XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 3096
Onorevoli Colleghi! - La proposta di legge che si
sottopone all'approvazione del Parlamento tende ad introdurre,
indipendentemente dagli interventi legislativi che si
renderanno necessari per la tutela organica del danno alla
salute, una professionalizzazione e una moralizzazione ormai
indifferibili nell'intero comparto del settore
infortunistico-assicurativo.
Si ritiene, infatti, che molti degli aspetti più negativi
dell'attuale sistema, soprattutto delle modalità con cui viene
di fatto gestito, siano da ricondurre ad una vera e propria
mancanza di professionalità a tutti i livelli.
Ci si riferisce alla capacità di procedere nello
svolgimento della propria attività avendo ben chiari e tenendo
nel debito conto gli obiettivi che giustificano quella
attività, mettendo nel contempo in atto tutti i possibili
strumenti per correttamemente coniugare efficienza ed
efficacia.
Si attribuisce alla mancanza o alla distorsione di
professionalita il comportamento di molti manager di
compagnie di assicurazione i quali, per consentire alla
propria impresa di realizzare il massimo utile possibile,
dimenticano le ragioni che hanno motivato la nascita stessa
del sistema assicurativo utilizzandolo come un potere e non
come un doveroso servizio prestato all'utente.
Si attribuisce alla mancanza di professionalità
l'atteggiamento di molti medici, consulenti di compagnie di
assicurazione, che comunque sottovalutano le lesioni personali
degli infortunati al supposto scopo di far realizzare alle
stesse compagnie il massimo risparmio possibile.
Ancora: è indubbia mancanza di professionalità quella di
cosiddetti "esperti" del settore che convincono gli
infortunati ad accettare scandalose offerte risarcitorie o ad
adire indiscriminatamente la magistratura trasformando la
buona fede degli altri in occasioni di personale
arricchimento.
Come è indubbia la mancanza di professionalità della
stragrande maggioranza dei liquidatori assicurativi, i quali
tentano di barattare una rapida definizione del caso con un
esoso contenimento dei risarcimenti effettivamente dovuti.
Si ha, tuttavia, la convinzione che tali mancanze di
professionalità non sempre siano legate a mala fede bensì
siano attribuibili alla complessità delle problematiche che
caratterizzano il settore e soprattutto alla assenza di studi
e di preparazione specifici: dunque alla impossibilità di
poter contare su una adeguata formazione professionale.
Non si può, quindi, pretendere o sperare in un
comportamento professionale corretto ed adeguato alle
caratteristiche ed alle esigenze del settore da parte di chi
non è stato preparato a farlo né il buon senso o la
sensibilità umana e sociale possono sopperire alla mancanza di
una formazione specifica.
Si è ravvisata ed evidenziata la mancanza di una scienza
capace di gestire in modo idoneo e soddisfacente la
complessità di fattori e di situazioni che caratterizzano il
settore e conseguentemente dare una adeguata formazione
professionale a tutti gli operatori del settore stesso.
La rilevanza individuale e sociale della tematica
comporta, ad avviso del proponente, la necessità di introdurre
una vera e propria scienza di riferimento.
Il danno a cose o a persone, provocato da eventi di varia
natura e di origine dolosa, colposa o del tutto fortuita, deve
essere esaminato e valutato con una visione globale e
complessiva delle singole componenti, nel rispetto della
persona umana e del suo valore quantitativo e qualitativo, del
suo presente e del futuro suo e di coloro che le vivono
accanto o le sono legati da vincoli parentali diretti.
Si propone, pertanto, l'"istituzione di corsi di
perfezionamento e di specializzazione in infortunologia"
aperti rispettivamente a diplomati o a laureati in diverse
discipline che affrontino le tematiche proprie delle varie
altre discipline rispetto a quelle seguite nel corso dei loro
precedenti studi oltre ad un congruo numero di ore di
tirocinio presso qualificati studi di infortunistica
individuati dall'Istituzione per la vigilanza sulle
assicurazioni private e di interesse collettivo (ISVAP) su
segnalazione delle camere di commercio, industria, artigianato
e agricoltura.
Il diploma di specializzazione in infortunologia deve
costituire il titolo per poter esercitare tutte le professioni
che hanno a che fare con l'infortunio e con il conseguente
risarcimento del danno.
Risulterebbe titolo essenziale, in particolare, per i
titolari di studi di infortunistica che esercitino, da meno di
dieci anni in via esclusiva e con almeno cinque dipendenti,
questa attività "documementata anche fiscalmente", per i
liquidatori di compagnie di assicurazione.
Nel contempo è prevista e disciplinata l'istituzione
presso l'ISVAP del "ruolo nazionale dei consulenti di
infortunistica" in analogia a quanto già disposto
relativamente al ruolo nazionale dei periti assicurativi, in
modo da normalizzare ed istituzionalizzare l'attività
stragiudiziale sinora svolta da decine di migliaia di agenzie
di affari denominate "studi di infortunistica" a ciò
autorizzate solo da licenze amministrative rilasciate ai sensi
del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al
regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e, da ultimo, ai sensi
del regolamento di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 28 maggio 2001, n. 311.
Il conseguimento del diploma di specializzazione in
infortunologia è considerato ad ogni effetto titolo
equipollente al superamento delle prove di cui all'articolo 5
della proposta di legge.
Si ritiene di assolvere al mandato di rappresentanza
ricevuto dai cittadini isolando dilettanti attratti solo da
una attività mercantile e introducendo in un settore così
delicato e importante della società degli autentici
professionisti modernamente formati su una sempre più
consapevole sensibilità e competenza interdisciplinare così da
poter agevolmente distinguere gli impostori dagli autentici
infortunati, portatori di valori fondamentali, di dignità da
salvaguardare e di diritti da rispettare e riconoscere oltre
ogni logica di profitto.
Si ritiene che gli itinerari formativi proposti
consentiranno in breve tempo con generale soddisfazione la
moralizzazione ed un fondamentale impulso di razionalizzazione
e professionalità in questo importante settore della nostra
società.