XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 3195
Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge
prende atto di una situazione fino ad oggi priva di una
disciplina giuridica ed ha lo scopo di dare una risposta ai
soggetti chiamati a mantenere l'ordine in pubbliche
manifestazioni ed eventi in locali chiusi o all'aperto.
Fino ad ora queste migliaia di persone, quasi
esclusivamente giovani, sono stati chiamati a compiti delicati
e rischiosi - come la disciplina nelle discoteche, o in
occasione di concerti e manifestazioni sportive - senza
direttive precise, preparazione e formazione professionale né
tutela giuridica. Si tratta di figure la cui prestanza fisica
dovrebbe fungere da persuasione a non turbare l'ordine. Questi
giovani, noti con l'appellativo di "buttafuori", sono
impiegati senza contratto e, nell'esercizio dei propri
compiti, rischiano di commettere una serie di reati in danno
alle persone. Nonostante ciò, si è creato un mondo "di fatto"
assai singolare: associazioni sindacali, agenzie specializzate
nel fornire personale addetto alla sicurezza, e così via.
Si sono configurate situazioni originali: qualora - ad
esempio - il gestore di una discoteca o di un locale pubblico
in genere, chiami più volte le Forze dell'ordine per reprimere
eventuali episodi di spaccio di sostanze stupefacenti, può
subire un provvedimento di chiusura del proprio locale, ai
sensi del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza di cui
al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, "quale luogo abituale
di spaccio". E questo non agevola certo la collaborazione tra
operatori e Forze dell'ordine.
Spesso, inoltre, accadono episodi assolutamente marginali
ed immediatamente contrastabili con un semplice intervento
"intimidatorio" mentre sollecitare in questi casi un
intervento della Forza pubblica comporterebbe un inutile
spreco di energie.
La regolamentazione di tali attività consentirebbe inoltre
di responsabilizzare l'intera categoria evitando episodi
spiacevoli spesso frutto di improvvisazione e di scarsa
preparazione ad un servizio che necessita di provati requisiti
morali e attitudinali.
Le stesse imprese interessate a fornire servizi di
controllo, se regolarizzate, avrebbero la possibilità di
scegliere tra persone che già hanno superato alcune verifiche
sulle loro caratteristiche personali e professionali.
Non meno rilevante sarebbe poi l'impatto della presente
proposta di legge sull'occupazione soprattutto giovanile.
Disciplinare e regolamentare il fenomeno equivale a
rendere ufficiale un'attività che fa dell'autocontrollo, del
rispetto delle regole e della salvaguardia di un vivere
civile, pur in un ambito di divertimento e di svago, la
propria ragione di esistere.
L'articolo 1 prevede le finalità della legge, nel quadro
della situazione sopra descritta.
L'articolo 2 delinea una definizione di coloro che sono
chiamati a mantenere l'ordine e la sicurezza in situazioni
particolari, le cui mansioni sono elencate nell'articolo 3. E'
necessario avere, almeno in una prima fase, un controllo anche
nominativo delle persone che operano nei servizi di tutela e,
a tale fine, l'articolo 4 prevede l'istituzione di un apposito
albo regionale.
Fondamentale per chi opera in settori così delicati ed in
ambienti ad alto rischio è la formazione professionale: essa è
disciplinata dall'articolo 5, mentre il successivo articolo 6
prevede la copertura finanziaria della legge.