XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 3043
Onorevoli Colleghi! - Gli alberghi, gli esercizi
pubblici, le navi, gli aerei, gli ospedali, le case di cura,
gli uffici, gli studi professionali, sono, tra gli altri,
tenuti a corrispondere un canone di abbonamento speciale alle
radiodiffusioni e alla televisione, per gli apparecchi
detenuti in ogni stanza o locale, escluso il primo.
Ciascuno di questi utenti, per il primo televisore è
soggetto al pagamento di un canone speciale pari a più del
doppio del canone di abbonamento privato ed è costretto per
ciascun altro apparecchio detenuto a pagare ulteriori canoni,
quando ogni privato cittadino può in casa propria detenere più
televisori senza alcun ulteriore aggravio.
A quanto sopra descritto si aggiungono inoltre la tassa di
concessione governativa o comunale e l'imposta sul valore
aggiunto (IVA) del 4 per cento.
L'articolo 1 della presente proposta di legge prevede
quindi di ridurre attraverso la soppressione del canone
speciale di abbonamento gli aggravi alla gestione delle
imprese che operano nel settore turistico.
L'articolo 2 intende introdurre la detraibilità dell'IVA
per il cosiddetto "turismo d'affari", equiparando le spese
alberghiere e di ristorazione delle imprese a tutte le altre
spese sostenute per l'esercizio di una attività economica. La
mancata introduzione della detraibilità, oltre ad ostacolare
la piena armonizzazione delle diverse normative IVA, genera
una forte distorsione della concorrenza all'interno
dell'Unione europea danneggiando l'offerta turistica italiana,
rispetto ad alcuni Paesi membri (Germania, Belgio, Spagna,
Finlandia, Lussemburgo, Olanda, Svezia e Gran Bretagna) che al
contrario prevedono tale detraibilità. A ciò si aggiunga che
l'attività congressuale in Italia ha ormai raggiunto
dimensioni rilevanti, sia in termini di presenze che di
fatturato: dimensioni che collocano il settore dei congressi
al secondo posto nella graduatoria del fatturato del turismo
italiano.
L'attività generata dai congressi, meeting e
convegni è divenuta una componente strutturale del fatturato
delle imprese alberghiere, su cui incide per circa il 20 per
cento.
In considerazione del fatto che tali attività economiche
generano un giro d'affari di 6,38 miliardi di euro, appare
credibile la possibilità che il mancato gettito, conseguente a
tale misura, troverebbe comunque un'ampia copertura nel
maggior gettito complessivo derivante dal conseguente
incremento del giro d'affari del settore congressuale,
prudenzialmente stimato nella misura del 10 per cento.