XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 3241
Onorevoli Colleghi! - I dati epidemiologici ci
riferiscono che attualmente in Italia oltre 2 milioni di
cittadini (con una prevalenza oscillante tra l'1,5 per cento e
il 10,6 per cento) siano portatori del virus
dell'epatite C (HCV). Di questi circa 600.000 sono affetti
dalla malattia sia nella forma di epatite cronica che di
cirrosi epatica. A questi vanno aggiunti quelli affetti da
epatiti croniche da virus B e da altri virus
epatotropi.
Per quanto l'incidenza di epatite B stia lentamente
diminuendo in Italia (nel 1999 è stata del 2,74 per 100.000
abitanti), il livello permane ancora tra i più elevati
dell'Europa occidentale.
Ogni anno circa 14.700 persone muoiono di cirrosi epatica
e nel 47,7 per cento dei casi la causa principale di questi
decessi è il virus HCV, mentre nel 72 per cento dei
casi, insieme al suddetto virus, altri fattori
aggiuntivi (virus B, alcool, virus HIV, eccetera)
determinano complicanze e aggravamento della malattia.
Comunque si può affermare che ogni anno muoiono almeno
7.000 persone affette da cirrosi epatica post-virale.
L'unica alternativa ad una morte prevedibile sono terapie
antivirali particolari e molto costose e, nelle fasi avanzate,
il trapianto di fegato che, anche per grave carenza di
donatori, può arrivare a salvare non più di 750-900 persone
ogni anno.
Attualmente le terapie più moderne riescono ad eliminare
definitivamente il virus HCV ed il virus HBV in
circa il 50 per cento dei soggetti ammalati.
I virus HCV e HBV si trasmettono, il più delle
volte, in modo inapparente, attraverso contatti occasionali
con il sangue di persone infette.
La comparsa dei primi sintomi si può avere anche dopo
10-15 anni dal momento del contagio. Le vie più frequenti di
contagio sono sottovalutate e spesso sconosciute dai cittadini
(micropunture, tatuaggi, rapporti sessuali, uso di siringhe
non sterili, eccetera).
Vi è oggi certamente una sostanziale carenza per una
efficace prevenzione ed una corretta e capillare informazione
nei confronti della popolazione, con un rischio crescente di
aumento dei portatori asintomatici dei suddetti
virus.
In assenza, fino ad oggi, di un vaccino specifico per il
virus C (quello più frequente) e di una terapia
farmacologica radicale, è urgente intervenire con una
capillare e corretta informazione sia individuale che di massa
(scuole, militari, comunità, eccetera).
Nel frattempo occorre sostenere con una serie di
interventi le centinaia di migliaia di cittadini seriamente
malati.
Con la proposta di legge si prevedono i seguenti
interventi (articolo 2) da parte dello Stato, delle regioni e
delle province autonome di Trento e di Bolzano:
a) prevenzione primaria delle epatiti virali;
b) cura e riabilitazione dei malati;
c) agevolazione per l'inserimento sociale,
scolastico, lavorativo e sportivo dei portatori asintomatici e
degli ammalati;
d) favorire l'educazione e l'informazione
sanitarie del malato, dei familiari e della intera
popolazione, a rischio e non a rischio;
e) provvedere all'aggiornamento e alla
preparazione professionali del personale socio-sanitario
addetto alla prevenzione ed alla cura delle patologie previste
dalla proposta di legge;
f) promuovere programmi di ricerca finalizzati al
miglioramento degli standard di prevenzione e di
cura;
g) collaborare con enti e organizzazioni di
volontariato che si distinguono per la qualità di assistenza
fornita agli associati ed alla comunità in generale,
incentivando, altresì, tali attività.