XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 2812




        Onorevoli Colleghi! - L'obiettivo che si intende raggiungere con la presente proposta di legge, ovvero la partecipazione attiva dei giovani alla vita politica e istituzionale, si fonda essenzialmente sulla consapevolezza che i giovani di oggi, definiti anche "generazione invisibile", non sono sufficientemente rappresentati a livello istituzionale e politico. Tuttavia, la loro condizione di "scarsa rappresentatività" non deve essere confusa con la mancanza di idee, di volontà e di preparazione culturale. Anche le conclusioni dei lavori, nella scorsa legislatura, della Commissione parlamentare di inchiesta sulla condizione giovanile sono orientate in questo senso: occorre creare quelle possibilità socio-istituzionali affinché i giovani possano, tramite il dialogo e la partecipazione attiva alla vita politica ed istituzionale, esprimere potenzialità e creatività, che costituiscono un patrimonio per il Paese.
        Ad oggi, esistono miriadi di associazioni giovanili, nazionali e locali, che chiedono di avere rappresentanza politica, proponendosi quali organi intermedi di incontro e di scambio tra i giovani e le istituzioni. Ebbene, è su questo punto che bisogna lavorare, ovvero sulla rappresentanza e sulla partecipazione, creando dei punti di raccordo che non ledano o non vadano ad interferire con le competenze e l'autonomia delle regioni e degli enti locali in materia di definizione dell'ambito di incidenza delle istanze sia dei giovani, sia delle loro associazioni.
        Se vogliamo superare e rimuovere le discrasie sociali ed i vari fenomeni negativi che condizionano fortemente i giovani nel loro essere e nel loro divenire, è necessario attivare e promuovere una forte iniziativa di concertazione con le associazioni giovanili, nonché iniziative per assecondare la loro partecipazione agli assetti democratici. La democrazia nell'essere e nella prassi deve diventare più democrazia, nell'inverarsi e nel procedere in crescendo, realizzando maggiori livelli di partecipazione e di co-libertà. I giovani non possono vivere l'esperienza democratica a margine dei processi reali di cambiamento, devono partecipare alla vita istituzionale, diventare consapevoli ed avere il gusto civile di dare il loro determinante contributo. Partendo dalle autonomie locali, in un processo di sussidiarietà orizzontale, è possibile attivare livelli paraistituzionali di presenza e di partecipazione al processo concreto della vita democratica.




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