XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 3000




        Onorevoli Colleghi! - La storia politico-istituzionale del nostro Paese è stata costellata negli ultimi decenni da eventi drammatici, legati all'azione di formazioni terroristiche che nel loro delirante disegno criminoso hanno tentato di condizionare e di pregiudicare, soprattutto in coincidenza con le fasi cruciali della vita politica italiana, il confronto democratico tra le forze sociali e politiche.
        Agli indubbi risultati registrati nella lotta al terrorismo, conseguiti negli anni novanta, grazie anche ad una ritrovata unità di intenti ed azione delle forze politiche di ogni schieramento e ad una più coerente ed efficace azione di contrasto e prevenzione da parte delle strutture dello Stato, tanto che ad alcuno ha fatto incautamente ritenere superata l'esigenza di un'attenta vigilanza e prevenzione, negli ultimi anni si è registrato l'irrompere del così detto "nuovo terrorismo" che ha visto nell'assassinio del professor Massimo D'Antona e recentemente del professor Marco Biagi, i massimi momenti di precipitazione.
        Non sono mancati, nel frattempo, anche episodi di intimidazione o di azioni dinamitarde, come nel caso dell'attentato alla redazione romana del giornale "Il Manifesto".
        Se a questo quadro si affiancano le minacce e le vere e proprie tragedie prodotte dalle azioni criminali portate avanti da formazioni terroristiche che operano a livello internazionale, si evidenzia l'esigenza di un'attenta e rinnovata analisi del fenomeno terroristico nelle forme che è andato assumendo negli ultimi anni, verificando gli eventuali elementi di continuità e coinvolgimento con le vecchie strutture terroristiche, oltre che i possibili collegamenti tra il terrorismo interno e quello internazionale. A tutto ciò si aggiunga il mutato scenario internazionale in cui tali formazioni si muovono, costituito non più solo dallo scambio di armi e da una solidarietà militare, ma anche dal ricorso a strumenti informatici e tecnologici oltreché finanziari, che sfuggono totalmente al controllo dei singoli Stati.
        In ragione delle sintetiche argomentazioni sopra esposte, si intende proporre la istituzione di una Commissione parlamentare che, recuperando e valorizzando il lavoro svolto nelle scorse legislature da analoghi strumenti di inchiesta, rappresenti un momento di vera e propria analisi sia sotto il profilo tecnico che sotto quello culturale dei fenomeni e delle formazioni terroristiche, in grado di interagire, senza interferenze, con l'attività investigativa degli organi preposti.
        La proposta di legge che si presenta, prevede all'articolo 1, che la Commissione parlamentare di inchiesta svolga la propria attività esaminando diffusamente ed in dettaglio l'attività delle organizzazioni terroristiche riconducibili a movimenti di matrice italiana, ma anche di quelle formazioni di matrice straniera che svolgono attività anche nel nostro Paese, e le eventuali connessioni e collaborazioni tra dette strutture. Oggetto dell'analisi della Commissione dovrà riguardare altresì i possibili elementi di continuità tra vecchio e nuovo terrorismo, le modalità di finanziamento ed il grado e l'efficacia delle forme di cooperazione internazionale nella lotta al terrorismo. Una particolare attenzione dovrà inoltre essere riservata alla verifica delle ragioni della mancata individuazione degli omicidi dei professori Massimo D'Antona e Marco Biagi, oltre che delle cause e delle eventuali responsabilità politiche connesse alla revoca e alla mancata concessione delle scorte al professor Marco Biagi. Si propone che si esamini il fenomeno del terrorismo a partire dal 1988, anno dell'omicidio del professor Ruffilli.
        Ovviamente, la finalità di tale lavoro di studio e di analisi dovrà essere volta all'individuazione delle misure necessarie a rendere più efficace la lotta contro il fenomeno terroristico.
        La Commissione svolgerà la sua funzione, per la durata della XIV legislatura, operando con gli stessi poteri e le stesse limitazioni della autorità giudiziaria.
        L'articolo 2 concerne la composizione della Commissione, mentre l'articolo 3 delinea le procedure per l'audizione dei testimoni in Commissione e la disciplina del segreto di Stato, che non può essere opposto alla Commissione nello svolgimento dei suoi lavori.
        L'articolo 4 dispone altresì la facoltà della Commissione di richiedere ed ottenere dall'autorità giudiziaria la documentazione relativa a procedimenti in corso su episodi di terrorismo, salvo che la stessa autorità ritenga di non poter ottemperare alla richiesta, per ragioni di tutela delle indagini stesse. In tale contesto, l'articolo 5 fa obbligo ai membri della Commissione e al personale che con essa collabori a qualsiasi titolo, di mantenere il segreto su tutto quanto concerne le deposizioni, le notizie, gli atti e i documenti acquisiti al procedimento di inchiesta.
        Alla luce di quanto sopraesposto, appare ormai sempre più necessario intraprendere un percorso di studio, d'indagine e di riflessione, sui gravi fenomeni terroristici intervenuti nel nostro Paese anche nel recente passato, così come del fenomeno terroristico internazionale a seguito degli accadimenti dell'11 settembre scorso nel tentativo di trovare tra le differenti vicende le possibili connessioni che possono essere state sottovalutate per mancanza di conoscenza. Non possiamo, onorevoli colleghi, sottrarci a quest'impegno nel nome della democrazia e della sicurezza dei nostri cittadini.




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