XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2824
Onorevoli Colleghi! - Attualmente nel nostro Paese
milioni di persone si rivolgono periodicamente, per la cura
della propria salute, a operatori medici e non medici,
ricorrendo non solo alla cosiddetta "medicina convenzionale",
ma anche a forme di medicine non ufficiali, meno note in
Italia, ma non per questo di minore utilità e valore
scientifico per la prevenzione e la guarigione delle
malattie.
Per "medicine non convenzionali" si intendono discipline o
prassi mediche a cui sono sottintesi concetti teorici o
filosofici in base ai quali la malattia è considerata il
risultato di uno squilibrio dell'organismo.
Il crescente interesse verso le medicine non convenzionali
è connesso ad una certa disaffezione nei confronti della
medicina convenzionale, il cui straordinario sviluppo
tecnologico si è tradotto in un innegabile successo sul piano
medico, ma al tempo stesso ha generato squilibri nel rapporto
terapeuta-paziente. Inoltre, l'arsenale farmaceutico su cui si
basa la medicina convenzionale è certamente efficace, ma
riguarda soprattutto la sintomatologia e comporta spesso
effetti indesiderabili se non addirittura gravi stati di
dipendenza.
Si osserva quindi una tendenza verso una medicina più
umana, che tenga conto dell'essere umano in quanto tale e non
solo della sua patologia; di qui il ritorno dell'interesse per
le terapie tradizionali e per farmaci più "dolci" il cui
obiettivo è non tanto quello di distruggere l'agente patogeno,
quanto di restituire al corpo umano la capacità di
resistergli.
Ciò non significa tuttavia che la medicina convenzionale e
quelle non convenzionali si escludano a vicenda, ma anzi, al
contrario, esse possono rivelarsi complementari a tutto
vantaggio dei pazienti. Perché tale complementarità si
realizzi in concreto è necessario intervenire sull'elemento
che le medicine non convenzionali hanno in comune, ovvero il
fatto di non essere riconosciute o di essere riconosciute in
modo differenziato dalle autorità mediche, benché negli ultimi
anni siano stati fatti tentativi, da una parte analizzando i
pregiudizi di irrazionalità scientifica con cui vengono
bollate e, dall'altra, avviando nella prassi esperienze di
complementarità di trattamento.
La presente proposta di legge mira quindi a individuare un
nucleo organico di norme che costituisca un riconoscimento
giuridico di determinate terapie non convenzionali per la cura
della salute come l'omeopatia, la fitoterapia,
l'omotossicologia, l'agopuntura, l'antroposofia, l'osteopatia
e la chiropratica, in applicazione del principio universale di
libertà di scelta terapeutica.
L'agopuntura è una forma di terapia medica che si avvale
della stimolazione di determinate zone cutanee per mezzo
dell'infissione di aghi metallici, con lo scopo di raggiungere
un equilibrio da qualsiasi causa alterato. Dal punto di vista
della cultura orientale le malattie sono dovute a un alterato
equilibrio "energetico" delle due manifestazioni, lo YIN e lo
YANG, dell'energia dell'universo, energia grazie alla quale
noi viviamo e la cui anormale o difficoltosa circolazione nel
nostro organismo genera lo stato morboso; gli aghi, infissi
nei punti di affioramento dei canali energetici, fanno sì che
si ristabilizzi la normale circolazione energetica. Dal punto
di vista della cultura occidentale si suppone che l'agopuntura
provochi una stimolazione di neurorecettori, agendo per via
diretta su terminazioni libere di fibre nervose; tramite tale
stimolazione del sistema nervoso periferico si ha la
possibilità di agire, per via diretta, umorale o vascolare, su
un organo o apparato che frequentemente non è in relazione
topografica o metamerica con il punto cutaneo stimolato.
L'omeopatia è un metodo clinico e terapeutico basato sulla
legge dei simili formulato da S. Hahnemann all'inizio del
secolo XIX. La legge dei simili afferma che è possibile curare
un malato somministrandogli una sostanza che, in un uomo sano,
riproduce tutti i sintomi della malattia in oggetto. La
farmacologia omeopatica classica è costituita da una serie di
"rimedi" tratti dal mondo minerale, vegetale e animale e di
sintesi. Ogni rimedio è stato singolarmente testato a dosi
sub-tossiche sull'uomo sano, attraverso la
sperimentazione patogenica pura, per evidenziare i sintomi
provocati. Il rimedio è poi somministrato al malato in dosi
più o meno attenuate, preparato attraverso un ben codificato
procedimento di fabbricazione, progressive diluizioni e
succussioni.
La medicina antropofisica è un ampliamento della medicina
non convenzionale. Fu sviluppata a decorrere dal 1920 dal
dottor Rudof Steiner, fondatore dell'antroposofia, in
collaborazione con la dottoressa Ita Wagman e con altri
medici. L'antroposofia inaugura un metodo conoscitivo, fondato
su una propria epistemologia, che guida la ricerca delle leggi
che stanno a fondamento delle manifestazioni della vita,
dell'anima e dello spirito nell'uomo e nella natura. Frutto di
tale ricerca è un'immagine integrata dell'uomo che permette di
valutare tutti gli aspetti in cui la vita umana si realizza.
Ciò rende possibile, tra l'altro, una concezione unitaria,
razionale e inevitabile di fisiologia, patologia e terapia. Il
medico che orienta la sua professione in senso antroposofico
si sforza di cogliere, assieme al paziente, il significato
della malattia riguardo alla sua evoluzione corporea, psichica
e spirituale, tenendo conto delle leggi intrinseche alla
biografia dell'uomo.
L'omotossicologia è una concezione innovativa
dell'omeopatia con un suo proprio corpus teorico e
metodologico e con una sua caratteristica strategia
terapeutica. Per l'omotossicologia lo stato di salute è
interpretato come omeostasi dinamica; la malattia è
interpretata come espressione della lotta fisiologica
dell'organismo che tende a eliminare quelle omeo-tossine o
stressor endogene ed esogene che hanno superato la
soglia di allarme. La terapia tende di conseguenza a stimolare
i meccanismi di disintossicazione propri dell'organismo,
incrementando la risposta immunitaria specifica di ciascun
soggetto.
La cura delle mani, ovvero la medicina manipolativa, è una
forma di terapia molto diffusa in America, dove è nata nel
secolo scorso. Il principio su cui lavorano i chiropratici è
che molti disturbi abbiano la loro origine in una malposizione
delle articolazioni vertebrali e che un trattamento che le
riporti all'originario allineamento conduca alla risoluzione
del caso. La difficoltà del mantenimento della posizione
eretta, che deve lottare contro la forza di gravità, unita
alle cattive abitudini posturali e alla vita sedentaria,
determina più frequentemente di quanto si creda degli
slittamenti vertebrali, chiamati "sublussazioni", che sono
avvertiti immediatamente sotto forma di mal di schiena. Ma la
disciplina osserva che lo spostamento della colonna spesso
provoca una compressione di nervi che da essa si staccano e
quindi un'interruzione o un rallentamento della normale
trasmissione nervosa; da qui molti disturbi refrattari a ogni
terapia convenzionale. Dopo un attento esame della struttura e
della postura del paziente, il chiropratico procede dunque a
una palpazione delle articolazioni, esegue se è il caso una
radiografia della colonna per individuare anche le più piccole
deviazioni e inizia la manipolazione per eliminare spostamenti
e contratture.
L'osteopatia è una medicina parente stretta della
chiropratica, dal momento che anch'essa cura esclusivamente
tramite manipolazioni. La differenza è che l'osteopatia si
occupa anche di tessuti molli, ossia muscoli, visceri,
legamenti, per trattare i quali ha sviluppato particolari
manualità. Alcuni osteopati hanno approfondito il lavoro sul
sistema cranio-sacrale, un insieme di tecniche molto delicate
e impiegate particolarmente nei bambini. Fanno parte di questa
medicina tecniche diagnostiche specifiche, basate
esclusivamente sull'osservazione e la palpazione, anche se gli
osteopati più qualificati si avvalgono normalmente della
attuale tecnologia diagnostica. Un principio fondamentale
dell'osteopatia, creata nel secolo scorso dal medico americano
Andrew Taylor Still, è che nell'apparato muscolo-scheletrico
si riflettono le condizioni di tutto l'organismo nonché la
psiche. Studiando postura e dinamica del corpo, e comunicando
manualmente con i tessuti, l'osteopata arriva a individuare le
cause dei disturbi, alle quali pone rimedio con le
manipolazioni.
Ayurveda in lingua sanscrita significa scienza della
vita. Ma ayurveda è anche definito il contatto del corpo
con lo spirito, l'unione attraverso cui si determina la durata
della vita, secondo il principio che tutto ciò che è materia
ed energia sia parte di un ordine cosmico assoluto dove tutto
vive in un'armoniosa sintonia, il microcosmo con il
macrocosmo, e dove anche l'uomo, pertanto, è iscritto in
questo rapporto universale. Ispirandosi ai Veda, i più antichi
libri sapienzali dell'India, l'ayurveda si prende cura
della salute della persona nella sua totalità. Rispetto alla
medicina occidentale l'ayurveda si fonda su un concetto
di salute molto più ampio, che non si identifica solo con
l'assenza della malattia ma con il perfetto equilibrio
dell'organismo. La medicina indiana ritiene che l'origine
della malattia sia da ricercare in particolare nello
squilibrio interno del corpo e che quindi la diagnosi e la
cura devono essere mirate esclusivamente a ripristinare il
corretto funzionamento dei processi fisiologici e l'equilibrio
delle energie vitali.
La Commissione permanente per le innovazioni terapeutiche
di cui agli articoli 5 e 6 svolge gli importanti compiti del
riconoscimento dei titoli equipollenti di studio conseguiti
all'estero, del coordinamento della ricerca nel campo delle
terapie non convenzionali e della sorveglianza sui relativi
indirizzi.
Per tutte le ragioni su esposte, che consentono di rendere
effettivamente esercitabile la libertà di scelta terapeutica,
è auspicabile una rapida approvazione della presente proposta
di legge.