XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2967
Onorevoli Colleghi! - La legge 14 novembre 2000, n. 331
("Norme per l'istituzione del servizio militare
professionale"), che riforma il servizio militare italiano,
conferisce al Governo la delega ad adottare un decreto
legislativo per disciplinare la graduale sostituzione, entro
sette anni a decorrere dalla data di entrata in vigore del
medesimo decreto legislativo, dei militari in servizio
obbligatorio di leva con volontari di truppa e con personale
civile del Ministero della difesa. Il decreto legislativo 8
maggio 2001, n. 215, fissando il termine per la sospensione
del servizio obbligatorio di leva a decorrere dal 1^ gennaio
2007, prevede che gli ultimi ad essere sottoposti alla
coscrizione obbligatoria sono i giovani nati entro il 31
dicembre 1985.
Un periodo di transizione così ampio è il risultato di un
atteggiamento ispirato dalla ragionevole prudenza che il
passaggio da un sistema di reclutamento ad un altro rendeva
necessario.
Va inoltre considerato che ferme volontarie pluriennali
erano state introdotte nella organizzazione militare fin dal
1995.
Oggi, dopo due anni dalla entrata in vigore della legge
che ha introdotto il sistema professionale, possiamo dire che
il modello funziona. L'impegno delle Forze armate in missioni
internazionali - sotto l'egida dell'ONU o in base agli accordi
internazionali - per il mantenimento o il ripristino della
pace e la partecipazione ad operazioni di soccorso alle
popolazioni esposte ad eventi bellici sono stati il banco di
prova più severo, che ha dimostrato, riscuotendo il plauso
incondizionato della comunità internazionale, il livello di
efficienza e di capacità operativa raggiunto dalle nostre
unità.
A questi gravosi impegni vanno aggiunti quelli che
sistematicamente, ormai da tempo, sono disposti all'interno
dei nostri confini per la sorveglianza ed il controllo del
territorio, laddove il personale militare viene posto a
disposizione dei prefetti in stretto coordinamento con le
Forze di polizia. Il modello professionale, dunque, funziona e
le nostre istituzioni militari hanno dimostrato di poterlo
gestire con eccellenti risultati.
Si può anzi affermare che il prolungamento di un sistema
misto "coscritti-volontari" può risultare diseconomico sotto
il profilo di una comparazione tra costo ed efficacia.
E' del tutto evidente, infatti, che l'impiego operativo
nelle missioni più impegnative è ormai devoluto alle unità
formate con personale volontario ed alle forze di leva rimane
una dislocazione territoriale con compiti che via via tendono
a divenire marginali. Inoltre, lo stesso bacino di
reclutamento della leva è ormai fortemente condizionato
dall'alto numero di adesioni al servizio civile che sta
affermando una propria identità del tutto indipendente dalla
leva obbligatoria.
E' quindi evidente che il passaggio ad un sistema
professionale non è reversibile e un periodo di transizione
molto ampio finisce per rallentare gli stessi processi di
ristrutturazione intera con rischi di ritorno all'indietro.
Vi sono quindi le condizioni di utilità e di opportunità
per accelerare la trasformazione del nostro strumento militare
in senso totalmente professionale, esonerando dall'obbligo di
leva i giovani nati dopo il 31 dicembre 1982 e sospendendo il
servizio di leva dal 1^ gennaio 2004.
Per realizzare tale obiettivo è necessario intervenire in
più direzioni per garantire alle Forze armate una
disponibilità adeguata, per quantità e qualità di volontari in
ferma. Una prima misura riguarda il miglioramento del
trattamento economico che certamente è uno dei fattori che
incidono sul reclutamento, prevedendo per il personale delle
carriere iniziali l'attribuzione di un vero e proprio
stipendio, che la proposta di legge prevede di fissare nel
quinto livello retributivo. Attualmente il personale in ferma
volontaria non percepisce uno stipendio, ma soltanto una paga
giornaliera. Tale paga, volta a compensare esclusivamente le
giornate di effettiva presenza presso i reparti, è peraltro
determinata in misura inferiore rispetto a quanto offerto in
altri settori delle istituzioni pubbliche, che quindi
assorbono parte consistente dei giovani disponibili
all'arruolamento.
Questa misura, oltre a correggere una situazione ormai
divenuta inaccettabile, consente anche la possibilità di
modificare con decreto interministeriale, ad invarianza di
spesa, la ripartizione tra i volontari in ferma e quelli in
servizio permanente.
Altri due aspetti su cui è necessario intervenire
riguardano le condizioni di vita all'interno delle caserme e
la collocazione sociale nel contesto esterno nonché
prospettive lavorative per coloro che verranno congedati al
termine delle ferme prolungate.
Ecco perché proponiamo un piano di interventi di edilizia
economica e popolare per garantire a coloro che faranno la
scelta professionale un significativo aiuto per risolvere il
problema dell'abitazione.
Prevediamo anche una ristrutturazione delle caserme,
tenendo conto che dovranno ospitare persone che non si fermano
più soltanto pochi mesi e che appartengono a sessi diversi con
esigenze, quindi, del tutto nuove rispetto al passato.
Un altro strumento molto utile a incentivare il
reclutamento può consistere, a nostro parere, nella
possibilità di consentire la scelta del servizio militare
volontario a quei giovani che intendono contemporaneamente
proseguire gli studi, ma possono trovarsi in condizioni
economiche che non consentono con facilità tale scelta. A
questi giovani si prevede siano riservate borse di studio che
consentano di completare il ciclo delle scuole medie superiori
o quello universitario senza oneri da parte loro. E' chiaro
che ciò assicurerà alle Forze armate anche l'ingresso di una
fascia di popolazione che ha tra i propri obiettivi anche
quello di migliorare la propria formazione culturale e
professionale.
Il problema del collocamento al lavoro con forme agevolate
per i volontari congedati senza demerito può a nostro avviso
avvalersi utilmente della previsione di consentire
all'Amministrazione della difesa di ricorrere a risorse
esterne per il soddisfacimento delle sue necessità tecniche e
logistiche, agevolando imprese o aziende cooperative che
risultino formate in gran parte proprio dal personale
congedato. Con ciò si realizzerebbe una particolare
"civilizzazione" della logistica con effetti positivi
sull'intero sistema.
La nostra proposta di legge prevede modifiche alle norme
che disciplinano il profilo di carriera dei volontari, le
condizioni di reimpiego e il transito nel ruolo dei sergenti,
migliorandone lo stato giuridico e le condizioni di
avanzamento.
Infine è del tutto evidente che la sospensione anticipata
del servizio di leva obbligatorio va esaminata e discussa
anche per gli effetti diretti e indiretti che potrà avere sul
servizio civile volontario. Con particolare riguardo al
periodo della sospensione anticipata devono essere prese
misure specifiche adeguatamente finanziate, che ci impegniamo
a formalizzare in un'apposita proposta di legge, atte a
sostenere le adesioni al servizio civile contestualmente
all'accelerazione impressa alla sospensione anticipata della
leva obbligatoria.