XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2973
Onorevoli Colleghi! - I proponenti, alcuni dei quali
già firmatari di analoghe proposte di legge, hanno ritenuto
opportuno porre all'attenzione del Parlamento la presente
proposta di iniziativa popolare (predisposta dai "Radicali
italiani") al fine di sollecitare il confronto, sempre più
urgente e auspicato da più parti, sulle politiche in tema di
sostanze stupefacenti e, in particolare in tema di riduzione
del danno in materia di droghe. Nella presente proposta di
legge i Radicali italiani hanno cercato di riassumere molte
delle proposte di riforma che hanno avanzato, dal 1965 ad
oggi, nei confronti del regime proibizionista vigente rispetto
ad alcune sostanze stupefacenti: separazione del mercato della
cannabis e dei suoi derivati da quello delle altre
droghe, mediante un regime di autorizzazione speciale rispetto
al complesso delle attività economiche inerenti tale mercato
(articolo 5), pur demandando al Governo la regolamentazione di
tale regime. La presente proposta di legge fissa un paletto
significativo; la produzione di cannabis e di suoi
derivati per autoconsumo è soggetta unicamente alla notifica
all'Autorità locale di pubblica sicurezza.
La coltivazione, lo smercio ed il consumo di
cannabis e di suoi derivati sono un fenomeno di massa
che interessa milioni di cittadini italiani, sostanzialmente
tollerato dalle autorità, che sporadicamente intervengono
secondo modalità che ricordano molto l'istituto militare della
"decimazione": un consumatore su dieci (in realtà, uno su
cento) viene colpito con la segnalazione al prefetto, con il
ritiro della patente, con l'invio al servizio per la
tossicodipendenza per effettuare trattamenti assolutamente
inefficaci. La proposta di legge propone:
1) l'abolizione delle sanzioni amministrative previste
dal testo unico di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 9 dicembre 1990, n. 309, e delle norme del decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada)
(articolo 29), utilizzate non per colpire, giustamente, chi
guida in stato di alterazione ma, soprattutto, chi ha fumato
in passato cannabis o suoi derivati (i controlli delle
urine non provano uno stato di tossicodipendenza attuale);
2) l'istituzione di programmi di somministrazione
controllata di eroina ai cittadini tossicodipendenti,
all'interno delle politiche di riduzione del danno (articoli 2
e 26). Tali programmi sono parte integrante delle politiche
sulle tossicodipendenze del Governo svizzero, successive al
risultato positivo di una fase di sperimentazione, e che hanno
avuto l'avallo dei cittadini svizzeri in ben due
referendum.
La proposta di legge prevede che il Ministro della salute
promuova tali programmi nelle tre maggiori città italiane e
crea le condizioni giuridiche affinché ciascuna regione possa
istituirli a sua volta.
Ad essere incentivato, anche con adeguati stanziamenti
finanziari, è tutto il complesso degli interventi di riduzione
del danno, fra cui l'istituzione di narcosalas che
permettano ai consumatori di "eroina di strada" di assumerla,
almeno, in condizioni igienico-sanitarie accettabili e la
creazione di "unità mobili" per l'analisi legale delle droghe
sintetiche, al fine di tutelare in qualche modo le migliaia di
consumatori di tali sostanze dalle speculazioni degli
spacciatori.
La proposta radicale tende, infine, a far emergere a tutti
i livelli (centrale, regionale, locale) la presenza e
l'attività dei gruppi di auto-aiuto e delle associazioni di
difesa dei tossicodipendenti attraverso:
1) l'allargamento della legge "Veronesi" (legge n. 12
del 2001) sulla terapia del dolore anche al campo della cura
delle tossicodipendenze e lo snellimento delle procedure
burocratiche (articolo 8);
2) l'abrogazione delle disposizioni tendenti a
restringere l'utilizzo dei trattamenti metadonici e il
contestuale tentativo di incrementarne la praticabilità,
soprattutto all'interno degli istituti di prevenzione e
pena.
3) la pubblicizzazione dei dati elaborati dalle
amministrazioni in materia tramite lo strumento
informatico;
4) i controlli sull'organizzazione e sull'attività delle
comunità terapeutiche per evitare eventuali situazioni di
sfruttamento degli ospiti;
5) la soppressione delle norme del testo unico di cui al
decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990, ormai
superate, con contestuale richiesta al Governo di un nuovo
testo coordinato.
La proposta di legge fa parte del gruppo di 25 proposte di
iniziativa popolare predisposto dai "Radicali italiani", per
ciascuna delle quali sono state raccolte le firme di decine di
migliaia di cittadini elettori. 196 parlamentari di ogni
schieramento politico si sono impegnati a depositarle, pur non
condividendole tutte nel merito, proprio al fine di permettere
il confronto parlamentare su temi che, al di là delle singole
opinioni, sono di particolare attualità e riguardano tutti i
cittadini.