XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2782
Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge ha
come obiettivo quello di favorire la sostituzione delle
vecchie caldaie per il riscaldamento delle abitazioni private
con modelli nuovi e, dunque, meno inquinanti e più sicuri.
L'emissione di gas da parte delle caldaie contribuisce in
maniera rilevante all'inquinamento delle aree urbane; per
questo motivo i sindaci delle principali città italiane e
l'Associazione nazionale dei comuni d'Italia hanno più volte
sollecitato il Ministero dell'ambiente e della tutela del
territorio ad intervenire - nell'ambito di un panorama più
ampio di misure anti-inquinamento - per la messa in mora delle
caldaie da riscaldamento obsolete, tra le fonti primarie delle
pesanti emissioni inquinanti.
Proprio gli enti locali, dal canto loro, hanno già
iniziato a muoversi in quest'ottica con la sperimentazione di
sistemi di produzione di calore alternativi; è il caso, ad
esempio, del teleriscaldamento - diffuso soprattutto nel Nord
Italia - il quale prevede la distribuzione di acqua calda agli
utenti da un'unica centrale di produzione con notevoli
vantaggi in termini di impatto ambientale: al posto delle
emissioni di tante caldaie, infatti, c'è quella di un unico
impianto.
Altro aspetto da non trascurare in questa materia è quello
relativo alla sicurezza. Ogni anno le cronache riportano
notizie di esplosioni che devastano gli edifici provocando la
morte di numerose persone. Tali danni a persone e cose sono
dovuti, nella stragrande maggioranza dei casi, alla vetustà
delle caldaie esistenti nelle abitazioni private.
Il legislatore è intervenuto in passato sulla materia
proprio sull'aspetto della sicurezza. La realizzazione e la
messa in opera degli impianti di riscaldamento e delle
relative caldaie devono, infatti, essere effettuati da imprese
appositamente abilitate ai sensi della legge 5 marzo 1990, n.
46 (vedi anche il testo unico di cui al decreto del Presidente
della Repubblica n. 380 del 2001), che, tra gli altri aspetti,
fissa i requisiti tecnico-professionali degli operatori ed i
requisiti di sicurezza degli stessi impianti.
Successivamente, la legge 9 gennaio 1991, n. 10, ha
introdotto nel nostro ordinamento alcuni princìpi e regole per
il contenimento dei consumi energetici. Princìpi e regole che
sono state definite nel regolamento di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, come
modificato dal regolamento di cui al decreto del Presidente
della Repubblica n. 551 del 1999, recante norme per la
progettazione, l'installazione, l'esercizio e la manutenzione
degli impianti termici degli edifici ai fini del contenimento
dei consumi di energia, in attuazione dell'articolo 4, comma
4, della legge 9 gennaio 1991, n. 10, in cui si prevede
l'obbligatorietà dei controlli periodici sull'efficienza
dell'impianto in modo da garantirne la sicurezza e la qualità
delle emissioni in atmosfera entro i valori stabiliti.
Dal punto di vista normativo, dunque, si è cercato di
ridurre drasticamente tanto il danno ambientale quanto i
rischi per le persone; e sono, pertanto, evidenti i benefìci
derivanti dalla sostituzione delle vecchie caldaie con
impianti di riscaldamento costruiti secondo criteri più
moderni.
Gli incentivi previsti dalla presente proposta di legge,
al riguardo, vanno nella direzione, da un lato, della
concessione al privato di un contributo da detrarre sul costo
d'acquisto della caldaia - senza che questo comporti una
riduzione della base imponibile ai fini dell'imposta sul
valore aggiunto - e dall'altro nel recupero dell'agevolazione
per il venditore sotto forma di credito d'imposta.