XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2929
Onorevoli Colleghi! - Da circa venti anni la questione
dell'uso degli animali negli spettacoli circensi è posta sotto
accusa da una crescente sensibilità dei cittadini nei
confronti dei diritti degli animali.
Lo spettacolo circense, infatti, apprezzabile e da
sostenere per i suoi contenuti artistici rappresentati da
clown, giocolieri, acrobati, trapezisti, illusionisti,
viene ormai considerato manifestazione di violenza proprio per
la presenza degli animali, costretti per la loro intera
esistenza in anguste gabbie da cui possono uscire solamente
per compiere esercizi contrari alla loro natura.
Prove di questo orientamento sono la crescente
disaffezione del pubblico, che ha portato importanti circhi
addirittura ad annunciare la chiusura; le delibere di numerosi
comuni che, pur se spesso non applicate, tendono ad impedire
l'attendamento ai circhi che utilizzano animali; la scelta di
importanti esponenti dell'arte circense che hanno deciso di
non utilizzare più animali negli spettacoli.
Fra gli stessi bambini, pubblico tradizionale di questi
spettacoli, si nota una crescente disaffezione sia per
l'aumentata offerta di intrattenimenti alternativi, sia per
una sensibilità animalista che viene evidenziata anche da un
sondaggio effettuato dal comune di Livorno fra gli studenti
della città, per il settantacinque per cento a favore del
circo senza animali.
In Italia, Paese con la maggiore concentrazione europea di
imprese circensi, il circo rischia di scomparire: il pubblico
si allontana, gli incassi diminuiscono, la popolarità degli
spettacoli con animali è in costante declino.
Occorrono interventi decisi a sostegno dell'arte circense,
che non possono prescindere però da un provvedimento urgente
per porre fine all'inutile, superfluo, anacronistico utilizzo
di animali-schiavi, costretti a prigionia e trattamenti
coercitivi per offrire al pubblico uno spettacolo comunque
diseducativo, poiché induce soprattutto i più giovani a
pensare che ogni violenza sia lecita anche per un puro fine di
intrattenimento.
La Lega anti vivisezione (LAV), principale associazione
animalista italiana e rappresentante di "Europe for animal
rights", e il World wildlife fund (WWF), maggiore
associazione mondiale per la protezione della natura, hanno
promosso, nella scorsa legislatura, la proposta di legge che
sottoponiamo nuovamente alla vostra attenzione, che prevede la
dismissione degli animali dei circhi, unitamente a interventi
di comunicazione a favore dei nuovi spettacoli senza animali e
sostegni economici, in parte già previsti dal Fondo unico per
lo spettacolo, finalizzati comunque all'emancipazione dei
circhi da un'assistenza statale condizionante quanto
inefficace se costituita dalla semplice elargizione di
contributi.
Sarà necessario arrivare ad un affrancamento dei circhi
dalla dipendenza da questi contributi, attivando alcune
esperienze di defiscalizzazione, ad esempio per le
collaborazioni degli artisti che rimpiazzeranno i numeri in
cui vengono impiegati animali. Non intendiamo quindi mettere
in pericolo l'occupazione in questo settore, ma, al contrario,
creare le condizioni per una maggiore presenza e
valorizzazione degli artisti negli spettacoli.
L'occupazione viene piuttosto messa in discussione dal
mantenimento dello status quo, che condurrà
inevitabilmente alla chiusura, già in parte preannunciata, di
importanti complessi circensi, e all'aggravamento delle accuse
di maltrattamento degli animali mosse da aree sempre più vaste
dell'opinione pubblica.
Non entrando nel merito delle modalità di addestramento
degli animali, su cui esistono comunque interessanti e gravi
testimonianze, il maltrattamento esiste palesemente dal
momento in cui la vita degli animali viene confinata in
anguste gabbie, condizione "incompatibile con la loro natura",
e vengono costretti ad eseguire esercizi che nulla hanno a che
vedere con le "loro caratteristiche etologiche", situazione
palesemente in contrasto con quanto stabilito dall'articolo
727 del codice penale.
Addirittura l'Ente nazionale per la protezione degli
animali, che aveva sottoscritto un accordo con l'Ente
nazionale circhi per il buon mantenimento degli animali nei
circhi, ha deciso di annullare tale accordo perché comunque
insufficiente, come qualsiasi altra misura che intervenga solo
a rendere meno palesemente crudele la condizione di chi è
imprigionato e maltrattato senza ragione, o per divertimento e
lucro, e ha aderito alla stesura del testo della presente
proposta di legge insieme ad altre organizzazioni impegnate
per la difesa degli animali a livello nazionale ed
internazionale.
Invito tutti i colleghi ad aggiungere la loro adesione,
che ci consentirà di riconoscere agli animali detenuti nei
circhi un destino diverso ed eviterà che nuovi animali vengano
acquistati, alimentando un commercio che, arricchendo pochi,
contribuisce all'impoverimento biologico dell'intero
pianeta.
Se riusciremo a salvare gli animali dai circhi, avremo
molte più possibilità di salvare i circhi con la loro arte,
che non dovrà più confondersi con alcuna forma di violenza.