XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2984
Onorevoli Colleghi! - La medicina della riproduzione,
che negli ultimi vent'anni ha consentito la nascita di
migliaia di bambini anche nel nostro Paese, è ormai una realtà
consolidata soprattutto nel settore privato. La presente
proposta di legge nasce dall'esigenza di rimuovere quegli
anacronistici ostacoli legislativi che di fatto hanno finora
impedito di poter accedere alle tecniche internazionalmente
più diffuse e più avanzate nelle strutture pubbliche,
ripristinando condizioni generali di equità sociale. Altra
necessità a cui si vuole rispondere è quella di garantire
certezza del diritto in un campo in cui i valori in gioco sono
di grande rilevanza individuale e collettiva. La velocità del
progresso biomedico nel settore della procreazione
medicalmente assistita suggerisce un'articolazione aperta,
flessibile e capace di adattarsi ai rapidi mutamenti delle
tecniche e delle opportunità terapeutiche.
La riproduzione assistita, inoltre, si arricchisce oggi di
nuove valenze culturali e scientifiche in virtù delle
possibilità straordinarie offerte dalla donazione terapeutica
e dai risultati attesi dalla ricerca condotta su cellule
embrionali. La cura di malattie gravi, dolorose e invalidanti,
nonché di patologie assai diffuse tra la popolazione - quali
il diabete, i tumori, le leucemie, le immunodeficienze,
l'infarto, l'ictus, le distrofie muscolari, la sclerosi
multipla, il morbo di Alzheimer o il morbo di Parkinson - a
giudizio largamente condiviso nella comunità scientifica
italiana e internazionale, può realisticamente derivare dagli
studi condotti sulle cellule staminali embrionali. E tutto ciò
in un orizzonte temporale di breve periodo. La presente
proposta di legge prende quindi in considerazione le modalità
attraverso le quali garantire la correttezza metodologica di
questo genere di indagini sperimentali. Il pluralismo etico è
una dimensione decisamente strutturale delle società
contemporanee e l'Italia non fa eccezione. I conflitti tra
visioni morali sono destinati a non trovare una soluzione
semplicistica, come sembrano pensare coloro che si ostinano a
ricercare un impossibile minimo etico della nostra società.
Per questo, l'impostazione della legge è volta ad assicurare i
più ampi spazi di libertà per i cittadini nel pieno rispetto
delle responsabilità individuali. Ciò nella convinzione che le
leggi non debbano mai avere l'obiettivo di imporre una
determinata concezione morale e che gli individui debbano
aderire alla propria visione del bene liberamente e non perché
costretti da un'etica di Stato.
La presente proposta di legge fa parte del gruppo di
venticinque proposte di legge di iniziativa popolare
predisposto dai "Radicali italiani", per ciascuna delle quali
sono state raccolte le firme di decine di migliaia di
cittadini elettori, malgrado sia stato negato agli italiani il
diritto di conoscerle, come riconosciuto da 196 parlamentari
di ogni schieramento politico che si sono impegnati a
depositarle - pur non condividendole tutte nei merito - dopo
ventotto giorni di sciopero della fame attuato da Daniele
Capezzone, segretario dei "Radicali italiani".