XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2818
Onorevoli Colleghi! - La legge quadro per l'assistenza,
l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate
(legge 5 febbraio 1992, n. 104) ha portato alla ribalta
l'argomento handicap, mirando al miglioramento globale
della qualità della vita dei soggetti che si trovano in grave
condizione di disagio a causa di patologie che comportano
sofferenze fisiche e psichiche nonché difficoltà di
inserimento sociale.
Da allora molti sono stati i risultati positivi raggiunti,
tanto che oggi si può affermare con assoluta tranquillità che
l'assistenza ai portatori di handicap, nonché la qualità
della vita degli stessi sono migliorate rispetto agli anni
precedenti.
Nel corso degli anni la legge 5 febbraio 1992, n. 104, ha
però altresì evidenziato numerose lacune che ancora,
nonostante i miglioramenti apportati, permangono e riguardano
in particolare quella fascia di handicappati gravi,
particolarmente bisognosi di cure specialistiche e di
assistenza e più sfavoriti nella ricerca di un inserimento a
pieno titolo ed in condizioni di autonomia nella famiglia a
cui appartengono e nella società.
L'articolo 3, comma 3, della legge n. 104 del 1992
definisce troppo genericamente la complessa realtà dei
disabili, in quanto sembra considerare in posizione analoga
chi, come ad esempio il paraplegico, conserva l'uso di
determinati arti e quindi un minimo di funzionalità e chi,
come il tetraplegico, non ha nessuna funzionalità negli arti e
quindi vive in una condizione di completa dipendenza dagli
altri.
E' qui che risiede il fondamento della presente proposta
di legge: occorre prevedere cioè una assistenza continuativa e
più qualificata (articolo 3), monitorare i bisogni di questa
categoria svantaggiata di persone in ambito regionale
(articolo 4), per poter comprendere sempre meglio quali siano
gli effettivi ostacoli e ricercare soluzioni adeguate al pieno
ed effettivo inserimento di queste persone nella famiglia e
nella società. Occorre altresì una specifica e mirata presenza
dello Stato in questo settore, attraverso gli uffici del
Ministro competente, che deve esercitare una funzione di
controllo e di redistribuzione dei fondi non assegnati e non
utilizzati, contribuendo ad una migliore efficienza del
servizio ed a fornire la possibilità ai disabili, destinatari
della presente proposta di legge, di sentirsi cittadini
italiani tutelati, protetti e rispettati nelle loro normali
aspettative di vita.