XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2809
Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge si
pone l'obiettivo di tutelare il decoro urbano e di prevenire i
fenomeni di imbrattamento che deturpano non solo le bellezze
artistiche ed architettoniche delle nostre città, ma anche gli
edifici di civile abitazione, i prospetti in genere e tutte le
cose mobili ed immobili.
La "piaga" dell'imbrattamento dei muri, soprattutto nei
centri storici, sta assumendo proporzioni sempre maggiori. Al
di là della ricerca delle cause sociali di tale malcostume è
opportuno regolamentare con maggiore fermezza l'attuale
disciplina estendendo il controllo non solo alle innumerevoli
opere di interesse storico-monumentale che arricchiscono il
territorio nazionale ma anche a tutti i manufatti che
disegnano con i loro affacci l'immagine della città e che
rappresentano, di fatto, il connotato urbano di più immediata
percezione.
Infatti, è nell'intenzione della presente proposta di
legge tutelare anche le zone dei quartieri periferici per le
quali è altresì necessario mantenere il decoro edile estetico
degli edifici che per certi aspetti versano in condizioni di
assoluto degrado a causa, appunto, delle scritte murali;
pratica, quest'ultima che non risparmia né le abitazioni
private, né le scuole, né le chiese e tanto meno gli edifici
pubblici.
Lo scenario urbano che ne consegue è, spesso,
assolutamente desolante senza considerare il danno economico
che i comuni, gli organismi competenti ed i privati sono
costretti a sostenere per ripristinare la situazione ante
operam.
Contro la stupidità e l'inciviltà di questi vandali
purtroppo non è sufficiente l'impegno e gli sforzi che le
forze dell'ordine, i carabinieri e la polizia municipale
prodigano per prevenire tali fenomeni, poiché è difficile con
la semplice vigilanza da parte degli organi preposti che,
evidentemente, non possono essere messi a guardia degli
edifici di tutto il territorio, cogliere sul fatto gli autori
delle scritte.
Pertanto si è ritenuto necessario introdurre una modifica
all'articolo 639 del codice penale con la quale si prevede di
punire chi deturpa o imbratta con scritte e segnaletica varie
i muri pubblici e privati, le attrezzature per il tempo
libero, le panchine, i plessi monumentali, i contenitori di
igiene pubblica e di porta rifiuti ed in genere le cose mobili
o immobili altrui con la pena della reclusione fino a tre
mesi, con la multa da euro duecento a euro cinquecento e con
l'obbligo di sostenere le spese di ripristino e ripulitura.
Infine, per l'ipotesi in esame, si introduce la procedura
d'ufficio, già prevista nel caso di danni provocati a cose di
interesse storico o artistico per i quali, altresì, si propone
una maggiorazione della pena pecuniaria, prevedendo una multa
fino a 2000 euro.