XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 2701




        Onorevoli Colleghi! - In Italia la costa nord-occidentale toscana ha particolari caratteristiche dovute alla sua storia e alla secolare estrazione e lavorazione del marmo, così pregiato e così abbondante sulle Alpi apuane, tanto da essere divenute luogo di creazione da parte di scultori provenienti da ogni parte del mondo. Ciò ha fatto sì che lungo la costa nel corso del tempo si siano formati due comprensori del marmo, ciascuno con proprie caratteristiche e perfettamente complementari, che hanno i propri riferimenti rispettivamente in Carrara, storica città del marmo, e in Pietrasanta, la capitale della lavorazione artistica del prezioso calcare.
        Carrara è posta nella vallata delle cave e comunica con immediatezza la sua vocazione per l'attività estrattiva. Importanti in quella città sono le istituzioni che hanno la loro caratterizzazione nel marmo e nella sua lavorazione, come l'Accademia delle belle arti, la Scuola del marmo ed il Museo del marmo.
        Il comprensorio versiliese, che fa capo a Pietrasanta, ha visto una costante presenza di numerose ditte e laboratori artigiani. Per comprendere meglio la differenza tra le caratteristiche dei due comprensori, può essere utile citare il volume, "Pietrasanta, arte e lavoro" di Carlo Bordoni e Anna Laghi, dove si scrive: "E' opinione comune che i due comprensori del marmo della costa toscana, l'apuano e il versiliese, con i loro epicentri rispettivamente in Carrara e Pietrasanta si distinguano e si completino a vicenda. L'uno specializzato nell'escavazione, nella lavorazione industriale e nel commercio dei marmi (a cui si sono aggiunti da tempo i graniti ed altre varie tipologie di lapidei); l'altro dedicato alla lavorazione artistica del marmo con un pullulare di laboratori piccoli e grandi che elaborano ogni fase esecutiva, dalla formatura alle traduzioni in marmo o bronzo, coprendo i più disparati livelli qualitativi che tale attività comporta, segnatamente dalla mera esecuzione di copie in scala da modelli di opere famose (manufatti ad uso funerario, religioso o decorativo), fino alle più originali ed inusitate esecuzioni di opere di artisti contemporanei , dove non è raro che l'autore si ritrovi a bottega fianco a fianco con l'artigiano, in una collaborazione straordinaria e feconda".
        Questo ha fatto sì che nel comprensorio apuo-versiliese siano giunti e stiano giungendo giovani e non giovani che vogliono cimentarsi nella conoscenza e nell'esercizio dell'arte e artisti affermati che hanno trovato in località come Pietrasanta e come la Versilia un sistema di botteghe artigiane capace di offrire loro collaborazione e condizioni ideali per esprimere la loro creatività, oltre a un ambiente e ad un contesto sociale che favoriscono lo sviluppo di un'armonica convivenza di artisti, di giovani scultori e di maestri artigiani.
        Senza questi presupposti, non si spiegherebbe, ad esempio, la scelta di Pietrasanta da parte di tanti artisti provenienti da ogni parte del mondo, Igor Mitoraj, Fernando Botero, Ivan Theimer, Kan Yasuda, Jean Michel Folon, Stanley Bleifeld e dei grandi scultori italiani tra cui Giuliano Vangi, unico artista vivente e pienamente operante cui sia stato dedicato in Giappone un Museo esclusivamente contenente sue opere e che nel primo giorno di apertura ha registrato una affluenza di 3.000 visitatori paganti. L'importanza dell'evento è stata tale che il 27 aprile 2002, data dell'inaugurazione del Vangi Museum; The sculpture Garden Museum, voluto e finanziato da un privato, ha visto la presenza ufficiale del Governo italiano, il patrocinio del Senato della Repubblica e la presenza di più parlamentari appartenenti a schieramenti diversi. L'affermazione della scultura italiana sul piano internazionale è dovuta anche alla ricchezza, al pregio e all'eccellenza del materiale del marmo che attraverso la creatività degli artisti ha assunto forme di grande valore culturale e civile. Le Alpi apuane sono ricche di questa materia pregiata e da sempre sono state luogo di escavazione di questo calcare per la realizzazione di sculture, di opere di architettura e di capolavori del grande patrimonio dei beni culturali del nostro Paese. Basti pensare che artisti del valore di Michelangelo Buonarroti vennero in Versilia proprio per cercare il miglior marmo per eseguire le loro opere più famose. La presenza di Michelangelo a Pietrasanta è testimoniata anche da una lapide in marmo posta in piazza del Duomo, sopra il numero civico 23, in cui è scritto: "Michelangelo Buonarroti il 27 aprile e 1^ giugno 1518 strinse nuovi contratti per la facciata del San Lorenzo a Firenze, in questa casa, già di Leonardo Percacci ch'ebbe a nepote l'esimio scultore Silvio Cusini da Fiesole".
        A Pietrasanta, insieme alla lavorazione ai fini artistici del marmo, si è diffusa anche la lavorazione dei metalli, dando vita ad un sistema artigianale completo che offre alla genialità dell'artista le migliori condizioni per esprimere e realizzare la propria creatività. Interessante è vedere nei numerosi laboratori artisti noti in tutto il mondo che realizzano le proprie opere ed artigiani che come in una bottega rinascimentale prestano la loro sapiente professionalità. Ogni laboratorio, sia che si lavori marmo, metallo, mosaico, ceramica, gesso, legno o altro, costituisce di per sé anche un patrimonio artistico dato dalla testimonianza degli artisti raccogliendo enormi quantità di bozzetti, di disegni o di altre testimonianze che lasciano questi maestri dell'arte contemporanea che risiedono a Pietrasanta e in Versilia, oltre alle testimonianze della professionalità degli artigiani. E' ulteriore motivo di interesse anche la possibilità di vedere all'esterno dei laboratori le opere in via di realizzazione o che sono in attesa di essere collocate negli spazi, pubblici o privati, più prestigiosi del mondo. Altrettanto interessante è vedere negli spazi pubblici opere donate da artisti o le case e gli studi privati degli stessi dove all'esterno del giardino sono collocate le loro opere.
        Riteniamo che tutto ciò sia un patrimonio da non disperdere, ma da conservare e valorizzare con la collaborazione libera e volontaria degli artisti stessi, come luogo di incontro tra culture diverse e di dialogo, di confronto pacifico e di sviluppo di una cultura di pace e di amicizia.
        Non si spiegherebbe il grande successo di oggi senza l'intervento e l'opera di tanti imprenditori che investirono nel marmo e che coltivarono la passione per la lavorazione artistica. Una delle ditte che contribuirono alla crescita del settore lapideo in Versilia è la società Henraux nata nel 1821 nel comune di Seravezza, che fin "dal suo primo momento, oltre all'attività estrattiva e di segheria del marmo dà spazio all'interno dei suoi locali ad un laboratorio per la lavorazione artistica del marmo (...). La bottega dell'Henraux apre nel 1822 e può contare sull'apporto di Gaetano Grazzini, Francesco Pozzi e dello scultore Rocchi di Carrara. Purtroppo, l'esperimento voluto dal Borrini per le esigenze irrinunciabili della produzione e di un immediato riscontro economico non ha fortuna" (Pietrasanta. Arte e lavoro di Carlo Bordoni e Anna Laghi). A Pietrasanta, "la situazione appare completamente mutata nella seconda metà del secolo scorso, precisamente attorno al 1860 quando i benefici di una apposita scuola di Belle Arti per l'apprendimento della lavorazione artistica del marmo, fondata da Vincenzo Santini (1807-1876) cominciano a far sentire i loro effetti" (Pietrasanta. Arte e lavoro di Carlo Bordoni e Anna Laghi). Al termine della seconda guerra mondiale la ditta Henraux ha alla sua guida imprenditori italiani ed in particolare, l'amministratore delegato Erminio Cidonio, che oltre a guidare l'azienda con grande capacità imprenditoriale, ha uno spiccato amore per l'arte contemporanea legata al marmo. Egli diventa un animatore culturale per la diffusione e la valorizzazione del marmo e fa della ditta Henraux un luogo di incontro, di lavorazione artistica del marmo di rilievo internazionale. Fonda la rivista Marmo che annovera tra le sue fila qualificati collaboratori, tra cui Giuseppe Marchiori, Bruno Alfieri e personalità di rilievo del design e del mondo dell'arte. Erminio Cidonio intendeva realizzare all'interno della ditta Henraux a Querceta un luogo di incontro mondiale della scultura, ma anche creare opportunità di lavoro comune tra le grandi personalità della scultura già affermate e i giovani scultori provenienti da tutto il mondo, per tramandare le tecniche. Furono chiamati a Querceta grandi maestri come Mirò, Chagall, Moore, Noguchi, Adan, Gilioli, Marini, Stahly, la Penalba, Arp. Nell'azienda viene potenziato il laboratorio di scultura già costituito dagli anni '30 con la collaborazione di validi tecnici tra cui Sem Ghelardini che con il socio Dino Nicolai dette vita ad un impresa artigiana a Pietrasanta. Sem Ghelardini è considerato il "primo" artigiano che ha intuito e messo in pratica il nuovo modo di concepire la scultura.
        A Pietrasanta oltre ai laboratori del marmo sono andate costituendosi e si sono affermate anche le fonderie artistiche, ricordando che la fonderia Enrico e Giovanni Tesconi è stata fondata nel 1885, ma soprattutto a partire dagli anni '50 ne sono nate altre, andando così a costituire in questo lembo di territorio che interessa Pietrasanta e la piana di Seravezza un vero e proprio sistema, unico al mondo, che dà ogni tipo di risposta alle esigenze creative degli scultori, tanto che Pietrasanta per questo è stata definita dal professor Antonio Paolucci la "piccola Atene". E' bene ricordare che nei laboratori del marmo e nelle fonderie di Pietrasanta dall'ultimo dopoguerra in poi sono venuti a realizzare le proprie opere grandi artisti come Francesco Messina, Emilio Greco, Henry Moore, Juan Mirò, Marino Marini, Giacomo Manzù, Jaques Lipchitz, Salvator D'Ali, Arturo Martini, Pericle Fazzini, Arnaldo Pomodoro, Gio' Pomodoro, Pietro Consagra, Novello Finotti, Giuliano Vangi, Sacha Sosno, Pietro Cascella, Gigi Guadagnucci, Hans Arp, Alicia Penalba, Gonzalo Fonseca, Sandro Chia, Mimmo Paladino, Kan Yasuda, Vilian Crovello, Arman, Jean Michel Folon, Manolo Carbonell, Girolamo Ciulla, Cesar, Maria Papa, Ivan Theimer. Infine Fernando Botero e Igor Mitoraj, che di Pietrasanta sono cittadini onorari e ivi risiedono.
        Da sempre è forte anche a Carrara il bisogno di valorizzare l'arte scultorea legata al marmo. Tanto è vero che a partire dal 1957 si svolge la "Biennale internazionale di scultura città di Carrara", anche con lo scopo di valorizzare il territorio e la sua valenza a carattere turistico. Nel 2002 la Biennale di scultura di Carrara, giunta alla XI edizione, ispirata alla "materialità dell'esistenza", ha allargato il campo culturale, non solo, quindi, alla scultura legata alla lavorazione del marmo, ma ha unito a questo la poesia, la filosofia, l'ambiente, INTERNET e il cinema. In questa edizione sette importanti artisti contemporanei hanno scolpito nei laboratori cittadini opere che andranno ad arricchire il patrimonio pubblico e collocate in un ambiente di grande pregio come il "Parco della padula" di Carrara. Esiste, inoltre, a Carrara un Istituto professionale per l'industria e l'artigianato del marmo "Pietro Tacca", un istituto "atipico" unico sul territorio nazionale, se non a livello mondiale. L'Istituto è nato come Scuola del marmo di Carrara negli ultimi decenni dell'800 su iniziativa di un consorzio di aziende private, artigiane o industriali con lo scopo di preparare maestranze da utilizzare in loco. Dal dopoguerra vanta la preparazione di gran parte delle forze lavorative e degli artigiani che ancora oggi costituiscono la base produttiva dell'industria lapidea locale. L'Istituto è sul percorso delle visite turistico-culturali della città ed è spesso meta di visite guidate di turisti e di studenti italiani e stranieri. La visita costituisce una indimenticabile esperienza culturale che riporta alla mente le radici stesse della città, grazie alla galleria di fotografie storiche, alle collezioni di gessi di sicuro interesse artistico, preziosi reperti del passato artigianale del territorio, e offre inoltre la possibilità di rendersi conto della struttura dei laboratori artigianali e industriali e delle tecniche di lavorazione del marmo. Anche esso entra a far parte del Museo come una sua articolazione e svolge un ruolo importante nella creazione di un "Centro internazionale dei giovani scultori" in collaborazione con l'Accademia delle belle arti di Carrara e con l'Istituto d'arte "Stagio Stagi" di Pietrasanta.
        Storico è il legame tra il territorio del comune di Seravezza ed il marmo, sia nel campo dell'estrazione che nella lavorazione, grazie anche alla presenza di numerosi laboratori artigiani e ditte di esportazione del materiale non lavorato. Una fra tutte la citata ditta Henraux che ha svolto per anni l'intera filiera del marmo, dall'estrazione in cava, alla lavorazione dei blocchi, alla commercializzazione degli stessi, alla lavorazione artistica. Da alcuni anni, il Palazzo mediceo ospita grandi mostre, dedicate ai maggiori artisti del '900 sia in ambito pittorico che in ambito scultoreo. Nel centro di Seravezza esiste un'ex segheria che si trova lungo il fiume, a pochi passi dal Palazzo mediceo, dove alcuni artisti venuti in Italia da diverse parti del mondo hanno creato un luogo di formazione al lavoro della materia; il loro laboratorio e l'abbondanza degli spazi ha permesso che questa struttura divenisse anche centro di esposizione. Sempre sul territorio di Seravezza, nella piana, si trovano i laboratori di Giorgio Angeli, che ospita e ha ospitato importanti artisti come Noguchi, e quello di Giò Pomodoro dove l'artista ha realizzato importanti sue opere.
        La presente proposta di legge ha lo specifico compito di coordinare a livello nazionale queste esperienze che sono sparse su tutto il territorio nazionale e in alcuni casi vedono la partecipazione sia di soggetti pubblici che di soggetti privati. E' quello che accade, ad esempio, a Casalbeltrame in provincia di Novara, dove lo Studio Copernico ha ideato e sta realizzando con la collaborazione del comune e della regione Piemonte un centro per la scultura, un luogo dove gli artisti possano trovare tutto ciò che occorre loro per l'esecuzione delle opere: laboratori di marmo, fonderia, maestranze qualificate, una calcografia per l'esecuzione di acqueforti, studi e foresteria. Sono previsti, inoltre, una gipsoteca e uno spazio espositivo in cui figureranno in permanenza un centinaio di opere dei più rappresentativi scultori italiani. Ulteriori spazi espositivi si articolano su una superficie di oltre 10.000 metri quadrati tra esterni ed interni. Una esperienza diversa, ma anch'essa nata con lo scopo di valorizzare l'arte in forme diverse da quelle tradizionali, è quella sorta nelle vicinanze di Bologna a Ponte Ronca di Zola Predosa, denominata "Ca' la Ghironda". Si tratta di un area museale che ospita una collezione d'arte moderna e contemporanea di pittura e di scultura. Il parco, che comprende una Petite e una "Grande promenade", si distende in una vasta area verde di 10 ettari. Seguendo il percorso collinare si possono ammirare 210 sculture di materiali vari, disposte secondo un percorso espositivo non banalmente cronistorico, dei più significativi maestri della nostra epoca: da Manzù a Zorio, a Messina, a Minguzzi, eccetera. Più di 150 sono le differenti specie di piante locali o naturalizzate che fanno da cornice alle sculture e 15.000 sono quelle presenti nell'intera area, in una armoniosa rappresentazione di equilibrio fra arte e natura. Vi è inoltre un teatro all'aperto ed all'interno della moderna residenza, dove avviene l'incontro con 500 opere dei più rappresentativi artisti della pittura nazionale ed internazionale dal '500 ai giorni contemporanei; vi è lo spazio per dibattiti e convegni, con una ricca biblioteca ed una foresteria. Il nuovo museo, di recentissima ultimazione, è il centro espositivo di un'area museale unica nel suo genere ed accoglie, oltre alle mostre d'arte, le attività di incontri polivalenti ed è luogo per gli organismi pubblici e privati di attività di elevato spessore culturale espositivo, di spettacolo, congressuale e di studio. Ca' la Ghironda si colloca tra le iniziative private che affiancano e collaborano con quelle istituzionali, culturali ed amministrative, arricchendo l'offerta e aggiungendo vivacità al dibattito sull'arte e la cultura.
        Queste e altre analoghe esperienze sul territorio nazionale potranno coordinarsi con le attività del Museo nazionale d'arte della scultura contemporanea.
        Nel comprensorio versiliese, un settore ancora agli albori, ma già di grande pregio e di rilevanza artistica è il legame tra teatro e arti visive, in particolare la scultura; in passato e anche oggi molti artisti si sono cimentati nella realizzazione di scene e costumi di opere liriche. Recentemente a Torre del Lago, luogo che Puccini scelse per vivere e che fu di ispirazione per la creazione delle sue musiche, il binomio tra scultura e teatro ha assunto i caratteri dell'eccellenza. Ogni anno si svolge nel teatro all'aperto sulle rive del lago il festival pucciniano che è giunto nel 2002 alla 48^ edizione e con legge dello Stato è riconosciuto come festival nazionale. A partire dall'anno 2000 è stato aperto un rapporto di collaborazione con gli scultori operanti a Pietrasanta; infatti, lo scultore Kan Yasuda ha realizzato le scene dell'opera Madama Butterfly. Nella stagione lirica del 2002, oltre a Kan Yasuda, anche Igor Mitoraj si è cimentato nella realizzazione delle scene e dei costumi della Manon Lescaut. Per la stagione teatrale del 2003 Jean Michel Folon realizzerà le scene di Boheme; è iniziato e ha assunto i caratteri della stabilità il rapporto fra la fondazione festival pucciniano e gli scultori operanti nella vicina città di Pietrasanta. Per non disperdere questo importante patrimonio artistico è importante prevedere a Torre del Lago un "Centro museale del teatro" contenente quelle opere, quei disegni, quelle testimonianze, meritevoli di essere conservati, valorizzati e fruiti da parte del pubblico.
        L'obiettivo della proposta di legge è di riconoscere, tutelare e valorizzare questa ricca realtà di presenze e di testimonianze artistiche, con particolare riferimento all'espressione scultorea.
        E' su questi presupposti e considerando quest'espressione meritevole di tutela che si colloca, ai sensi della lettera s) del secondo comma dell'articolo 117 della Costituzione, nel testo novellato dalla legge costituzionale n. 3 del 2001, l'affermazione per cui lo Stato ha legislazione esclusiva in materia di tutela dei beni culturali.
        Ecco perché si ritiene necessario istituire un museo che abbia però forme e articolazioni nuove e originali: non un museo tradizionale collocato in un unico corpo di fabbrica, luogo esclusivo del museo, ma un sistema stellare che si proietta sul territorio apuo-versiliese e nazionale, che prevede l'utilizzazione di spazi chiusi e di spazi aperti, di luoghi urbani e rurali, di patrimoni di proprietà pubblica o privata. Gli stessi laboratori, centri creativi della produzione di opere d'arte, è auspicabile che diventino articolazioni del Museo così come alcuni luoghi pubblici, presenti nella città di Pietrasanta, di Carrara, di Seravezza e di Viareggio. Si tratta di una nuova idea di museo che dovrebbe includere anche altri comuni. Allo stesso modo possono farne parte gli studi e i luoghi degli artisti del comprensorio apuo-versiliese, e quelli collocati in altre parti del territorio nazionale.
        Pietrasanta, per la presenza di questi artisti, degli artigiani, dei laboratori del marmo e degli altri materiali, si propone come centro di riferimento anche fisico del Museo che sarà ricavato, per quanto possibile, dal riuso di un edificio adeguato alle esigenze di un museo nazionale e al prestigio delle opere che dovrà accogliere. Pietrasanta sarà anche il centro di proiezione esterna verso i luoghi più rilevanti presenti sul territorio nazionale, legati alla scultura artistica contemporanea. A Pietrasanta dovrà essere inoltre allestito all'interno della sede del Museo uno spazio multimediale anche a scopo didattico per la scultura d'arte contemporanea ed un Museo virtuale d'arte di scultura contemporanea che diverrà una articolazione del Museo nazionale.
        Luogo non meno importante sarà Carrara con le sue storiche istituzioni legate alla lavorazione del marmo, l'Accademia delle belle arti e la Biennale di scultura che è oggi uno degli appuntamenti più importanti della scultura contemporanea e che vede la partecipazione dei più grandi artisti. Così di grande rilievo saranno gli spazi espositivi della città, con particolare riguardo al Parco della Padula. E' auspicabile che si inseriscano nel sistema museale tutti quei laboratori, come l'Henraux di Querceta di Seravezza, che hanno associato alla lavorazione del marmo il lavoro di formazione di nuovi maestri artigiani e hanno fatto dei propri studi artigianali dei piccoli musei, fornendo ai grandi scultori quelle condizioni tecniche e professionali per realizzare le loro opere.
        La regione Toscana nell'ambito delle nuove attribuzioni derivanti dal dettato dell'articolo 117 della Costituzione, che stabilisce che è materia di legislazione concorrente tra Stato e regione la "valorizzazione dei beni culturali ed ambientali e la promozione ed organizzazione di attività culturali", partecipa con un ruolo attivo sin dalla prima fase della progettazione, realizzazione e gestione del Museo.
        Nella tutela, gestione e valorizzazione del patrimonio storico-artistico dovrà esservi il concorso delle diverse istituzioni e dei soggetti privati interessati a tali fini mediante l'istituzione di una fondazione ai sensi della lettera b) del comma 1 dell'articolo 10 del decreto legislativo n. 368 del 1998. Naturalmente, il compito della tutela spetta allo Stato attraverso la sua amministrazione, in particolare al Ministero per i beni e le attività culturali mediante la Direzione generale per l'architettura e l'arte contemporanea, che ha il compito di applicare tale tutela uniformemente e nella piena indipendenza da pressioni economiche e politiche.
        L'articolo 1 della presente proposta di legge istituisce il Museo nazionale d'arte della scultura contemporanea e individua gli spazi e le strutture che nel comune di Pietrasanta e nel restante territorio nazionale entrano a far parte del Museo. L'articolo 2 stabilisce i compiti della regione Toscana. L'articolo 3 istituisce la fondazione che avrà il compito di gestire il Museo e stabilisce le condizioni di accesso da parte dei privati ai benefìci fiscali nel caso di donazioni al Museo stesso. Affida, quindi, ad una commissione tecnica all'interno della Direzione generale per l'architettura e l'arte contemporanea del Ministero per i beni e le attività culturali, presieduta dal direttore generale, il compito di fare l'elenco dei beni che entrano a far parte del Museo.
        L'articolo 4 stabilisce che il comune di Pietrasanta indica la sede e le strutture destinate ad accogliere il Museo nazionale d'arte della cultura contemporanea, nel quale dovrà essere individuato uno spazio multimediale anche a scopo didattico per la scultura d'arte contemporanea e il Museo virtuale d'arte della scultura contemporanea che diverranno una articolazione del Museo nazionale. Si prevede, inoltre, che il Museo, nell'ambito delle sue attività, preveda spazi destinati ad atelier ludico-esperenziali, propedeutici e di avvicinamento all'arte e alla scultura, destinati in particolare ai bambini. L'articolo 5 prevede che i laboratori degli artigiani, gli studi e gli spazi degli artisti che dichiarano la loro disponibilità, riconosciuti dalla commissione tecnica, istituita presso il Ministero per i beni e le attività culturali, meritevoli di tutela, pur rimanendo di proprietà privata posti nel territorio nazionale, possono divenire articolazione del Museo. Si prevede, altresì, che gli spazi e i patrimoni degli enti pubblici possono divenire articolazioni del Museo.
        L'articolo 6 stabilisce che il Museo dei bozzetti di Pietrasanta, le opere acquisite o donate al comune di Pietrasanta, pur rimanendo di proprietà del comune medesimo, divengono parte integrante del Museo nelle forme e nei modi stabiliti con apposita convenzione sottoscritta dal comune e dalla fondazione di cui all'articolo 3. Il complesso dell'ex convento di Sant'Agostino, pianta del Duomo, il Parco della Versiliana, la Rocca di Sala, posti nel comune di Pietrasanta, possono divenire, attraverso apposita convenzione, spazi espositivi permanenti o temporanei del Museo.
        L'articolo 7 istituisce a Carrara il Centro espositivo della Biennale internazionale di scultura e prevede che il Parco della Padula ed il Museo del marmo siano luoghi museali permanenti.
        L'articolo 8 prevede l'istituzione da parte della regione Toscana, d'intesa con il Ministero per i beni e le attività culturali e con il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di un Centro internazionale dei giovani scultori, le cui modalità di partecipazione e di allestimento sono curate dall'Accademia delle belle arti di Carrara, dall'Istituto professionale per l'industria e l'artigianato del marmo "Pietro Tacca" di Carrara e dall'Istituto statale d'arte "Stagio Stagi" di Pietrasanta.
        L'articolo 9 istituisce il Centro museale del Teatro di Torre del Lago nel comune di Viareggio allo scopo di tutelare, valorizzare e favorire la fruizione pubblica delle scenografie e dei costumi del festival pucciniano realizzate da scultori e da artisti delle arti visive di fama internazionale, meritevoli di essere conservati.
        L'articolo 10 prevede che le province di Lucca e di Massa Carrara, al fine di favorire la fruizione e la valorizzazione delle testimonianze della scultura presenti sui propri territori, predispongono un progetto su "i percorsi e i luoghi della scultura", collegando anche i diversi momenti che concorrono alla formazione dell'opera d'arte per valorizzare anche i materiali estratti in ambito territoriale e gli altri materiali utilizzati per la realizzazione delle sculture. Il progetto "i percorsi e i luoghi della scultura" potrà divenire, previo parere vincolante della commissione tecnica di cui al comma 3 dell'articolo 3, articolazione del Museo secondo la disciplina fissata da una convenzione sottoscritta dalla fondazione e le amministrazioni provinciali di Lucca e Massa Carrara.
        L'articolo 11 prevede che attraverso lo strumento dell'accordo di programma lo Stato, la regione Toscana e tutti gli enti pubblici che aderiscono al Museo definiscano i rispettivi impegni per quanto attiene alle spese di realizzazione, di gestione e di valorizzazione del Museo. La progettazione e le modalità di realizzazione del Museo saranno definite attraverso l'emanazione di un concorso internazionale, il cui bando sarà emanato dalla Direzione generale per l'architettura e l'arte contemporanea del Ministero per i beni e le attività culturali.
        Agli oneri derivante dalla legge si provvede a carico dello stato di previsione del Ministero per i beni e le attività culturali.




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