XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 3142
Onorevoli Colleghi! - Il settore del noleggio di
videocassette vive una grave crisi, causata dalla mancanza di
un adeguato rapporto contrattuale fra le case distributrici di
pellicole cinematografiche e i gestori di videoteche, in un
comparto caratterizzato da un quasi monopolio che, di
conseguenza, ne limita fortemente la libera concorrenza.
Le società di distribuzione di film (alcune di esse
sono major che operano a livello planetario detenendo il
più vasto volume di diritti sulle pellicole) occupano,
infatti, una posizione di monopolio sul mercato in quanto, di
volta in volta, si trovano ad essere le uniche fornitrici di
quei prodotti che costituiscono l'oggetto dell'attività di
videonoleggio. Esse detengono il diritto di distribuire e di
commercializzare un film di successo e sono in grado di
imporre unilateralmente le proprie condizioni (prezzo, modi e
tempi di distribuzione) mediante pseudocontratti (lettere di
commissione), ai gestori di videoteche che, per "rimanere sul
mercato", sono costretti ad accettarne il contenuto.
Queste aziende stabiliscono il prezzo del film
inserendolo talvolta in pacchetti di pellicole
cinematografiche che, oltre al film di successo, contengono
film assolutamente sconosciuti e di difficile
commercializzazione. E' ovvio che i gestori di videoteche, per
continuare a garantire ai propri clienti le ultime novità del
mercato, sono costretti a subire e ad acquistare tutto il
pacchetto loro "proposto".
La condizione più vessatoria a cui i gestori di videoteche
devono sottostare è rappresentata dal fatto che le major
stabiliscono a loro discrezione, la durata di quel periodo
di tempo "protetto" intercorrente tra l'uscita del film
a noleggio in videoteca e l'uscita dello stesso film
nel circuito televisivo, in tutte le sue forme (tv pubblica
e privata; tv satellitare; pay tv; video on
demand; tv via cavo e tutte le altre forme di trasmissione
rese possibili dal progresso tecnologico nel settore delle
telecomunicazioni), cosiddetta "window"; si tratta di
una finestra temporale tra l'uscita del film a noleggio
nelle videoteche e l'uscita nel circuito televisivo pubblico e
privato: con sempre maggiore frequenza accade che la durata di
questo periodo è talmente ridotta da rivelarsi assolutamente
penalizzante per i gestori di videoteche, per i quali diventa
impossibile ammortizzare l'elevato costo di acquisto del
film.
Questa "tecnica", peraltro, penalizza fortemente il
prodotto italiano meno conosciuto e quindi meno richiesto
dalla clientela, per cui questi film (che per essere
ammortizzati devono essere consigliati e spinti dal gestore)
necessitano di una window molto più lunga rispetto al
film americano, maggiormente pubblicizzato dalle
major, altrimenti le videoteche si vedrebbero costrette
a non acquistare film italiani, poiché si produrrebbe un
sicuro danno economico al punto vendita, oltreché una evidente
limitazione alle possibili scelte cinematografiche del
consumatore.
Accade, sovente, che il film, dopo essere stato
venduto ai gestori, sia trasmesso contemporaneamente o
addirittura "prima" dalle pay-tv (Tele + e Stream). Si
può immaginare il danno che questo comportamento crea alle
videoteche che hanno pagato quel film 70/80 euro + IVA
(135.500/155.000 delle vecchie lire circa) senza avere la
possibilità di far fruttare, attraverso il noleggio,
l'acquisto del film stesso; con l'avvento della
televisione satellitare, caratterizzata dall'assenza quasi
assoluta di un quadro minimo di regole, infatti, la situazione
può sicuramente arrecare danno alle videoteche ma, in assenza
di indirizzi nuovi, si produrrebbe una penalizzazione per
tutti gli utenti che non dispongono delle nuove tecnologie
satellitari.
Occorre aggiungere poi, che i film, che in genere
costano ai gestori di videoteche ben 77,50 euro (circa 150.000
delle vecchie lire in genere non contrattabili), sono venduti
dalle major nel normale circuito commerciale (grande e
media distribuzione organizzata) a soli 13-18 euro (25.000 o
35.000 lire) e nelle edicole a meno di 10 euro (19.400 lire)
oppure come omaggi, allegati a periodici e riviste, dopo un
brevissimo lasso di tempo dall'uscita in noleggio.
Non si deve trascurare che il settore dell'homevideo
legato al noleggio riguarda circa 5.000 attività
commerciali (di cui circa 3.000 videoteche specializzate) e
con il conseguente coinvolgimento di decine di migliaia di
persone interessate tra imprenditori, dipendenti e
familiari.
Un'armonizzazione dei rapporti e della gestione dei
prodotti potrebbe elevare i circa 500 miliardi di fatturato
annuo legato al noleggio (su un totale generale di 1.050
miliardi), a cifre ben più alte, creando tra l'altro, le
condizioni per la creazione di ulteriori posti di lavoro.
Dal quadro evidenziato risulta evidente come i gestori di
videoteche non abbiano, di fatto, alcun potere nel rapporto
contrattuale con le grandi società di distribuzione e che, in
quanto contraenti deboli, non possano far altro che sottostare
alle condizioni vessatorie loro imposte nell'assoluta mancanza
di rispetto delle più elementari norme di correttezza
commerciale.
La presente proposta di legge si pone quindi l'obiettivo
di fissare le regole all'interno delle quali deve svolgersi la
libera contrattazione delle parti, sulla base della
considerazione che è fondamentale stabilire regole di
reciprocità commerciale ed evitare che si realizzino, nel
rapporto contrattuale, situazioni di alterazione
dell'uguaglianza delle parti e, di conseguenza, della
concorrenza.