XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2819
Onorevoli Colleghi! - Circolano ancora nel nostro Paese
milioni di autovetture inquinanti. L'Italia è una delle
nazioni europee con il parco vetture più "vecchio".
In considerazione dell'alto rischio di danni all'ambiente
e alla salute, l'Unione europea aveva consentito la vendita al
dettaglio di benzina con piombo fino al 31 dicembre 1999.
L'Italia, purtroppo nota per le inadempienze ai dettami
comunitari, ha chiesto una deroga a tale disposizione,
ottenendo in via eccezionale che la vendita di detti
carburanti a rischio ecologico fosse consentita fino al 31
dicembre 2001. Dal 1^ gennaio 2002 non è più commercializzata
la benzina cosiddetta "Super".
Una proroga-deroga risultato di una questua, figlia, a sua
volta, di una poco attenta campagna di informazione sui rischi
ambientali e la cui motivazione a cura della Commissione
europea lascia poco spazio all'immaginazione: le autorità
italiane non hanno adottato le misure necessarie per preparare
i consumatori al ritiro della benzina inquinante.
Inoltre, misure tese a regolarizzare gradualmente lo
smaltimento dei mezzi che utilizzano benzina con piombo - e mi
riferisco all'uso di additivi alternativi al piombo stesso o
la trasformazione del motore al fine di adattarlo alla benzina
cosiddetta ecologica - provocano lo scarico di gas
potenzialmente altrettanto pericolosi e dannosi alla salute
quanto l'utilizzo della benzina "rossa" messa al bando
dall'Unione europea.
D'altra parte, è evidente l'inefficacia, nel lungo
periodo, di soluzioni, come quelle attuate anche recentemente,
quali la chiusura al traffico di intere città o la
circolazione a targhe alterne.
L'inquinamento ambientale, per quanto determinato solo in
parte dall'utilizzo della benzina, è certamente un problema di
dimensioni mondiali che va affrontato subito e con tutti gli
strumenti possibili.
Siamo coscienti del fatto che l'avvio di una produzione su
larga scala di autovetture con motori funzionanti ad energia
alternativa (idrogeno, elettrica, eccetera) - così da ridurne
i costi e, conseguentemente, l'alto prezzo di acquisto -
sarebbe la soluzione ottimale, ma è anche vero che si
prevedono per tale soluzione tempi di realizzazione molto
lunghi. Pertanto, il nostro Paese deve agire tempestivamente,
adottando formule alternative, in modo da non trovarsi
nuovamente impreparato rispetto alle disposizioni comunitarie
e costretto ad elemosinare nuove proroghe, difficilmente
ottenibili.
Occorre quindi porre in essere ogni iniziativa utile alla
sostituzione dei veicoli circolanti non rispondenti ai
requisiti "ambientali" richiesti.
Le vie per agire prontamente sono:
l'incentivazione della rottamazione dei ciclomotori con
motori a due tempi, altamente inquinanti, e delle autovetture
immatricolate in data anteriore al 1^ gennaio 1995, mediante
l'erogazione di un contributo statale straordinario, a
condizione che il venditore pratichi uno sconto di pari entità
sul prezzo di acquisto del nuovo veicolo;
l'importo della rottamazione a carico del venditore
verrà allo stesso rimborsato dalle imprese costruttrici o
importatrici del veicolo nuovo, che a loro volta recupereranno
detto importo quale credito di imposta per il versamento delle
ritenute dell'imposta sul reddito delle persone fisiche,
operate in qualità di sostituto di imposta sui redditi da
lavoro dipendente, dell'imposta sul reddito delle persone
fisiche, dell'imposta sul reddito delle persone giuridiche,
dell'imposta locale sui redditi e dell'imposta sul valore
aggiunto dovute anche in acconto per l'esercizio in cui viene
richiesto dal pubblico registro automobilistico l'originale
del certificato di proprietà e per i successivi; in caso di
ciclomotori, per l'esercizio nel corso del quale viene emessa
la fattura di vendita.
La presente proposta di legge trae origine da tali
considerazioni e tende a determinare modalità utili per il
rinnovo del parco veicoli nazionale certamente indispensabile
sotto l'aspetto ambientale, necessario sotto quello della
sicurezza, utile sotto quello economico in senso lato.