XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 3206
Onorevoli Colleghi! - Molti amministratori locali
sollecitano l'istituzione di enti territoriali intermedi tra
il comune e la provincia, per la valorizzazione e lo sviluppo
sociale ed economico organico dei propri territori.
Questi soggetti, da riconoscere giuridicamente ed
istituzionalmente per poterli raccordare con le regioni e con
gli enti locali, nascono per libera adesione di due o più
comuni, siti in aree geografiche omogenee, non necessariamente
all'interno della stessa provincia.
La presente proposta di legge stabilisce che spetta alle
regioni costituire e disciplinare queste aggregazioni,
denominate "Comunità territoriali", dotate di un proprio
statuto, le quali possono esercitare ogni funzione ad esse
conferita dai comuni, dalla provincia e dalla regione.
Le Comunità territoriali possono quindi svolgere un ruolo
propositivo e di coordinamento, nel rispetto delle autonomie
decisionali dei comuni associati e degli altri enti
sovraordinati.
Possono infatti formulare indicazioni propositive e di
"coscienza critica" in merito alle grandi questioni che
riguardano i loro territori, pensiamo ad esempio alla tutela
del territorio e dell'ambiente, alla qualità della viabilità e
dei trasporti, al turismo.
Cioè possono efficacemente valutare le situazioni ed i
problemi in un'ottica globale, riferita ad un territorio più
vasto di quello del singolo comune.
Ad una eventuale obiezione sull'opportunità di istituire
una nuova realtà istituzionale locale, che qualcuno potrebbe
sostenere inutile, in quanto potrebbe produrre un'ulteriore
frammentazione e complicazione della pubblica amministrazione
in termini di rapporti e di coordinamento tra i vari enti
(appoggiando questa tesi rammentando che esistono già forme di
collaborazione sinergica tra i comuni quale l'unione di
comuni), ricordiamo che l'unione di comuni è una opportunità
di gestione del territorio che sino ad oggi è stata adottata
in maniera molto contenuta.
Questo perché, se è vero che l'unione di comuni non è una
fusione tra comuni, i sindaci e gli amministratori locali
considerano tuttavia l'unione come il primo passo verso tale
fusione.
Per questa forte volontà di mantenere la propria autonomia
locale, alla formula dell'unione è opportuno affiancare una
nuova soluzione, che gli amministratori non avvertano come
possibile futura limitazione alla loro indipendenza, e che
permetta loro di mettere in campo tutte le forze in loro
possesso per tendere alla meta della migliore gestione delle
risorse del territorio a favore delle proprie comunità.