forze parlamentari che, sulla base delle risultanze della relazione della Commissione speciale sugli eventi alluvionali, denunciarono l'esiguità dello stanziamento iniziale e si appellarono alla coscienza sociale delle autorità di Governo affinché si trovassero nuovi fondi per le popolazioni alluvionate, rimodulando gli stanziamenti di spesa destinati al Ministero della difesa per il settore bellico. A questa polemica contingente ne aggiungevano un'altra, più radicale e profonda, scaturita dalla constatazione che la politica del Governo non aveva mai tutelato l'ambiente montano ed agricolo, provvedendo alla sistemazione montana e valliva dei corsi d'acqua, ma tassando eccessivamente gli abitanti di tali zone, aveva aggravato il problema in quanto ne aveva causato lo spopolamento, privando quei luoghi anche dei loro custodi naturali.
        I danni registrati in Sardegna furono molto ingenti anche in considerazione del fatto che si erano prodotti in una delle aree più depresse del nostro Paese. Molte famiglie persero tutti i loro averi in pochi giorni e molte altre, come nel caso degli abitanti di Gairo ed Osini, persero anche le proprie radici storiche per il trasferimento degli abitati. L'alluvione del 1951 determinò la degenerazione dei movimenti franosi, già più volte segnalati, per il paese di Gairo e per il paese di Osini: nel primo caso ci fu il definitivo scivolamento a valle, mentre per il secondo si profilò il pericolo di una enorme frana che avrebbe investito tutta l'area abitata. Fu così posto fine alle speranze di quanti in precedenza avevano atteso un intervento del Governo per superare la situazione di precarietà con il consolidamento dei due paesi.
        Questa la storia. Purtroppo i fatti successivi hanno dato ragione a quei parlamentari e giornalisti che, come affermato dalle colonne de "Il Corriere della Sera" da Libero Lenti, paventavano "il malcostume del facile oblio della vita italiana". Infatti, ancora oggi, i paesi di Gairo ed Osini, trasferiti in zone più sicure, sono in attesa del completamento delle infrastrutture e di azioni di rilancio dell'economia locale.
        Il contributo che la presente proposta di legge dispone servirà, infatti, da un lato al consolidamento idrogeologico delle aree abitate e alla definitiva realizzazione delle infrastrutture già previste nella legge di urgenza del 1952 (legge 10 gennaio 1952, n. 9), dall'altro a fornire alle zone interessate una prospettiva di rilancio economico in relazione al turismo. Per quanto concerne le opere di consolidamento e di sistemazione infrastrutturale, la presente proposta di legge dispone che anche il comune di Cardedu, costituito nel 1984 da una frazione di Gairo, possa usufruire del contributo triennale.
        Gli antichi abitati di Gairo ed Osini rappresentano, infatti, una testimonianza rilevante delle tipologie edilizie tradizionali legate all'architettura rurale della Sardegna. Per questo motivo, la presente proposta di legge prevede che una somma pari al 50 per cento dell'intera cifra stanziata per il triennio 2003-2005 sia impiegata per il recupero di tali abitati al fine di consolidare le tipologie edilizie suddette. Sappiamo che la Sardegna ogni anno è meta privilegiata di un turismo internazionale e l'operazione di recupero degli antichi abitati creerà condizioni favorevoli per l'economia della zona, sviluppando tutta una rete di servizi ed il conseguente impiego di manodopera locale.
        La presente proposta di legge, inoltre, risolve la ormai pluridecennale questione relativa alla cessione in proprietà degli alloggi-ricovero assegnati tra il 1928 ed il 1932 agli alluvionati del 1928 nella frazione di Gairo denominata "Taquisara".




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