XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2841
Onorevoli Colleghi! - Il 27 giugno 2000, il Governo
italiano ha firmato a Strasburgo la Carta europea delle lingue
regionali o minoritarie.
Come è noto, questo trattato, in vigore dal 1^ marzo 1998,
prevede la protezione e la promozione delle lingue regionali e
minoritarie storiche. La sua elaborazione è stata
giustificata, da una parte, dalla preoccupazione di mantenere
e di sviluppare le tradizioni e il ricco patrimonio
rappresentato dalle diverse culture presenti in Europa,
evidenziando, dall'altra, la necessità di un pieno rispetto
del diritto inalienabile ed universalmente riconosciuto alla
propria lingua per tutti i cittadini europei.
La Carta contiene, anzitutto, gli obiettivi e i princìpi
che le Parti firmatarie si impegnano a rispettare in favore di
tutte le lingue regionali o minoritarie esistenti sul loro
rispettivo territorio, quali il rispetto dell'area geografica
di ciascuna lingua, la necessità di una promozione,
facilitazione ed anche incoraggiamento all'uso orale e scritto
nella vita pubblica e privata con strumenti adeguati
d'insegnamento e di studio.
Inoltre, la Carta enumera tutta una serie di misure che
risultano necessarie per favorire l'uso delle lingue regionali
o minoritarie nella vita pubblica. Queste misure ineriscono i
seguenti settori: l'insegnamento, la giustizia, l'attività
delle autorità amministrative e i servizi pubblici, i mezzi di
comunicazione di massa, le attività e gli strumenti culturali,
la vita economica e sociale e gli scambi transfrontalieri.
L'applicazione della Carta è controllata da un Comitato di
esperti che è incaricato di esaminare i rapporti periodici dei
Paesi aderenti.
La firma dell'Italia si è aggiunta a quella di altri Paesi
come l'Austria, la Croazia, Cipro, la Danimarca, la Finlandia,
la Francia, la Germania, l'Ungheria, l'Islanda, il
Liechtenstein, il Lussemburgo, i Paesi Bassi, la Norvegia, la
Romania, la Slovenia, la Spagna, la Svezia, la Svizzera, la
Macedonia, l'Ucraina e il Regno Unito. Mentre, ad avere
ratificato la Carta, sono sinora la Croazia, la Finlandia, la
Germania, l'Ungheria, il Liechtenstein, i Paesi Bassi, la
Norvegia, la Svezia e la Svizzera.
Si presenta la proposta di legge in oggetto perché si
ritiene indispensabile che alla firma italiana segua senza
ulteriori ritardi la ratifica, che sostanzia un'importante
scelta politica in ambito europeo.
L'articolato della presente proposta di legge riassume la
volontà di una rapida ratifica ed esecuzione della Carta, che
abbia come soggetti le minoranze linguistiche di cui alla
legge 15 dicembre 1999, n. 482, e le minoranze tutelate dagli
statuti delle regioni a statuto speciale e delle province
autonome di Trento e di Bolzano. Si è ritenuto, inoltre, di
proporre un modello originale nel rapporto fra Stato e sistema
autonomistico con l'istituzione di una Consulta
Stato-minoranze linguistiche, il cui ruolo e la cui
composizione sono definiti dalla proposta di legge, che si
occupa anche della necessaria copertura finanziaria del
provvedimento.
Mi auguro che la presente proposta di legge venga
rapidamente esaminata, considerandola un contributo tempestivo
ad un dibattito necessario lungo il cammino di tutela e di
valorizzazione delle lingue e delle culture delle minoranze
linguistiche in Italia.