XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 3047




        Onorevoli Colleghi! - Parlare di crisi idrica, di siccità, di desertificazione delle campagne è purtroppo cronaca quotidiana, semplice notizia per i fortunati non direttamente interessati dal fenomeno, problema vitale e di sopravvivenza per chi lo vive giorno dopo giorno. Circa un quarto delle famiglie italiane non può contare su un'erogazione regolare dell'acqua durante l'anno, e al sud questo dato interessa il 52 per cento della popolazione. La crisi idrica affligge, dunque, un italiano su tre con gravissime ripercussioni sull'economia e sulle potenzialità di crescita delle regioni meridionali, maggiormente dedite allo sfruttamento della terra e all'agricoltura. Il problema è che, a parte casi di specifiche condizioni climatiche contingenti, l'acqua c'è, quello che manca è una sua gestione razionale! E' certamente vero che il clima sta cambiando ma è doveroso pianificare lo stoccaggio delle acque per fare fronte ai periodi, sempre più frequenti, di siccità. In Italia non si è creata un'industria del settore e nella gestione delle risorse idriche si soffre per la scarsa managerialità. Gli enti locali hanno mostrato carenze nella capacità di pianificazione e controllo, i Governi non sono stati capaci di porre rimedio al fenomeno con interventi strutturali mirati, limitandosi a soluzioni atte a fronteggiare solo l'emergenza del momento.
        Si sente ripetere da anni che la sete è figlia degli sprechi e che non basta fare le leggi, ma bisogna anche sorvegliare sulla loro applicazione e il colpevole ritardo dell'applicazione della "legge Galli" (legge n. 36 del 1994) che da quasi nove anni è rimasta disattesa, ne è la prova!
        Le reti idriche sono rimaste per gran parte quelle degli anni venti, progettate alla fine dell'ottocento e capaci di perdere il 30 per cento dell'acqua che viene immessa per uso domestico, mentre nelle campagne la dispersione arriva a picchi del 65, 70 per cento.
        Quanto premesso legittima in tutto il territorio nazionale l'esigenza di una radicale e urgente riforma dell'intero comparto idrico, predisponendo sia gli atti urgenti per limitare i danni dell'emergenza in corso e consentire il superamento della crisi laddove è più acuta, ma soprattutto avviando, con altrettanta urgenza, un progetto di riorganizzazione e di recupero delle risorse esistenti.
        A sostegno di quest'operazione di spettanza governativa, si intende, con la presente proposta di legge, istituire una Commissione parlamentare di inchiesta con il compito di effettuare le ricerche e le rilevazioni occorrenti per un'adeguata conoscenza delle condizioni in cui versa il settore idrico nel territorio nazionale e di delineare strategie e soluzioni operative per fare fronte al fenomeno della crisi idrica. La Commissione dovrà acquisire tutti gli elementi utili per conoscere la situazione reale delle condizioni in cui versa il settore delle risorse idriche sul territorio nazionale; dovrà analizzare le cause delle frequenti crisi idriche che affliggono le regioni italiane al di là delle contingenze climatiche, indagando sulle ragioni dell'inadeguatezza della gestione dell'acqua, verificando l'effettiva entità degli sprechi di un bene così prezioso; a tale fine sarà necessario monitorare le condizioni della rete idrica nazionale, degli acquedotti, delle dighe, verificare la copertura del territorio, dei sistemi di adduzione o di collegamento tra le fonti, nonché le cause della mancata distribuzione ad opera dei consorzi di bonifica.
        La Commissione dovrà, altresì, accertare che fine hanno fatto i copiosi finanziamenti destinati, negli ultimi dieci anni, alla soluzione del problema idrico e verificare quali e quanti progetti siano stati realizzati e attuati concretamente dai Governi precedenti; individuare le eventuali condotte illecite volte all'utilizzo abusivo dell'acqua e la rete di connivenze, appoggi, clientelismo e soprusi che avviluppa la gestione delle risorse idriche, specie in alcune regioni.
        Ancora rientreranno tra i suoi compiti la verifica dei danni conseguiti sull'andamento dell'economia, dell'agricoltura e dello sviluppo nelle regioni maggiormente interessate dal fenomeno e la promozione di iniziative, anche legislative, al fine di sfruttare al meglio l'utilizzo dell'acqua, anche attraverso la diffusione di una maggiore conoscenza e coscienza dell'importanza della stessa come prezioso bene comune.
        Infine, la Commissione sarà tenuta a verificare la congruità del sistema tariffario applicato.
        Certi che il lavoro ed i compiti di una Commissione siffatta saranno di fondamentale importanza ai fini di una completa conoscenza del problema acqua e utili ai fini di una sua soluzione, per meglio vagliare le iniziative che il Governo andrà ad adottare e che il Parlamento dovrà approvare, si auspica una tempestiva approvazione della presente proposta di legge.




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