XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2737
Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge è
volta ad autorizzare la spesa di somme iscritte in bilancio,
nei fondi speciali di parte corrente e di conto capitale,
preordinate al finanziamento di leggi che verranno approvate
nel corso dell'anno. In particolare, durante l'esame del
disegno di legge finanziaria per il 2002 è emersa l'esigenza
di una serie di interventi riguardanti i beni e le attività
culturali, in relazione ad eventi che rivestono carattere
nazionale ed europeo, evidenziando la necessità di specifiche
finalizzazioni relative allo stanziamento di misure sia per
quel che riguarda gli accantonamenti propri del Ministero per
i beni e le attività culturali, sia gli accantonamenti dei
Ministeri dell'economia e delle finanze e delle infrastrutture
e dei trasporti.
Il provvedimento mira, quindi, a finanziare sia gli
interventi di restauro e conservazione di beni culturali, che
lo svolgimento di alcune attività culturali, nonché la
realizzazione di opere infrastrutturali e di attività
organizzative, necessarie per l'attuazione di un evento di
assoluta straordinarietà per il nostro Paese, nonché per la
regione Liguria e la medesima città capoluogo, Genova.
Infatti, con decisione del 28 maggio 1998 i Governi
dell'Unione europea hanno designato Genova "capitale europea
della cultura 2004" insieme alla città di Lille. E' la terza
volta che una città italiana ottiene questa nomina, dopo
Firenze nel 1986 e Bologna nel 2000. La prossima volta che
l'Italia potrà riavere questa opportunità sarà solo nel 2019,
a seguito della decisione 1419/1999/CE del Parlamento europeo
e del Consiglio, del 25 maggio 1999, pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale della Comunità europea n. L166 del
1999.
"Genova 2004", quindi, riveste importanza non solo locale,
ma nazionale, come peraltro è sottolineato dal fatto che la
candidatura all'Unione europea è stata presentata dal Governo
italiano e che in generale la designazione dell'Unione europea
associa fortemente lo Stato membro alla città designata, che,
pertanto viene chiamata a rappresentare la cultura del Paese.
Questo è un ruolo molto importante, al quale occorrerà
corrispondere degnamente e con prestigio. Infatti, si è già da
tempo costituito il Comitato "Genova 2004 - capitale europea
della cultura" quale comitato organizzatore, composto oltreché
dal comune, anche da regione, provincia, università, autorità
portuale e camera di commercio, industria, artigianato e
agricoltura, ai cui lavori partecipano rappresentanti del
Ministero per i beni e le attività culturali. Gli esempi fin
qui realizzati mostrano che non esiste alcun modello
predefinito, nè per quanto riguarda i contenuti dei programmi
né per quanto riguarda l'organizzazione. Ciò che si può
enucleare sono sostanzialmente due categorie di approccio
differenti. L'una consistente nel mettere "in vetrina" la
città (Atene, Firenze e Parigi), l'altra consistente nel
ricercare percorsi innovativi, capaci di ridefinire la propria
immagine in senso durevole dentro il contesto culturale del
proprio Paese di appartenenza (Glasgow). La seconda
metodologia appare la più consona alla cultura della città e
al senso profondo della cultura del nostro Paese, inteso come
culla di antica civiltà, che ha viaggiato in tutto il mondo,
facendosi conoscere per genio, creatività, competenza e
illuminismo. Quindi un ruolo di Genova, per un 2004 "durevole
e sostenibile"; capitale della cultura, quale conoscenza e
senso di appartenenza alla comunità nazionale ed europea, una
cultura che sappia mettere in rilievo la tradizione delle
espressioni artistiche tradizionali ed insieme la scienza e la
tecnica come grande viaggio esplorativo da Genova, dall'Italia
e per il mondo. Capitale della cultura policentrica, non solo
dallo stretto punto di vista della distribuzione territoriale
delle opere e delle manifestazioni, ma anche dal punto di
vista della partecipazione attiva delle diverse componenti
culturali e socio-economiche dell'intera città. Questi
concetti chiave di Genova capitale europea della cultura, sono
ben presenti nella città e costituiscono l'intima essenza del
programma di lavoro del comitato organizzatore e degli enti
territoriali di riferimento. In questo contesto allora occorre
adeguare le risorse economico-finanziarie alla portata
dell'evento.
Attualmente con l'articolo 4 della legge n. 29 del 2001 vi
è una autorizzazione di spesa di 4 miliardi di vecchie lire (2
miliardi per ciascuno degli anni 2001 e 2002) per interventi
propedeutici al programma "Genova 2004" e con l'articolo 52,
comma 66, della legge n. 448 del 2001 (finanziaria 2002) si
autorizza un contributo di 3 milioni di euro per interventi di
ristrutturazione, restauro ed adeguamento. E' possibile
prevedere un ulteriore contributo di circa 2 milioni di euro
dai fondi accantonati nel fondo di riserva del Ministero per i
beni e le attività culturali, così come il dibattito in
occasione della legge finanziaria 2002 aveva indicato per
specifiche finalizzazioni e Genova era tra quelle. In totale
siamo in presenza di 5 milioni di euro già distribuiti e di
altri 2 milioni da attribuire sugli accantonamenti. Tale
importo tuttavia è in conto capitale, vale a dire si riferisce
ad interventi di ristrutturazione, restauro e adeguamento,
mentre non può essere utilizzato per organizzare
manifestazioni culturali nè per promuovere l'evento. A titolo
comparativo si vuole sottolineare che per "Bologna 2000"
(articolo 3, commi 1, 2 e 3, della legge l5 dicembre 1998, n.
444) furono autorizzate spese di 20,4 miliardi di lire per
manifestazioni (parte corrente) oltre a 40 miliardi per
interventi strutturali. Sempre a titolo comparativo si segnala
che Lille 2004 (l'altra capitale europea della cultura) ha già
ottenuto un contributo di 13 milioni di euro dallo Stato
francese e che Bruges 2002 ha ottenuto 5 milioni di euro dallo
Stato federale belga oltre a 5 milioni di euro dalla Comunità
delle Fiandre. Pertanto, onorevoli colleghi, il tema di un
finanziamento congruo perché Genova possa onorare degnamente
il compito di essere capitale europea della cultura non è
questione che può riguardare la sola comunità genovese o
ligure, ma è questione che richiede l'intervento dello Stato,
perché l'Italia, per il tramite di Genova, parlerà di cultura
all'Europa e al mondo.
Con l'articolo 1 della proposta di legge si provvede a
finanziare la realizzazione del programma "Genova capitale
europea della cultura 2004", predisposto dal comitato
organizzatore in cui sono presenti tutte le rappresentanze
degli enti locali di riferimento nonché le rappresentanze del
Ministero per i beni e le attività culturali sia a livello
nazionale che locale, con una somma di 2 milioni di euro per
gli anni 2002 e 2003 e di 6 milioni di euro per l'anno
2004.
Con l'articolo 2 si autorizzano limiti d'impegno
quindicennali quali concorso dello Stato agli oneri derivanti
da mutui o da altre operazioni finanziarie per autorizzare il
comune di Genova ad effettuare interventi di restauro,
ristrutturazione ed adeguamento di beni pubblici interessati
all'attuazione del programma nonché il completamento della
linea metropolitana della città di Genova, determinante per
l'efficienza organizzativa e di trasposto del polo culturale
che ospiterà le manifestazioni previste dal programma.
Con l'articolo 3 si provvede alla copertura finanziaria
delle disposizioni contenute nei due precedenti articoli.