XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 3222
Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge,
mediante l'istituzione del Parco nazionale del subappennino
dauno, vuole sia salvaguardare un territorio importante da un
punto di vista storico, ambientale e culturale sia dare
maggiori possibilità alle popolazioni locali in termini di
sviluppo, sapendo bene quali vantaggi procurerebbe, nel medio
periodo, la creazione del parco in questione con la
conseguente valorizzazione economica e sociale dell'intero
territorio.
Quadro storico ambientale del subappennino Dauno.
Terra di valli e castelli fortificati, boschi e centri
storici rimasti inalterati nel tempo, il subappennino Dauno è
la cerniera che unisce i massicci molisani con il Tavoliere
delle Puglie. A sud di Lucera, sfilano, uno dietro l'altro
ventotto comuni, quasi sentinelle a guardia degli estremi
confini naturali della Capitanata; tutto intorno, monti,
ruscelli, boschi (tra i quali indimenticabile è quello di
Faeto), laghetti nascosti e sentieri da percorrere a piedi o a
cavallo. E ancora la ricchezza di testimonianze, attraverso
cui è facile risalire l'intero percorso della storia. Tra
queste valli si incontrano i discendenti di antiche colonie
straniere, il cui ricordo vive nel fascino esotico delle
parlate dialettali: Celle e Faeto, dove, nel trecento, Carlo
d'Angiò volle insediare le comunità provenzali che lo avevano
seguito nella conquista del Regno. Ma il subappennino è terra,
oltre che di bellezze naturali, di castelli e di torri.
Lasciata Lucera, si incontra quasi all'improvviso, l'imponente
mole della Sedia del diavolo, l'impressionante rudere della
scomparsa Montecorvino e, quindi, in successione, i castelli
di Pietra Montecorvino e San Marco la Catola, il torrione
merlato di Celenza Valfortore, la torre di Biccari, la rocca
di Dragonara. Ritornando verso Foggia, superata Troia,
incontriamo il torrione costruito dai bizantini presso
Castelluccio Valmaggiore, ai primi dell'anno Mille, e, di
seguito, la torre cilindrica del normanno Dogone presso Bovino
e, a breve distanza, Deliceto, stretta intorno al donjon
di 30 metri, affiancato da due torri. Proseguendo verso
sud, sulle colline dell'estremo subappennino si succedono
Ascoli Satriano, ricca di tracce daunie e romane, Accadia con
l'antico "Rione Fossi" e i resti del palazzo ducale, Orsara
con il torrione quadrangolare della residenza dell'Ordine
cavalleresco di Calatrava e, infine, ai confini con la
Basilicata il castello normanno-svevo di Sant'Agata e l'alto
puntone a mandorla della residenza cinquecentesca dei principi
d'Aquino a Rocchetta Sant'Antonio.
Da non dimenticare, in questo incontaminato territorio, le
città di Lucera e Troia. La prima fu culla dell'imperatore
Federico II e una delle più fiorenti e potenti città
dell'Italia peninsulare, le ricche testimonianze, dal
Castello, all'Anfiteatro, alla grandiosità della sua
cattedrale, costruita sopra una moschea saracena, sono dei
gioielli che fanno da contorno a questa città d'arte e al suo
borgo medioevale. Troia, a sua volta, è famosa per la sua
chiesa romanica. Questa città, sede vescovile e di concili
ecumenici, è, altresì, famosa per i suoi musei, per il Palazzo
di San Domenico e il castello normanno.
Quadro legislativo di riferimento.
Il Parlamento, in linea con le esigenze espresse dalla
società civile, con la legge 6 dicembre 1991, n. 394,
legge-quadro sulle aree protette, ha adeguato la propria
legislazione alle direttive dell'Unione europea in materia di
valorizzazione delle risorse naturali e paesaggistiche.
Precedentemente era stata approvata la legge 28 agosto
1989, n. 305, recante "Programmazione triennale per la tutela
dell'ambiente".
Queste normative erano il risultato naturale di quel
processo avviato con la cosiddetta "legge Galasso"
(decreto-legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito, con
modificazioni, dalla legge 8 agosto 1985, n. 431) che aveva
dato dignità e modificato radicalmente, nel nostro Paese, il
concetto di "ambiente".
Scelta della costituzione di un Parco nazionale nei confini
del subappennino Dauno.
Gli anni trascorsi dall'approvazione della legge n. 394
del 1991, hanno dimostrato quanto sia profondo il legame tra
tutela dell'ambiente, fruizione e opportunità di lavoro per i
residenti all'interno dei parchi e delle aree protette.
Attraverso i parchi sono state valorizzate e protette vaste
aree del nostro territorio, dando spazio alle produzioni
locali e artigianali, incrementando uno sviluppo autonomo e il
turismo. Per questo nella presente proposta di legge si abbina
l'istituzione del parco alla creazione di marchi di qualità
per i prodotti agricoli ed artigianali provenienti dalle aree
protette, al recupero dei centri storici, a misure urgenti
atte a salvaguardare il territorio dal dissesto idrogeologico.
In questo modo si fermerà anche quell'abbandono, spesso
inevitabile, che avviene in territori come quello del
subappennino dauno, dove in troppi sono costretti a
trasferirsi per avere una possibilità di vivere
decentemente.
A partire da queste considerazioni e dalla convinzione che
solo se saremo capaci di valorizzare le energie e le forze
esistenti nel sud del nostro Paese saremo in grado di dare una
risposta positiva ai gravi problemi che affliggono questa
terra, mi auguro si possa arrivare al più presto
all'approvazione di questa proposta di legge.