XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 3129
Onorevoli Colleghi! - Provate ad immaginare come sarà
la casa di tutti i cittadini del mondo (almeno della parte che
se lo potrà permettere) fra - poniamo - 5 o 10 anni. Ogni
famiglia avrà il proprio computer collegato ad INTERNET,
rendendo possibile un'era di comunicazione e di scambio di
informazione come mai prima.
La nostra economia e il nostro sistema di vivere sociale
si stanno profondamente modificando per questi motivi: si
pensi solo alla nascita della cosiddetta "New
Economy".
Dalle attuali indicazioni di mercato è legittimo ritenere
che quasi tutti questi computer funzioneranno con lo
stesso sistema operativo (Windows o qualche sistema
successore) di proprietà di una sola azienda, tra l'altro non
europea. Di tale sistema operativo non sarà possibile sapere
esattamente cosa farà e come (per mancata messa a disposizione
del codice sorgente). Attualmente è esattamente così.
Questo è il punto di partenza per capire l'importanza di
una futura diffusione di uno o più sistemi operativi liberi,
cioè la cui proprietà non sia di una singola azienda ma sia
governata da una licenza d'uso che ne garantisca la
possibilità del libero utilizzo, scambio, studio e
modificabilità (GPL=General Public Licence).
Questa alternativa è già esistente da alcuni anni e la
punta più avanzata è rappresentata dal sistema operativo Linux
e dalle applicazione che girano su di esso. Non ci si
riferisce ad un sistema di una qualsiasi azienda, bensì ad un
sistema operativo efficace e molto più sicuro dei sistemi
proprietari, costruito da una comunità globale di
programmatori, intorno al quale comincia a svilupparsi una
nuova economia. Il software proprietario è prodotto con
un codice sorgente ignoto agli utenti, con la conseguenza che
non è permesso sapere esattamente cosa faccia (ad esempio non
vi è certezza che non abbia una funzione che invii
informazioni sull'utente verso qualcun altro, ipotesi già
verificata su alcuni software proprietari).
Se tutto ciò può essere inquietante per l'utente casalingo
e fa pensare a possibili futuri scenari orwelliani di
controllo sulle nostre vite, è addirittura essenziale per la
pubblica amministrazione che ha il dovere di difendere la
sicurezza e la riservatezza dei propri dati. Al contrario
computer con dati essenziali di Ministeri, polizia,
banche, anagrafi, eccetera, sono presenti tranquillamente sul
mercato ed operano con sistemi operativi proprietari.
L'assunzione di questo sistema operativo più economico,
più efficace e più sicuro nell'ambito della pubblica
amministrazione non è una scelta amministrativa, ma una scelta
eminentemente politica, capace di modificare la dinamica dello
sviluppo del nostro Paese.
Infine è estremamente interessante osservare come il
software libero sia una delle più imponenti opere di
ingegno (parliamo di migliaia di applicazioni!) mai prodotte:
un software collegato e interamente prodotto da migliaia
di programmatori volontari in rete al servizio di un grande
progetto ideale. E questo sforzo è in atto tuttora.