XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 3069
Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge
sulla riforma dell'aviazione civile scaturisce dal lavoro che
è stato compiuto nella precedente legislatura, dagli
approfondimenti esperiti nella presente legislatura
nell'ambito della IX Commissione Trasporti della Camera dei
deputati, nonché dalle commissioni di studio che hanno
lavorato sulla materia negli anni più recenti, per disegnare
una disciplina conforme alla legislazione comunitaria vigente,
ed a quella in via di emanazione, coerentemente con l'esigenza
di garantire al massimo grado la sicurezza della navigazione
aerea.
Nel merito delle iniziative da intraprendere, sulle scelte
concrete da effettuare, in Parlamento si dovranno ancora
approfondire argomenti e confrontare proposte; riteniamo che
la presente proposta di legge si ponga come utile contributo
al riordino legislativo, anche perché la riforma
dell'aviazione civile è riforma complessa che andrebbe
ultimata non snaturando i ruoli dei soggetti del comparto, o
peggio ignorando quanto già avviato, e puntando più sulla
saldatura, sul coordinamento tra i vari soggetti coinvolti e
sulla maggiore chiarezza nell'attribuzione di funzioni.
La tutela della sicurezza è la tutela di un bene primario,
l'incolumità fisica, donde la necessità che sulla riforma si
raccolga il più ampio consenso parlamentare possibile, perché
le modalità di tutela di questo bene, che è di tutti, devono
trovare il consenso di tutti i rappresentanti della
collettività nazionale.
Questa la ragione principale per cui la presente proposta
di legge segue, nella sua essenza, larga parte delle
indicazioni contenute nelle linee guida che concludono il
documento finale dell'indagine conoscitiva svolta dalla IX
Commissione della Camera, congiuntamente alla VIII Commissione
del Senato, e se ne discosta nella misura resa necessaria dal
suo inserimento in un quadro disciplinare internazionale e
comunitario non derogabile e dall'esigenza di dare piena
attuazione alla legge costituzionale n. 3 del 2001.
Noi riteniamo che la ristrutturazione prevista dalla
presente proposta di legge risponda alle esigenze non soltanto
della sicurezza, ma anche della funzionalità del sistema del
trasporto aereo, centro nevralgico dell'economia nazionale, e
si inquadri in modo armonico nell'ambito della normativa
internazionale alla cui osservanza l'Italia è tenuta, nonché
nel progetto comunitario di armonizzazione delle diverse
discipline nazionali di settore e di unificazione del
controllo aereo.
Sono state più attentamente definite le funzioni del
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, il quale, oltre
a restare organo in cui si concentrano le funzioni prettamente
strategico-politiche e la cura dei rapporti internazionali, è
il titolare delle funzioni amministrative concrete.
Il Ministro, dunque, rimane il responsabile principale
dell'efficienza ed operatività del sistema nel suo complesso
ed a tale fine è bene che rientri fra i suoi compiti
l'approvazione dei corrispettivi aeroportuali, le cui
metodologie di determinazione rimangono di competenza
esclusiva del Comitato interministeriale per la programmazione
economica.
L'obiettivo della riforma è perseguito mediante
l'aggregazione delle funzioni di regolamentazione e
certificazione in un unico ente, l'Ente nazionale per
l'aviazione civile (ENAC), che diviene il solo regolatore del
sistema e l'organo di vigilanza sulle gestioni aeroportuali e
sulla conformità delle attrezzature aeroportuali e
dell'attività degli utenti ed operatori aeroportuali alla
normativa vigente ed alle proprie prescrizioni, nonché il
garante della conformità alla normativa nazionale ed
internazionale.
Si intende garantire, sia nelle modalità di nomina che
nell'attribuzione delle funzioni all'Ente, la neutralità del
soggetto che svolge la funzione di regolatore e di
certificatore. Infatti, così come sono al momento configurate
le funzioni dell'ENAC nei vari progetti di riforma, questi è
contemporaneamente soggetto operativo, in vari settori chiave
quali, ad esempio, lo sviluppo delle infrastrutture
aeroportuali, le concessioni delle gestioni aeroportuali, la
predisposizione di misure di sicurezza. Al tempo stesso è
soggetto che poi deve sottoporre a verifica e a controllo
l'attività da esso svolta, il che, evidentemente, può essere
fonte di gravi equivoci, disfunzioni e conflitti
d'interesse.
L'obiettivo di sicurezza della proposta di legge è
perseguito, inoltre, segnando una chiara linea di confine tra
i compiti e le responsabilità del controllore del traffico
aereo, l'Ente nazionale di assistenza al volo (ENAV spa), e
quelle del gestore aeroportuale; affidando poi a quest'ultimo
il compito di garantire la sicurezza aeroportuale sia mediante
la rigorosa applicazione della normativa ICAO, sia mediante il
controllo per fini di sicurezza sull'attività di tutti i
soggetti privati operanti in aeroporto.
Attenta considerazione è stata anche data alla
ridefinizione dei compiti dell'ENAV spa, cui l'attuale stato
dei progetti di riforma sembrava voler attribuire solo le
funzioni di controllo ed assistenza del traffico aereo
superiore, lasciando le funzioni relative al controllo degli
aeromobili in avvicinamento o in fase di decollo ad altri
soggetti. Si sarebbe trattato di una frantumazione delle
funzioni di controllo aereo che, oltre a mancare di
motivazioni concrete, avrebbe pregiudicato la finalità di
incremento della sicurezza che la nuova normativa persegue,
avrebbe contraddetto la tendenza comunitaria a concentrare le
funzioni di controllo ed assistenza al volo, semplificando
anche la catena delle competenze e delle responsabilità, e
avrebbe minato alla base la competitività futura
dell'operatore nazionale nell'ottica comunitaria
dell'accentramento delle funzioni.
E' di assoluta evidenza che solo il soggetto in grado di
sviluppare una propria programmazione imprenditoriale, senza
vincoli di collaborazione con - o sottoposizione ad - altri
soggetti, può avere opportunità di competere con gli altri
grandi operatori europei del controllo aereo.
Di qui l'idea, sviluppata nella proposta di legge, di fare
dell'ENAV spa l'unico soggetto responsabile della gestione del
servizio di assistenza al volo e, più in generale, di tutto
ciò che è connesso al controllo sulla sicurezza della
navigazione aerea, sia pure sotto l'ombrello regolatorio
dell'ENAC e con il trasferimento all'ENAC di tutte le funzioni
di certificazione.
La modalità di svolgimento del servizio dovrebbe quindi
essere quella del cosiddetto "gate to gate", nell'ambito
dello spazio aereo di competenza.
Sempre la necessità di evitare che compiti operativi e
compiti di regolamentazione si cumulino in capo al medesimo
soggetto ha determinato la scelta di escludere l'attribuzione
ai gestori aeroportuali di qualsiasi compito di natura
amministrativa e di controllo pubblicistico. In questo caso,
le linee programmatiche contenute nel citato documento della
IX Commissione, secondo cui si sopprimerebbe la direzione
aeroportuale, con possibile attribuzione ai gestori delle
funzioni dalla stessa svolte, si pongono in netto contrasto
con princìpi comunitari da lungo tempo consolidati.
A tale proposito, nella presente proposta di legge si è
voluto rivalutare il ruolo del direttore di aeroporto, che
garantisce l'efficienza dell'aerodromo e l'eguale trattamento
di tutti gli operatori del settore.
Al gestore aeroportuale sono riconosciuti i compiti di
coordinamento tecnico, in senso stretto, e di predisposizione
di tutti i mezzi idonei a garantire la sicurezza, che sono gli
unici ad esso legittimamente attribuibili.
La proposta di legge si prefigge, dunque, di soddisfare
l'esigenza di promuovere la sicurezza anche mediante il
necessario controllo pubblicistico sul territorio.
All'Agenzia nazionale per le investigazioni aeronautiche
restano attribuiti compiti di indagine esclusivamente tecnica,
mentre la delega al Governo prevede l'elaborazione di un
sistema efficiente di circolazione delle informazioni su
incidenti e su inconvenienti atto a prevenirne la
ripetizione.
Conclusivamente, la presente proposta di legge intende
promuovere la competitività globale del sistema nazionale di
trasporto aereo rispetto a quello degli altri Paesi membri
dell'Unione europea ed il suo sviluppo, con le previste
conseguenze di incremento dell'occupazione sia nel comparto
aeroportuale che in quello della navigazione aerea, che soffre
attualmente di una grave crisi.