XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 3156
Onorevoli Colleghi! - Nelle ultime legislature la
questione dell'istituzione di una sezione distaccata della
Corte di appello di Firenze è stata posta all'attenzione delle
Camere da numerose iniziative (vedasi quella recentissima
dell'onorevole Filippeschi del 6 febbraio 2002, atto Camera n.
2293, preceduta - procedendo a ritroso - da quelle, atti
Camera, a primo firmatario onorevole Susini n. 1408 del 24
luglio 2001; onorevole Cordoni n.1414 del 24 luglio 2001;
onorevole Carli n. 833 del 13 giugno 2001; onorevole Giacco n.
85 del 30 maggio 2001; nella XIII legislatura, atti Camera,
onorevole Evangelisti n. 6659 del 23 dicembre 1999; onorevole
Matteoli n. 1636 del 25 giugno 1996; onorevole Carli n. 2441
del 9 ottobre 1996; onorevole Biricotti n. 1591 del 20 giugno
1996; atti Senato, onorevole Petrucci n. 1588 del 30 ottobre
1996; onorevole Pera n. 3064 del 13 febbraio 1998), iniziative
tutte autorevolmente avallate dal sostegno degli enti locali
interessati, dall'Associazione nazionale dei comuni italiani,
del consiglio regionale della Toscana, e pienamente appoggiate
dalle categorie interessate, come è emerso da ultimo
nell'incontro sul tema "Il decentramento giudiziario in
Toscana: quale ruolo per Pisa?" tenutosi in quest'ultima città
il 18 marzo 2002.
L'urgenza e la perdurante attualità della questione sono
state sottolineate dal progressivo aggravarsi dello stato
della giustizia italiana, cui le riforme ordinamentali (quali,
ad esempio quelle sull'istituzione del giudice unico di primo
grado, e sull'estensione della competenza del giudice di pace
in materia penale) non hanno finora dato i frutti sperati,
quando non hanno contribuito a peggiorare la situazione,
stante il quadro di limitate risorse organizzative nel quale
sono state calate.
Oggi più che mai, dopo l'inserimento in Costituzione del
principio del "giusto processo", l'attenzione dei cittadini si
ferma sulla ragionevolezza dei tempi dei giudizi, mentre agli
operatori del diritto non sfugge la necessità di un
decentramento tale da permettere l'attuazione del criterio di
specializzazione nell'amministrazione della giustizia, senza
il ricorso ad inammissibili scorciatoie (si pensi alle
reazioni suscitate dall'originario articolo 11 del cosiddetto
"progetto Mirone" per la riforma del diritto societario - che
prevedeva l'istituzione di sezioni specializzate solo presso
le sedi delle Corti di appello - poi giustamente
abbandonato).
Salta in primo luogo agli occhi la constatazione che
alcune regioni hanno una unica Corte di appello soltanto in
conseguenza di una geografia giudiziaria risalente - oggi si
può dire - a secoli passati, e in dispregio di ogni obiettiva
considerazione della realtà socio-economica del territorio; in
particolare la Toscana (con oltre 3.500.000 abitanti, e 270
comuni) annovera l'ulteriore distorsione dell'inserimento del
tribunale di Massa e Carrara nel distretto della corte di
appello di Genova.
L'ambito di riferimento ideale dell'istituendo nuovo
distretto sarà naturalmente quello della cosiddetta "area
vasta costiera", comprendente le province di Massa e Carrara,
Lucca, Pisa e Livorno. E' nota, ed è sufficiente appena
accennarla, l'importanza dei distretti economici che ne fanno
parte: lavorazione del marmo e del pellame, cantieri navali e
attività portuali, industria turistica, cartiera e
metalmeccanica, fino alle nuove e rigogliose iniziative nel
campo dell' informatica.
D'altro canto, un moderno approccio alle necessità della
tutela penale del territorio - che, se sicuramente versa in
condizioni migliori di altre parti del Paese, pur è sottoposto
all'impatto di rilevanti flussi migratori che rischiano di
integrarsi con le strutture già presenti della criminalità
organizzata - impone egualmente una risposta dello Stato
organizzata mediante l'integrazione più stretta di competenze
umane e risorse materiali.
Laddove le opinioni divergono in ambito regionale è sulla
sede più opportuna per ospitare la sezione distaccata: quali
criteri adottare perché la scelta risponda agli interessi dei
cittadini, se non quelli che facciano riferimento a dati
oggettivi, anziché a richiami nostalgici o a dati di
parzialissimo significato ?
L'indicazione di Pisa emerge allora con univocità qualora
si rilevino con serenità i seguenti inoppugnabili dati di
fatto:
1) la provincia di Pisa è la più estesa
territorialmente, la più popolosa e con il maggior numero di
comuni;
2) dal punto di vista logistico, Pisa è agevolmente
raggiungibile sia con mezzi privati che pubblici da ciascuna
delle altre sedi, con egual tempo da ciascuna (si pensi, ad
esempio, alla maggiore distanza ed ai mezzi pubblici
disponibili per il tragitto Livorno-Lucca, o Massa-Livorno,
quando invece da Massa a Pisa si impiega lo stesso tempo che
da Massa a Lucca) ; senza contare la risorsa unica costituita
dall'aeroporto internazionale Galilei;
3) l'ordine degli avvocati di Pisa (che è il secondo
nella regione per numero di iscritti, dopo quello di Firenze)
con quelli di Lucca, di Livorno e, più di recente anche di
Massa e di La Spezia, da anni gestisce con l'università di
Pisa una delle prime scuole forensi italiane, ed ora collabora
con la medesima istituzione nella scuola di specializzazione
per le professioni forensi, con un ulteriore collegamento
destinato ad approfondirsi con la Scuola superiore di studi
universitari e di perfezionamento Sant'Anna, centro culturale
di livello internazionale: così che le condizioni per
l'aggiornamento e la formazione professionale continui delle
aree professionali interessate possono considerarsi già
assicurate;
4) infine, le statistiche giudiziarie (si vedano i dati
che seguono, tratti dalla relazione sull'amministrazione della
giustizia 1^ luglio 2000-30 giugno 2001 del procuratore
generale di Firenze del 12 gennaio 2002) indicano che il
maggior carico di pendenze civili cade sui circondari dei
tribunali di Pisa e di Lucca (con modesta prevalenza del
primo):
Giudice di pace
Prospetti riepilogativi:
Pisa 3269;
Lucca 2416;
Livorno 1766.
Tribunale
Controversie ordinarie:
Tribunale pendenti
Lucca 6911;
Pisa 6700;
Livorno 6387.
Controversie ordinarie - stralcio:
Tribunale pendenti
Lucca 3262;
Pisa 2924;
Livorno 2446.
Sezione lavoro: lavoro
Tribunale pendenti
Livorno 872;
Pisa 794;
Lucca 698.
Fallimenti:
Tribunale pendenti
Pisa 921;
Lucca 865;
Livorno 468.
Se tale e non contestabile è la realtà delle cose, ogni
diversa soluzione tradirebbe gli interessi e le aspettative
degli utenti della giustizia, senza alcuna confessabile
giustificazione.