XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 2966




        Onorevoli Colleghi! - Le donne italiane emigrate all'estero possono costituire una grande risorsa culturale, economica, sociale e politica sia per i Paesi di residenza che per l'Italia, E' necessario riconoscere adeguatamente il loro contributo passato e presente per la vita della collettività, sostenendo adeguatamente le loro diverse azioni, a tutti i livelli, specialmente in vista delle prossime sfide che il crescente processo di mondializzazione presenta. Le donne italiane nel mondo non portano problemi, ma soluzioni, proprio perché hanno dovuto affrontare notevoli disagi e difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro superando l'emarginazione dovuta principalmente alla disinformazione sui propri diritti.
        Non è possibile fare un censimento accurato delle donne emigrate; l'unica fonte statistica ufficiale in grado di fornire un quadro generale delle donne residenti all'estero è l'anagrafe dei cittadini italiani residenti all'estero, istituita con la legge 27 ottobre 1988, n. 470.
        L'evoluzione culturale e sociale degli ultimi decenni ha, peraltro, determinato un cambiamento della natura dell'emigrazione femminile; infatti, mentre le giovani generazioni di donne che si recano all'estero - sempre più spesso per motivi legati ad una condizione culturale elevata - lo fanno con maggiore consapevolezza dei propri diritti, quelle emigrate in anni più lontani hanno incontrato maggiori difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro locale, rimanendo spesso ai livelli più bassi della scala delle condizioni professionali, oppure addirittura senza occupazione.
        Una recente indagine condotta dall'Istituto di studi politici ed economici (Eurispes) su un campione di 1759 emigrati italiani, ha rilevato che il livello culturale della donna residente all'estero risulta essere in genere medio-basso. Di conseguenza, anche nelle opportunità socio-professionali, si registra una migliore collocazione degli uomini rispetto alle donne.
        Nonostante tutto le condizioni lavorative e sociali delle donne emigrate in questi ultimi anni sono migliorate notevolmente, in confronto all'emarginazione e alle condizioni di indigenza che hanno contraddistinto le generazioni passate, vissute in ambienti malsani, situati spesso alla periferia delle grandi città.
        Per migliorare le condizioni delle donne italiane all'estero molto è stato fatto: il Dipartimento per le pari opportunità, la Commissione nazionale per la parità e le pari opportunità fra uomo e donna, il Ministero degli affari esteri hanno elaborato nuove strategie per tentare di dare soluzione ai vecchi problemi, ma anche ai nuovi, che le nostre connazionali devono affrontare.
        Gli interventi realizzati sono stati senza dubbio efficaci, ma elaborati a distanza dalle situazioni per le quali venivano pensati. L'obiettivo che la presente proposta di legge si prefigge è quello di istituire l'osservatorio delle donne italiane all'estero con il compito di monitorare, in piena autonomia decisionale e gestionale, la condizione femminile e la sua evoluzione nelle diverse aree del mondo, laddove esistono comunità italiane, al fine di favorire il coordinamento delle iniziative volte a promuovere la piena affermazione del ruolo delle donne italiane nelle realtà sociali in cui vivono per consentire loro la più ampia partecipazione nelle sedi politico-istituzionali di rappresentanza delle nostre comunità all'estero. L'osservatorio permanente consentirebbe di conoscere la reale situazione delle nostre connazionali all'estero, dal punto di vista sociale, economico, lavorativo e professionale con l'obiettivo di attuare politiche ad esse adeguate, tenendo conto delle loro condizioni di vita.
        La presente proposta di legge risulta peraltro tanto più necessaria in considerazione della recente approvazione in Parlamento del disegno di legge costituzionale recante modifica all'articolo 51 della Costituzione (approvato in prima deliberazione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, rispettivamente, in data 7 marzo 2002 e in seconda deliberazione dalla Camera dei deputati il 3 luglio 2002 - atto Camera n. 1583-B), riguardante la promozione, con appositi provvedimenti, delle pari opportunità tra donne e uomini, miranti anche a consentire la partecipazione delle donne alle competizioni elettorali in condizioni di parità.




Frontespizio Testo articoli