XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2895
Onorevoli Colleghi! - La recente pubblicazione da parte
della Commissione europea di un Libro bianco sulle politiche
giovanili - dal titolo "Un nuovo impulso per la gioventù
europea"- rappresenta l'occasione per rilanciare anche nel
nostro Paese nuove proposte e nuove iniziative tese a
coinvolgere maggiormente i giovani nelle decisioni che li
riguardano.
Nonostante situazioni molto diverse, i giovani hanno da
sempre condiviso valori e aspirazioni comuni, ma anche
problemi. Soprattutto in questo periodo storico, ricco di
trasformazioni, essi possono più che mai considerarsi un
gruppo in divenire, caratterizzato da un accesso
all'occupazione e dalla creazione di una famiglia alquanto
ritardati, da frequenti avvicendamenti tra lavoro e studi, ma
soprattutto da percorsi individuali molto più travagliati che
in passato. Inoltre, la scuola o l'università, il lavoro e il
contesto sociale non svolgono più lo stesso ruolo integratore:
l'autonomia è acquisita sempre più tardi.
Tutto questo si traduce spesso in un sentimento di
fragilità della loro condizione, in una perdita di fiducia nei
sistemi decisionali esistenti e in un certo disinteresse per
le forme tradizionali di partecipazione alla vita pubblica,
incluse le organizzazioni della gioventù. Taluni affermano di
avere difficoltà ad identificarsi - o di non identificarsi
affatto - nelle politiche pubbliche concepite da e per persone
più anziane di loro. Una parte dei giovani si rifugia
nell'indifferenza o nell'individualismo, un'altra parte è
tentata da modi di espressione a volte eccessivi, se non
addirittura ai margini dei canali democratici. Una maggioranza
di essi vorrebbe tuttavia influenzare le politiche, ma non ne
trova i mezzi.
I giovani italiani ed europei hanno però qualcosa da dire
perché sono i primi ad essere interessati ai mutamenti
economici, agli squilibri demografici, alla globalizzazione e
alla diversità delle culture. E' ad essi che si chiede di
inventare altre forme di relazioni sociali, altri modi di
esprimere la solidarietà, di vivere le differenze e di trarne
un arricchimento, proprio nel momento in cui si manifestano
nuove incertezze.
Com'è noto, la partecipazione ad associazioni è da sempre
considerata come un indicatore di base del livello generale di
integrazione sociale e cittadinanza.
Da recenti studi effettuati a livello europeo si
riscontra, tuttavia, una consistente differenza tra Paesi con
una lunga e consolidata tradizione di associazionismo
giovanile e Paesi in cui questa tradizione non si è
sviluppata: i Paesi dell'Europa mediterranea, in particolare,
registrano il tasso più basso di partecipazione ad
associazioni specificatamente giovanili.
In sostanza, oggi i giovani sono meno propensi a legarsi
ad organizzazioni formali, poiché si muovono in uno "spazio
senza vincoli" tra differenti contesti e istituzioni, senza
un'affiliazione permanente.
Un altro dato di fatto significativo che emerge dalle
ricerche elaborate in materia è la scomparsa delle reti
sociali che sostenevano i giovani nella soluzione dei loro
problemi. Tale scomparsa ha comportato che nuove domande
fossero indirizzate ai servizi e alle politiche giovanili.
Erogare servizi per i giovani diventa sempre più complesso e i
programmi di sostegno ai giovani devono essere resi flessibili
e di durata limitata nel tempo a causa dei rapidi mutamenti
delle culture e degli orientamenti giovanili.
La critica all'attuale strutturazione delle associazioni e
delle organizzazioni giovanili di tipo tradizionale deve
portare pertanto all'introduzione di nuove modalità di
partecipazione.
Alla luce di quanto premesso, con la presente proposta di
legge si intende favorire la creazione di "comunità
giovanili", quali luoghi qualificanti dell'aggregazione delle
nuove generazioni dove i ragazzi abbiano modo di conoscersi,
divertirsi, formarsi professionalmente, coltivare o
addirittura scoprire le proprie aspirazioni. Tutto ciò passa
per la necessità di avere uno spazio autogestito dove potersi
incontrare, con l'opportunità di mettere in piedi iniziative
che investano tutti i campi d'interesse giovanile, permettendo
ad ognuno di esprimere la propria creatività.
I settori d'intervento sono tanti quante sono le strade
che possono essere percorse da quei giovani che smaniano
perché hanno qualcosa da dire, ma ai quali, per un motivo o
per l'altro, vengono preclusi gli spazi preposti. In
particolare, all'interno delle comunità giovanili deve essere
consentito svolgere molteplici attività, tra le quali
ricordiamo a titolo di esempio:
a) teatro: attraverso l'istituzione di un
laboratorio teatrale, l'allestimento di rappresentazioni,
l'organizzazione di corsi di recitazione le comunità sono in
grado di operare una vera e propria politica popolare di
diffusione dell'arte e della cultura in un settore che spesso,
a causa degli ingenti costi di frequentazione, esclude il
grande pubblico;
b) musica: si potrebbero offrire spazi destinati
all'ascolto di musica dal vivo, alla funzione di sala prove e
registrazione, aperti a tutti quei gruppi musicali giovanili
per i quali rappresenta un problema talora insormontabile non
solo provare la propria musica ma poi esibirla e, in
particolare, produrla;
c) arti visive e figurative: si pensi non solo
all'organizzazione di corsi gratuiti di pittura, scultura,
disegno, fotografia, ma anche all'allestimento di mostre
permanenti che offrono ai giovani artisti la possibilità di
esporre le opere più significative che difficilmente trovano
spazio nei circuiti professionali;
d) cinema e televisione: i ragazzi potranno
assistere insieme alla proiezione di film di ogni genere,
dall'intrattenimento puro a quello impegnato, a rassegne
cinematografiche su temi specifici - accompagnate dagli
opportuni approfondimenti culturali - al fine di contrapporsi
alla formazione di tele-utenti passivi e recettivi davanti ad
immagini che non sanno interpretare; oltre, naturalmente, alla
visione dei grandi eventi sportivi e non;
e) sport: lo scopo è quello di ideare e dar vita
ad eventi, quali rassegne, incontri e tornei, cercando
occasionalmente il coinvolgimento dei grandi campioni che
spesso rappresentano, soprattutto per i più giovani, modelli
da seguire in tutto e per tutto; per infondere nei
partecipanti quello spirito sportivo ispirato ai princìpi di
lealtà, rispetto ed amicizia;
f) biblioteca: all'interno della comunità deve
essere possibile leggere e consultare gratuitamente
quotidiani, riviste e libri d'ogni tipo, senza operare quelle
scremature ideologiche di cui spesso taluni enti preposti, a
causa del loro essere "politicamente corretti", si
macchiano;
g) ludoteca: ciò significa disponibilità di giochi
da tavolo, da quelli tradizionali a quelli più moderni, con
spazi e risorse da destinare all'organizzazione di tornei, per
inserire nel processo formativo esperienze ludiche in un
quadro di confronto con i membri della medesima comunità;
h) giornale della comunità: sarà possibile
costituire una redazione interna con l'obiettivo di diffondere
le iniziative della comunità attraverso un proprio organo di
stampa; inoltre corsi di giornalismo saranno tenuti da
cronisti disponibili a collaborare all'iniziativa;
i) computer e INTERNET: difficilmente si può
prescindere al giorno d'oggi da una conoscenza, anche
sommaria, del computer; risulta quindi indispensabile
dotarsene e svolgere corsi di guida al suo utilizzo con
esperti della materia; il fenomeno, o meglio, lo strumento
INTERNET è invece di estremo interesse per la straordinaria
mole di conoscenze che offre ai suoi "naviganti" e per la sua
crescente importanza nel mondo del lavoro;
l) attività di informazione e prevenzione delle
devianze giovanili, specie sul fronte della lotta alla
tossicodipendenza: le comunità giovanili possono diventare
veri e propri centri di produzione culturale capaci di
lanciare campagne di sensibilizzazione sul tema delle
principali devianze giovanili, in particolare della
tossicodipendenza, attraverso l'organizzazione di gruppi di
studio, in collaborazione con le comunità terapeutiche, oltre
ad iniziative di informazione e prevenzione sull'uso di
sostanze stupefacenti e sull'abuso di alcolici;
m) sportello sociale e ufficio informazioni:
relativamente a tutto ciò che gravita nel difficile mondo
del lavoro e della formazione professionale, nonché
dell'orientamento universitario e post-universitario, verrà
prestata assistenza e consulenza, anche di tipo fiscale e
giuridico, per essere sempre informati sulle ultime novità e
possibilità in materia.
Altre iniziative, infine, potranno riguardare la tutela
ambientale, la conservazione e la promozione del patrimonio e
delle identità locali, la realizzazione di attività
imprenditoriali, eccetera.
Analizzando in dettaglio il testo della presente proposta
di legge, l'articolo 1 indica i contenuti e le finalità del
provvedimento, che detta i princìpi fondamentali e le norme
per il riconoscimento ed il sostegno delle comunità
giovanili.
L'articolo 2 definisce la comunità giovanile come
"l'insieme di persone aggregate stabilmente che non hanno fini
di lucro e che perseguono le finalità di cui all'articolo 1
attraverso:
a) l'organizzazione della vita associativa come
esperienza comunitaria, al fine di favorire la maturazione e
la consapevolezza della personalità nel rispetto degli
altri;
b) l'educazione all'impegno sociale, civile, alla
partecipazione e alle conoscenze culturali;
c) lo svolgimento di attività sportive,
ricreative, sociali, didattiche, ambientali, culturali,
turistiche, agricole, artigianali, artistiche e di formazione
professionale".
L'articolo 3 definisce i contenuti essenziali degli
statuti delle comunità giovanili.
Con l'articolo 4 vengono esplicitamente indicate le
diverse fonti di finanziamento delle comunità giovanili che,
in sintesi, sono le seguenti: quote e contributi agli
associati, eredità, donazioni e legati; contributi pubblici,
entrate derivanti da prestazioni di servizi convenzionati,
proventi delle cessioni di beni e servizi, anche attraverso lo
svolgimento di attività economiche svolte in maniera
ausiliaria e comunque finalizzate al raggiungimento degli
obiettivi istituzionali; erogazioni liberali e altre entrate
derivanti da iniziative di autofinanziamento.
L'articolo 5 istituisce un Fondo nazionale per le comunità
giovanili finalizzato a sostenere i progetti e le iniziative
delle comunità.
Con l'articolo 6, in analogia con quanto previsto dalla
legge n. 266 del 1991 per le organizzazioni di volontariato e
dalla legge n. 383 del 2000 per le associazioni di promozione
sociale, si disciplinano l'istituzione, la composizione, il
funzionamento e le attribuzioni dell'Osservatorio nazionale
sulla condizione giovanile. Esso, fra l'altro, sostiene le
iniziative di formazione e di aggiornamento per lo svolgimento
delle attività associative, promuove studi e ricerche sulla
condizione giovanile e approva progetti sperimentali elaborati
dalle comunità giovanili per far fronte a particolari
emergenze sociali.
L'articolo 7 si riferisce ai registri istituiti a livello
regionale e provinciale, ai quali devono iscriversi le
comunità giovanili intenzionate ad avvalersi di quanto
previsto dalla normativa nazionale e regionale con riferimento
a contributi pubblici, stipula di convenzioni, trattamento
fiscale.
L'articolo 8 reca la norma di copertura finanziaria.
L'articolo 9, infine, è una disposizione di chiusura
sull'applicabilità della normativa in vigore per le
associazioni di promozione sociale, per quanto non previsto
dalla presente proposta di legge.
In conclusione, nel ricordare che l'esperienza delle
comunità giovanili è già presente in alcune regioni italiane -
in particolare nel Lazio dove solo recentemente grazie
all'iniziativa legislativa del gruppo di Alleanza Nazionale
("testo Rampelli") sono nate le prime comunità - riteniamo che
tale provvedimento sia destinato a incidere profondamente nel
nostro ordinamento non solo perché consente di colmare il
vuoto legislativo attualmente presente per quanto riguarda il
mondo dell'associazionismo giovanile, ma anche e soprattutto
perché consente di valorizzare quelle realtà impegnate in un
percorso di crescita della propria autonomia e di sviluppo di
una nuova identità sociale e comunitaria.
Si auspica, pertanto, una rapida approvazione della
proposta di legge.